<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[News feed]]></title><link>https://www.ilgiornale.it</link><atom:link href="https://www.ilgiornale.it/arc/outboundfeeds/rss/autore/stefania-grazioso/" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[ News Feed]]></description><lastBuildDate>Tue, 28 Jul 2026 13:58:47 +0000</lastBuildDate><language>it</language><ttl>1</ttl><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[«Canto i segreti dei falsi e degli ipocriti»]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/genova/canto-i-segreti-dei-falsi-e-degli-ipocriti.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/genova/canto-i-segreti-dei-falsi-e-degli-ipocriti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioso]]></dc:creator><description></description><pubDate>Fri, 13 Jul 2012 15:44:01 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Chi ha visto J-Ax dal vivo almeno una volta lo sa: «Meglio Live», il tour che la voce indiscussa del rap'n'roll porta con grande successo in tutta Italia, è un'esperienza da non perdere. E questa sera sarà all'Arena del Mare. Uno spettacolo di pura energia, dall'impronta decisamente rock, con almeno 25 canzoni in scaletta, per oltre 2 ore di concerto a ritmo serratissimo, senza tralasciare qualche ballad in chiave acustica, sempre accompagnato dall'Accademia delle Teste Dure.</p><p>Ad agosto festeggerai 40 anni. Come ti senti, è tempo di bilanci?</p><p>«Mi sento come un doppio ventenne, un esordiente secondo la chiave di lettura di Dorian Gray. Dentro sono uguale». </p><p>Sei diventato una delle icone storiche della musica rap italiana.</p><p>«È da anni che cerco di tirarmi fuori dall'etichetta di un genere preciso perché la mia musica è sempre stata trasversale».</p><p>Ma era meglio prima o no?</p><p>«La mia canzone Era meglio prima è ironica, ogni tempo è bello per essere vissuto intensamente. Non bisogna adagiarsi ma vivere come in pericolo ogni istante. Come mi disse Quincy Jones be hungry, devi avere fame!». </p><p>Recentemente è uscita tutta la tua discografia completa, dagli album con gli Articolo 31, fino a oggi, da solista passando per side project come i "Due di Picche" con Neffa. Sembri essere ben disposto alle collaborazioni con gli altri artisti.</p><p>«Si, nell'ultimo cd di questa collana, Meglio Live includo anche un duetto con Roberto Freak Antoni, I Gelati Sono Buoni. Ma non è l'unica collaborazione di questo periodo per me, in radio va a rotazione Sempre Noi, il featuring realizzato per l'album di Max Pezzali, in occasione del ventesimo anniversario degli 883, e Man Of Simple Pleasure una collaborazione, alquanto sorprendente, con i Kasabian». </p><p>E chi sono i tuoi fan oggi?</p><p>«Diciamo che ormai prendo dentro tre generazioni di fan. Ai concerti vedo qualche 12-13enne, 17enni e 25-28enni. Poi ci sono i trentenni che mi seguono dai tempi degli Articolo 31».</p><p>Durante la tua carriera hai descritto esattamente i cambiamenti del nostro Paese e degli italiani?</p><p>«C'è un denominatore comune tra quando iniziai e oggi. L'Italia fa il passo del gambero, un passo avanti e due indietro. Certe canzoni scritte 20 anni fa, oggi, purtroppo, sono ancora attuali. Tutto è una posa. Il mio lavoro è farmi beffa dei falsi e ipocriti e poi cantare i loro segreti. Svelare quello che c'è dietro alla scena. Io magari dipingo a tinte forti, ma non ho mai detto bugie. Cosa è cambiato da allora? Quasi niente». </p><p>J-Ax scatta istantanee che si mostrano per quelle che sono. Nessun artificio digitale, nessuna post produzione, nessun ritocco. «Meglio live!» è un ottimo esempio di identificazione. Quello che viene chiesto alle canzoni, in generale. Di qualsiasi area di appartenenza esse siano.</p><p>J-Ax sottolinea la sua adesione al rap 'n' roll ma la sensazione che scaturisce dall'ascolto dei brani è che si vada ben oltre alla definizione di genere. Contano gli argomenti e i registri di narrazione. Alti e bassi. Ironici e sottili. Sfacciati e irriverenti.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Samuele Bersani torna con un carico di musica e parole]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/genova/samuele-bersani-torna-carico-musica-e-parole.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/genova/samuele-bersani-torna-carico-musica-e-parole.html</guid><dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioso]]></dc:creator><description></description><pubDate>Wed, 11 Jul 2012 13:01:17 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p> Un acclamato ritorno, quello di Samuele Bersani, a distanza di oltre tre anni dall'ultimo tour e a seguito dell'uscita di Psyco, 20 anni di canzoni, l'antologia di successi che, insieme agli inediti Un pallone e Psyco, compone la scaletta dello spettacolo. Il cantautore farà tappa a Genova questa sera all'Arena del Mare al Porto Antico con il suo «Psyco Tour» per pungere le coscienze con l'originalità che rende unico il suo stile. Il concerto sarà uno spettacolo in cui l'artista comunicherà con il pubblico non solo attraverso le canzoni, ma anche raccontando a suo modo se stesso e il mondo che lo circonda attraverso aneddoti e storie condite di poesia e di lucida autoironia.</p><p>«Psyco», 20 anni di canzoni, è un'antologia di 28 brani divisi in due cd, selezionati e restaurati dallo stesso Bersani, e impreziosita da due inediti «Un pallone», con cui l'artista ha partecipato al Festival di Sanremo, aggiudicandosi il Premio Mia Martini assegnato dalla Sala stampa del Teatro Ariston, e «Psyco». Un percorso musicale lungo vent'anni che, dai tempi di «Chicco e Spillo» ad oggi, gli è valso il ruolo di assoluto protagonista tra coloro che sanno trasformare in arte l'osservazione della realtà circostante e dei sentimenti interiori, servendosi di un linguaggio sempre moderno e suggestivo, in bilico costante tra poesia e invettiva, tra il ricorso al paradosso e l'ironia. Il suo, infatti, è un repertorio che comprende brani visionari quanto di estrema lucidità come «Cattiva», «Lo Scrutatore non votante», «Chicco e Spillo», «Che vita», «Occhiali Rotti», «Sicuro Precariato», «Pesce D'Aprile», «Il mostro», Caramella Smog» e «Che Vita». Per arrivare a canzoni che toccano il cuore, scavando tra le pieghe dell'animo umano: esempi di pura poesia, come «Giudizi Universali», «Il pescatore di asterischi», «Se ti convincerai», «Sogni», «Una delirante poesia», «Meraviglia», «Pensandoti», «Lascia stare», «Le mie parole», «Replay», «Un periodo pieno di sorprese», «Ferragosto», «Valzer nello spazio», «Concerto», «Spaccacuore», «Chiedimi se sono felice» e «Freak», completano la raccolta «Psyco, 20 anni di canzoni».</p><p>Ad aprire l'antologia è l'inedito «Un pallone»: il brano con cui l'artista ha fatto il suo ritorno al Festival di Sanremo, dodici anni dopo «Replay», aggiudicandosi per la seconda volta il premio della critica, descrive le acrobazie di un italiano di oggi attraverso le disavventure di un pallone che si sente smarrito. «Ci vuole molto coraggio a rotolare giù/ in un contesto vigliacco che non si muove più/ e a mantenere la calma adesso/ per non sentirsi un pallone perso/ Ci vuole molto coraggio a ricercare la felicità in un miraggio che presto svanirà/ e a mantenere la calma adesso/ per non sentirsi un pallone perso». </p><p>Si cambia registro con «Psyco», il brano che dà anche il titolo alla collection. Intimista e introspettiva nel testo, quanto spiazzante e moderna nelle sonorità, la canzone racconta le peripezie di un'anima tormentata. «Sono stato in cura per degli anni da un analista sordomuto/ che mi aiutava con dei cenni e molta buona volontà/ a riprendermi dai traumi che avevo avuto in un'altra vita», scrive Bersani per argomentare i passaggi sofferti di un'evoluzione interiore che porta a «una via di uscita». Il tour impegnerà l'artista per tutta l'estate ma questo non gli impedirà di rendere omaggio all'indimenticabile Mister G partecipando come ospite il 21 luglio prossimo al Festival Teatro Canzone Giorgio Gaber a Viareggio.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Pino Daniele, napoletano innamorato dellAfrica]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/pino-daniele-napoletano-innamorato-dell-africa.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/pino-daniele-napoletano-innamorato-dell-africa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioso]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sun, 27 May 2012 00:05:46 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Pino Daniele torna ad esibirsi dal vivo. Il più «nero» dei cantautori italiani, con il suo inimitabile sound prevalentemente blues con accenni al rock mediterraneo che da sempre caratterizza la sua musica, riproporrà la storia della sua straordinaria carriera con i suoi celebri successi del passato insieme a quelli più recenti al Teatro Carlo Felice domani alle 21.</p><p>La pubblicazione del nuovo disco di inediti «La Grande Madre» segna il ritorno in concerto del cantautore partenopeo.</p><p>Con il nuovo album anche Pino Daniele entra nel novero degli artisti che hanno detto addio alle major discografiche, infatti «La Grande Madre» è il suo primo disco autoprodotto. Ad affiancare Pino Daniele e la sua etichetta Blue Drag in questa nuova avventura ci sarà Indipendente/Mente per la distribuzione. Riguardo alla raggiunta indipendenza musicale, Pino Daniele si è detto molto felice e soddisfatto.</p><p>L'album, composto da 11 brani, contiene anche una cover di Eric Clapton, Wonderful tonight e un brano dedicato all'associazione internazionale «Save The Children», Searching for the water of life, a supporto della campagna Every One per dire basta alla mortalità infantile.</p><p>Inoltre questo nuovo disco è stato realizzato con la collaborazione di musicisti di gran valore come Omar Hakim alla batteria, Chris Stainton al piano e hammond, Gianluca Podio alle tastiere e agli archi, Steve Gadd alla batteria, Mel Collins al saxofono, Rachel Z al piano, Willie Weeks al basso, Solomon Dorsey al basso e Mino Cinelu alle percussioni.</p><p>«La Grande Madre» è un album di qualità che mescola canzoni più tradizionali in italiano come Melodramma (che è anche stato il primo singolo di lancio del nuovo album) o Due Scarpe a brani più originali come la canzone La Grande Madre (dove si sente l'influenza delle sonorità africane) oppure la canzone Coffee Time in stile jazzy.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Biagio sale sul palco per cantare la vita]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/genova/biagio-sale-sul-palco-cantare-vita.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/genova/biagio-sale-sul-palco-cantare-vita.html</guid><dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioso]]></dc:creator><description></description><pubDate>Thu, 24 May 2012 00:05:12 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>È partito il nuovo tour di Biagio Antonacci sul palco dei principali palasport dItalia tutto concentrato nel mese di maggio: 17 tappe in 25 giorni, tra cui anche Genova. Proprio stasera Biagio sarà al 105 Stadium per fare ascoltare dal vivo le canzoni del nuovo album dinediti, «Sapessi dire no». </p><p>Biagio Antonacci ha scelto, anche questa volta, un palco minimalista per dare voce alla musica: nessuna proiezione, né effetti speciali, solo una lunghissima passerella centrale per avere il sempre ricercato contatto diretto con il pubblico. Arricchiscono lo spettacolo alcuni performers di strada: ballerini, artisti e giocolieri che si esprimono liberamente con figure e costumi originali. Antonacci presenta 14 nuovi brani di cui, come sempre, è autore di testi, musiche e interprete.  Fantasia, immaginazione, passione e la vita più in generale nel bene e nel male, con i suoi sogni e le paure, larrabbiatura e la serenità delluomo, la spiritualità e il realismo e, perché no, lanalisi e la descrizione di diverse personalità e sentimenti.</p><p>A cominciare dal brano dapertura, «Insieme finire», si coglie la spontaneità e limmediatezza  di ogni parola che scorre su una melodia da pianoforte, in cui si inserisce un inedito suono rock. Una «semplicità» che si ritrova anche nelle ballad più classiche incentrate sui grandi amori come «Dimenticarti è poco» oppure «Sono stato innamorato», fino alla appassionata «Dormi nel cuore» dove un indimenticabile giro melodico di sax introduce e identifica in musica un gesto di accoglienza completa e matura della propria donna. Dalle ritmiche sincopate di «Liberandoti di me»  agli archi introspettivi e sognanti de «Levento» . Alla batteria prepotente e rock di alcuni brani insoliti ed originali come «Senza un nome» e «Con infinito onore» - storie di personaggi scomodi e contrapposti, uno emblema di massima libertà, uno «svitato» che ha dimenticato tutto, che è «senza terra, senza regole» e laltro, di contro, servo, schivo e schiavo che «paga un pizzo organizzato» - o come in «Naturale» in cui lautore si ribella al non poter vivere in sintonia con il mondo. </p><p>Fino ad un inaspettato flauto che sottolinea la personalità di una egocentrica donna fatale in «Sola mai» o al culmine della spensierata e divertente fisarmonica che accompagna la pizzica «Non vivo più senza te»: esplosione di aria latina, di ritmi caldi, di sole e mare, di estate e gioia di vivere. Fino a proporre, Biagio Antonacci stesso al pianoforte, in canzoni molto più intime e personali, come «Ti dedico tutto». </p><p>Un album  dedicato alla vita in tutti i suoi aspetti e che si chiude  con una toccante dedica a Lucio Dalla: maestro di musica e poesia.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[I Negramaro scelgono Genova per ripartire con il nuovo tour]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/i-negramaro-scelgono-genova-ripartire-nuovo-tour.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/i-negramaro-scelgono-genova-ripartire-nuovo-tour.html</guid><dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioso]]></dc:creator><description></description><pubDate>Thu, 26 Apr 2012 00:04:27 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Partirà il 30 aprile da Genova la nuova tranche del «Casa 69 tour». Undici nuove date. Undici nuove occasioni per assistere al grande spettacolo dal vivo che ha riportato i Negramaro sui palchi di tutta Italia. Il «Casa 69 tour» tornerà con undici nuovi concerti, dopo aver fatto tappa nei palazzetti delle principali città italiane lo scorso inverno, collezionando un sold-out dopo l'altro. Giuliano Sangiorgi e compagni si esibiranno sul palco del 105 Stadium della Fiumara e a seguire su quello del Palalottomatica di Roma, che già li ha ospitati per ben quattro date - tutte esaurite - nella parte autunnale del tour.</p><p>Casa 69, è l'ultimo lavoro in studio della band, e deve il titolo proprio al luogo fisico dove tutti i componenti dei Negramaro vivono condividendo, oltre al lavoro e alla passione per la musica, ogni aspetto della quotidianità. L'incomunicabilità, il potere dell'illusione e l'individualità sono i temi cardine dei sedici nuovi brani dell'album che insieme ai due precedenti compone una trilogia. Se Mentre tutto scorre indagava sul concetto-categoria di tempo e La finestra su quello di spazio, Casa 69 è un'indagine sull'«Io» in tutte le sue accezioni, che sull'ossessione dei due concetti fonda il suo esistere: fra lo spazio e il tempo infatti l'unica categoria possibile è l'uomo.</p><p>Purtroppo nel febbraio 2011 il gruppo è stato costretto ad annullare i propri impegni, compresa la partenza del «Casa 69 Tour», prevista per il mese successivo, a causa di un delicato intervento alle corde vocali al quale ha dovuto sottoporsi il cantante Giuliano Sangiorgi che ha reso necessario un lungo periodo di riabilitazione. </p><p>Oggi tutto è tornato nella norma, la band pugliese è in forma, conscia della propria crescita musicale in poco meno di cinque anni dal primo successo e i Negramaro sono pronti a tornare sul palco e a caricare il pubblico con le loro incendiarie esibizioni live.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ecco Caparezza, l«eretico» che canta Giovanna dArco]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/ecco-caparezza-l-eretico-che-canta-giovanna-d-arco.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/ecco-caparezza-l-eretico-che-canta-giovanna-d-arco.html</guid><dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioso]]></dc:creator><description></description><pubDate>Tue, 24 Apr 2012 00:04:10 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>È ripartito «LEretico Tour», che vedrà Caparezza impegnato in una nuova serie di live. Lartista pugliese è un autore istrionico, con la capacità di muoversi tra rap, rock ed elettronica. Caparezza sarà a Genova, questa sera al 105 Stadium con un nuovo show, un nuovo allestimento, una nuova sfida. Il tour è un modo per presentare, oltre a brani più celebri, anche lultimo lavoro: un album anticipato dal brano «Goodbye Malinconia» per il quale Caparezza ha collaborato con Tony Hadley, leader degli Spandau Ballet. «La fine di Gaia», «Chi se ne frega della musica», «Legalize the Premier» sono alcune delle canzoni contenute nel quinto album del rapper pugliese che si distinguono per i testi, passando da riflessioni acute sui grandi temi della società contemporanea allattualità politica e alla denuncia sociale accompagnati da musiche ed arrangiamenti mai scontati.</p><p>Il tuo ultimo lavoro è un insieme di considerazioni, di dichiarazioni e incitamenti. Perché scegli sempre laspetto sociale come tema dei tuoi cd?</p><p>«Sono i temi che mi suscita la scrittura, e io la scrittura la uso per riflettere sugli argomenti che mi piacciono. Non sono riuscito ancora a scrivere di amore, di temi più leggeri ma non escludo di farlo in un futuro».</p><p>Il tuo ultimo album è già disco di platino. Ma chi è realmente linterprete del tuo sogno eretico?</p><p>«Nel mio brano (ndr Sono il tuo sogno eretico), le tre strofe raccontano di tre celebri eretici senza mai svelare il loro nome. Si tratta nellordine di Giovanna DArco, Girolamo Savonarola e Giordano Bruno».</p><p>A proposito di eretici, citi anche Galileo e il suo dito medio.</p><p>«Galileo è stato condannato per le sue opinioni peraltro giuste ma non condivise dal resto della società. Riguardo al dito, nel museo di Firenze è realmente custodito il dito medio di Galileo strappato al cadavere dello scienziato durante una riesumazione. Nel pezzo porto in processione questa reliquia laica che trasforma gli uomini pecora in uomini e basta».</p><p>E quale è il significato di Ti sorrido mentre affogo?</p><p>«Il risveglio dopo tanto sognare. Tutto quello che ho capito è che non mi interessa essere capito».</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Le suggestioni sonore dei Genesis sul palco del Politeama]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/suggestioni-sonore-dei-genesis-sul-palco-politeama.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/suggestioni-sonore-dei-genesis-sul-palco-politeama.html</guid><dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioso]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sun, 22 Apr 2012 00:04:32 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Nel quarantennale del primo tour dei Genesis, Steve Hackett ritorna con la band elettrica e un nuovo disco appena uscito. Lo storico chitarrista dei Genesis torna, per l'appunto, a quaranta anni dal primo tour in Italia che allora decretò il successo internazionale della band, e sarà questa sera sul palco del Politeama Genovese. È imperdibile il set dal vivo che ripercorre le tappe della carriera di uno dei musicisti più innovativi della scena musicale internazionale. Steve Hackett, è stato il chitarrista che ha legato il suo nome all'epoca d'oro dei Genesis per il suo stile sofisticato ed elegante. Divenuto il suo marchio di fabbrica, ha continuato il suo viaggio di esplorazione di tutto l'universo musicale, all'insegna di una musicalità e creatività uniche. La formazione che lo accompagnerà sul palco del teatro genovese è composta da Roger King che si occupa delle tastiere, Gary O'Toole, invece, sarà alle percussioni, alla batteria e come cantante; al sax e al flauto Rob Townsend, al basso Nick Beggs e alla chitarra e ai cori, infine, Amanda Lehmann.</p><p>Oggi Steve Hackett è tornato con un nuovo disco appena uscito, «Beyond the Shrouded Horizon», un album dalle atmosfere mistiche e suggestive, profondamente personali ma anche universali, come nello stile di Hackett, che segna un'altra tappa importante nella sua evoluzione musicale, con ospiti speciali tra cui il bassista Chris Squire e il batterista Simon Phillips. Un album che Steve ha iniziato a comporre ben quattro anni fa. Nel suo ultimo cd è riuscito a raccontare tutte le variegate emozioni e sonorità che lo hanno accompagnato nella sua esperienza di musicista.</p><p>È appena uscito anche il dvd «Fire And Ice» che propone per intero il concerto di Londra del novembre 2010 con special guests Steven Wilson e John Wetton. Lead guitar dei Genesis nella formazione classica con Gabriel, Collins, Banks e Rutherford, che ha prodotto album di successo mondiale come Selling England by the Pound (tra i favoriti di John Lennon) e il cui contributo alla storia della musica è stato ufficialmente celebrato nel 2010 con l'ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame, Steve con la sua chitarra ha prodotto alcuni dei momenti più memorabili, dalla sensibilità del suono acustico di Horizons e Blood on the Rooftops al rock spettacolare degli assolo di Firth of Fifth.</p><p>Dopo aver contribuito al successo della band, l'incredibile versatilità di Steve come interprete, con la chitarra elettrica e acustica, e la sua straordinaria varietà come autore si sviluppano appieno in una carriera solista di successo e dalle influenze più variegate, dal jazz alla world music, al blues fino a brani classici da Bach a Satie. Un musicista che sfida di continuo i propri orizzonti, dando vita ad un eclettico mix di suoni, generi e con un senso dell'«esotico» che continua ad affascinare i suoi molti seguaci sino ad oggi e che rende ogni suo concerto un'esperienza unica.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[«La musica è come droga: non ne posso fare a meno»]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/genova/musica-droga-non-ne-posso-fare-meno.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/genova/musica-droga-non-ne-posso-fare-meno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioso]]></dc:creator><description></description><pubDate>Fri, 20 Apr 2012 00:04:12 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le emozioni che ci regalerà stasera al Carlo Felice Fiorella Mannoia, domani al Politeama cè  Marco Mengoni che ha deciso di cambiare veste al suo «Solo tour» e di svelare al suo pubblico un'altra porzione d'anima, il suo lato più intimista  non tralasciando mai la sua voglia di stupire e di emozionare. Sarà, infatti, un tour teatrale che farà della suggestione visiva e sonora il suo punto di forza. «Con questo spettacolo vorrei poter attraversare il passato, il presente e il futuro, un modo per approfondire le emozioni, per raccontare i legami che intercorrono tra le persone che si incontrano e si scontrano, in questo percorso, che è la vita».</p><p>Hai già deciso quali cover song proporrai a Genova?</p><p>«Non c'è una scaletta vera e propria. Le cover sono talmente tante che decido il pomeriggio stesso. Il mio è stato un esperimento, giusto per il gusto di farle. Ho scavallato molti anni e temi diversi che vanno dal 67 al 2002. Un viaggio in musica nel quale era impossibile non emozionarsi»</p><p>Quali emozioni provi in questo periodo della tua vita?</p><p>«Sento il bisogno di calore, mi sento solo. Solo come il titolo del mio ultimo album».</p><p>Nel tuo nuovo cd racconti di emozioni forti come nel brano «Dall'inferno».</p><p>«È una canzone questa che ispirandosi alla vicenda di Jack Lo Squartatore, canta del tormento interiore di ognuno di noi, del doppio, del senso di inquietudine che alle volte si prova, della sofferenza per un amore, magari non corrisposto. Un modo quasi per esorcizzarla, la paura. Viverla appieno per ritornare dall'inferno più forti di prima». </p><p>In quale brano ti rispecchi di più?</p><p>«Nell'Equilibrista. La canzone inizia con un vado via, ecco ora calza a pennello con il mio stato d'animo, me ne andrei via e scapperei lontano. È un periodo particolare, ho Saturno nel mio segno, devo portare pazienza a breve i miei astri saranno più positivi».</p><p>Lontano anche dalla musica? Ma non è il tuo grande amore?</p><p>«La musica è il mio grande odio, la mia droga. Non ne posso fare a meno, non posso contrastare il mio istinto. Il mio vero amore comunque è l'arte».</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Venditti, la musica è un viaggio nel tempo]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/venditti-musica-viaggio-nel-tempo.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/venditti-musica-viaggio-nel-tempo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioso]]></dc:creator><description></description><pubDate>Wed, 18 Apr 2012 00:04:23 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Antonello Venditti, uno dei più grandi artisti del panorama musicale nazionale che ha fatto la storia della musica leggera italiana, sarà a Genova domani per riempire gli spalti del 105 Stadium.</p><p>A distanza di quattro anni dalla pubblicazione del suo ultimo disco, «Dalla pelle al cuore», che ha venduto 300.000 copie, Antonello Venditti è tornato sul mercato discografico con un nuovo album di inediti «Unica», omonimo del tour.</p><p>Il concerto sarà un viaggio attraverso i suoi grandi successi dagli anni Settanta ed Ottanta sino ad arrivare ai brani dellultimo album. Sarà quindi loccasione per ascoltare dal vivo le nuove opere del cantautore della scuola romana, e per gustare i vecchi successi come Grazie Roma, Ci vorrebbe un amico, Notte prima degli esami, Sara, Campo de fiori, Ricordati di me, Buona domenica e tanti altri.</p><p>Un concerto che mette a confronto la musica e i testi del passato con quelli del presente.</p><p>«Le canzoni di Unica mi rappresentano oggi e servono per spiegare quelle vecchie».</p><p>Un riassunto delle puntate precedenti?</p><p>«No, il mio è un concerto-concetto da vedere. È del tutto nuovo, si basa sullinterpretazione visiva».</p><p>Ad esempio?</p><p>«Limpatto emotivo che ha il pianoforte sul palco. Cè stato il recupero di questo strumento che non mi accompagnava in tour dal 2005. Il pianoforte è sempre stato un mio simbolo. E proprio attraverso questultimo racconto il mondo di oggi e ti porto nel mondo di ieri».</p><p>Nel tuo ultimo cd lei parla di libertà, amore, società e anche di politica. Ha affrontato queste tematiche con uno stile più nostalgico?</p><p>«Sì, oggi sono un uomo che ha raggiunto consapevolezze diverse rispetto agli anni 70. Per dirla in breve la storia cè stata, oggi cè la speranza».</p><p>Che speranze ha o vede?</p><p>«La crisi che ha colpito la società allontana dalle mode. Finalmente gli ideali di vita inutili ed estetici degli anni passati sembra siano stati messi in disparte, cè una nuova ricerca, o ritorno ai valori sinceri. Ricordo come un tempo la società si era messa in discussione per avvalorare e difendere diritti sacrosanti come lo statuto dei lavoratori, il divorzio e la pillola».</p><p>E oggi?</p><p>«Oggi dobbiamo lottare per salvare larticolo 18, un baluardo invalicabile!».</p><p>E la musica?</p><p>«La musica nasce e racconta ciò che vivi. Come nella vita anche nella musica ho maturato nuove consapevolezze sperimentando nuovi suoni, nuove tecniche per descrivere quello che mi circonda e che provo. È così che sono riuscito ad affiancare i brani di oggi con quelli del passato uniti nel mio suono attuale molto più rock».</p><p>Ma nascono prima le parole o le note?</p><p>«È un viaggio che inizia con la musica, le parole arrivano durante. Magari gli input arrivano ascoltando e sperimentando anche altre sonorità ma lessenziale è il risultato finale che è quello di mantenere sempre le proprie caratteristiche. Per me fare musica è unespressione emotiva che racconta una lunga storia, la mia».</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Litfiba più maturi: «Vi faremo ballare senza effetti speciali»]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/genova/litfiba-pi-maturi-vi-faremo-ballare-senza-effetti-speciali.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/genova/litfiba-pi-maturi-vi-faremo-ballare-senza-effetti-speciali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioso]]></dc:creator><description></description><pubDate>Tue, 17 Apr 2012 00:04:24 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Piero &amp; Ghigo sono tornati sulle scene live e stasera i Litfiba, saranno dalle 21.30, mezzora dopo il previsto, sul palco del 105 Stadium alla Fiumara.</p><p>La band è tornata in pista con un nuovo disco di inediti, a 13 anni dalla pubblicazione di «Infinito». «Grande Nazione» è il loro ultimo cd uscito lo scorso gennaio ed entrato direttamente al 1° posto della classifica dei dischi più venduti. È anche il primo disco di inediti dei Litfiba dopo la reunion del 2010. </p><p>Vi siete riuniti dopo 13 anni, quale il motivo che vi ha spinto a farlo?</p><p>«La nostra separazione è stata dovuta al fatto che non avevamo più un buon livello di comunicazione. Oggi invece ci calibriamo in maniera più matura, forti delle esperienze che abbiamo maturato in questi anni. È da queste che nasce Grande Nazione è un album sincero, che non è stato tirato per la giacchetta né da discografici, né da manager, né da esigenze di mercato, questo rende il prodotto in grado di arrivare il più direttamente possibile a chi lo ascolterà. I Litfiba sono tornati per restare e questo album è la somma del nostro passato e del futuro che ci aspetta».</p><p>Che tipo di concerto sarà, la scenografia?</p><p>«Niente effetti speciali sul palco, solo il giusto, senza esagerare. Noi chiamiamo questo modo di suonare dal vivo maxiclub, ovvero una dimensione in cui non ci sono megaschermi ed effettacci da circo. Con il fondale, come con la copertina, l'idea è stata quella di riallacciarsi al nostro periodo latino di El Diablo e recuperare la tradizione grafica di Posada, con un'iconografia che si rifà alla festa dei morti e all'iconografia Maya, in riferimento al 2012 anno dei Maya».</p><p>La scaletta cosa prevede? Includerete anche dei pezzi fatti nel periodo in cui eravate separati?</p><p>«È un concerto estremamente energico, divertente, ballabile in cui presentiamo tutte le canzoni del nuovo album senza dimenticare i grandi successi storici dei Litfiba. Ci sono 8 brani tratti da Grande Nazione per un totale di 25 pezzi e c'è la sorpresa su La Preda (brano del 1983) per cui abbiamo riscritto ex novo il ritornello».</p><p>Che aspettative avete?</p><p>«Grande Nazione rappresenta la seconda tappa di una fase che andrà poi a concludersi con un terzo album, in una sorta di trilogia. Abbiamo infatti la volontà di ricreare dei progetti di ampio respiro e non degli album che esistano solo per sé stessi».</p><p>Che maturità artistica pensate di aver raggiunto dopo tutti questi anni?</p><p>«Dopo i momenti di crisi vengono fuori le cose migliori, originali e istintive. Ora siamo in quella fase».</p><p>Una fase crescente raccontata egregiamente anche nel docu-film dell'ultimo tour europeo dei Litfiba «Cervelli in fuga», che descrive l'eterno e mai consumato rituale della gioia e dello stupore nello scoprire e riscoprire luoghi e persone, mentalità e culture diverse dalla nostra.</p><p>«Cervelli in Fuga» è la voglia di trovare se stessi grazie all'altro grazie a tutto ciò che di altro e di nuovo e inaspettato può capitare nella vita di ognuno di noi fuori da casa nostra.</p><p>Un viaggio in giro per l'Europa tra Londra, Berlino, Bruxelles, Amsterdam, Ginevra, Zurigo, Parigi, Barcellona, fatto di backstage, live, racconti, energia, sudore e voglia di comunicare. Perché anche questo è rock'n roll anzi questo è il rock'n roll dei Litfiba.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Enrico Brignano: «Vi faccio ridere perché fa bene allanima»]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/genova/enrico-brignano-vi-faccio-ridere-perch-fa-bene-all-anima.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/genova/enrico-brignano-vi-faccio-ridere-perch-fa-bene-all-anima.html</guid><dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioso]]></dc:creator><description></description><pubDate>Thu, 22 Mar 2012 01:03:15 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>C'è molta attesa per il nuovo spettacolo di Enrico Brignano, tra i comici italiani più amati degli ultimi anni, a Genova stasera al 105 Stadium. L'attore romano torna con «Tutto suo padre» il nuovo spettacolo in cui racconta le vicende dell'Italia di oggi «diventata una sgualdrina perbene». E racconta i rapporti con le persone più vicine a lui, gli amici veri e i suoi familiari, mette in piazza le difficoltà, gli scontri, la paura di rovinarli e soprattutto di perderli, in un «viaggio» sempre in bilico tra comicità ed emozioni dove il comico accusa e difende l'essere umano, con i suoi vizi e le sue virtù. L'estate 2011 ha segnato la vita di Enrico Brignano: durante una tappa del suo tour apprende della morte del padre. Ed è proprio al padre che ha voluto dedicare il suo ultimo lavoro «Tutto suo padre».</p><p>Che ricordo hai di tuo padre?</p><p>«Mio padre era un emigrato tunisino ed era cresciuto scalzo: si era comprato il suo primo paio di scarpe in Italia perché qui cera l'asfalto che in estate scottava e non si poteva camminare a piedi nudi. È morto il 14 agosto, dopo due giorni ero sul palco, la mia bottega, così come aveva fatto lui quando era morto suo padre: dopo due giorni aveva riaperto il suo negozio di frutta. Ed è per questo che lo spettacolo l'ho dedicato a lui».</p><p>Cinema, teatro e televisione ti hanno già consacrato come uno dei più brillanti protagonisti della comicità italiana.</p><p>«Credo che il pubblico mi apprezzi per la mia schiettezza. Il mio umorismo mette in ridicolo la nostra società di oggi ipocrita e, purtroppo, il più delle volte malsana. Il mio pregio, se così lo posso definire è quello di far ridere anche in un periodo in cui cè poco da ridere».</p><p>Una frecciata alla politica odierna?</p><p>«Guarda meglio non parlare di politica, si finirebbe nell'ovvio, nel non fatto, nel marcio, meglio non parlarne. I politici oggi sono accecati dalla seduzione bieca del potere e nessuno pensa al bene comune. Pensa che a volte in certi miei sketch ho fatto nomi e cognomi di politici non virtuosi e non mi è neppure arrivata una denuncia. Siamo al fondo, non si indignano neppure, tanto sanno che dico la verità».</p><p>Con la tua satira riempi interi palasport, perché è così importante ridere per la gente?</p><p>«Perché ridere è una sensazione bellissima, impagabile, è un mezzo per staccare. Fa bene all'anima».</p><p>Cosa fa o farebbe bene allanima di Enrico Brignano?</p><p>«Mi fa bene far ridere, il mio rapporto con il pubblico. Una cosa che mi farebbe gioire non poco sarebbe realizzare il mio sogno di andare in America da vincitore. In passato ci andai per vedere comera il magico mondo degli Stati Uniti».</p><p>E comera?</p><p>«Era pieno di immigrati italiani innamorati del loro paese, vorrei fare tv per loro, per capire l'italiano appuntellato, per capire questo grande amore che li lega ad un Italia che oggi non è più quella che conoscevano».</p><p>Enrico Brignano ne ha fatta di strada: oggi ritorna in teatro con uno show che è un concentrato di comicità che tocca però anche le corde del sentimento, con un originale omaggio di Enrico alla sua famiglia.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Biondi ricrea al Carlo Felice il clima del vecchio jazz club]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/genova/biondi-ricrea-carlo-felice-clima-vecchio-jazz-club.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/genova/biondi-ricrea-carlo-felice-clima-vecchio-jazz-club.html</guid><dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioso]]></dc:creator><description></description><pubDate>Fri, 16 Mar 2012 01:03:40 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il jazz caldo e passionale di Mario Biondi con i «Jazz Set - The Italian Jazz Players» ha scaldato gli animi del pubblico presente, ieri sera, al Teatro Carlo Felice.</p><p>Dopo aver registrato una serie di sold out nei due templi del jazz europei, all'Istanbul Jazz Center nell'omonima capitale turca e al Ronnie Scott's di Londra, Mario Biondi è tornato finalmente ad esibirsi nei teatri italiani inaugurando una serie di date imperdibili per una tournée dalla doppia anima: «Due - The Unexpected Glimpes» e «Jazz Set - The Italian Jazz Players».</p><p>Con «Due - The Unexpected Glimpes», nelle date di Roma e Milano il crooner catanese insieme a numerosi artisti di talento della scena soul e jazz internazionale, si esibirà sulle note dei brani del suo ultimo doppio album dall'omonimo titolo. Progetto inedito e assolutamente innovativo nel panorama della musica italiana, il talent album «Due» di recente premiato con un disco di platino, ha visto per la prima volta un artista affermato fare da scopritore di talenti ancora non conosciuti dal grande pubblico. Venti brani, di cui 13 inediti composti dagli stessi artisti coinvolti nel progetto e 7 cover, che rivivranno in tutta la loro intensità all'Auditorium Parco della Musica di Roma e al Teatro Arcimboldi di Milano, e in cui ancora una volta Biondi darà prova di grande versatilità muovendosi con classe ed energia tra pezzi che spaziano tra il soul, il jazz con influenze r&amp;b e lounge, fino a toccare sonorità bossanova vicine al brazilian sound.</p><p>Mario sarà accompagnato solo dalla sua band, composta da Daniele Scannapieco al sassofono, Beppe di Benedetto al trombone, Giovanni Amato alla tromba, Claudio Filippini al piano, Luca Florian alle percussioni, Tommaso Scannapieco al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria. In tutte le altre date del tour il crooner porterà in scena lo spettacolo «Jazz Set - The Italian Jazz Players», come ieri sera al Teatro Carlo Felice, dove ha ricreato la magica atmosfera degli storici jazz club e oltre ai brani del suo ultimo album, ha proposto i suoi più grandi successi reinterpretati in chiave jazz, da If a This is what you are, passando per I love you more, ricreando la magica atmosfera dei club più prestigiosi.</p><p>Mario ha cantato in inglese ma è siciliano, di Catania. La scelta di cantare non in italiano, come più volte ha raccontato, è voluta, perché i testi da accostare alle melodie nascono già pensati in inglese. Il suo stile e il suo timbro vocale danno vita ad un jazz emozionante e passionale, dove non mancano accenti ironici e tocchi da commerciale, per rendere il prodotto più appetibile sul mercato della musica. I suoi concerti sono un vero e proprio evento unico nel suo genere, preziosa occasione in cui il pubblico può apprezzare dal vivo tutta la grande versatilità del musicista e degli artisti che lo affiancano sul palco.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Biondi, il crooner dellEtna che vuole scaldare Genova]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/genova/biondi-crooner-dell-etna-che-vuole-scaldare-genova.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/genova/biondi-crooner-dell-etna-che-vuole-scaldare-genova.html</guid><dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioso]]></dc:creator><description></description><pubDate>Thu, 15 Mar 2012 01:03:30 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver registrato una serie di sold out nei due templi del jazz europei, all'Istanbul Jazz Center nell'omonima capitale turca e al Ronnie Scott's di Londra, Mario Biondi è tornato ad esibirsi nei teatri italiani dalla scorsa settimana inaugurando una serie di date imperdibili per una tournée dalla doppia anima: «Due - The Unexpected Glimpes» e «Jazz Set - The Italian Jazz Players» ed è proprio in questa veste che salirà stasera sul palco del Teatro Carlo Felice a Genova. </p><p>Con «Due - The Unexpected Glimpes», nelle date di Roma e Milano il crooner catanese insieme a numerosi artisti di talento della scena soul e jazz internazionale, si esibirà sulle note dei brani del suo ultimo doppio album dall'omonimo titolo, uscito a novembre su etichetta Tattica-Handful of Music e distribuito da IndipendenteMente. Progetto inedito e assolutamente innovativo nel panorama della musica italiana, il talent album «Due» di recente premiato con un disco di platino, ha visto per la prima volta un artista affermato fare da scopritore di talenti ancora non conosciuti dal grande pubblico. Venti brani, di cui 13 inediti composti dagli stessi artisti coinvolti nel progetto e 7 cover, che rivivranno in tutta la loro intensità all'Auditorium Parco della Musica di Roma e al Teatro Arcimboldi di Milano, e in cui ancora una volta Biondi darà prova di grande versatilità muovendosi con classe ed energia tra pezzi che spaziano tra il soul, il jazz con influenze r&amp;b e lounge, fino a toccare sonorità bossanova vicine al brazilian sound. </p><p>Mario sarà accompagnato solo dalla sua band, composta da Daniele Scannapieco al sassofono, Beppe di Benedetto al trombone, Giovanni Amato alla tromba, Claudio Filippini al piano, Luca Florian alle percussioni, Tommaso Scannapieco al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria, in tutte le altre date del tour il crooner porterà in scena lo spettacolo «Jazz Set - The Italian Jazz Players», nel quale sarà ricreata la magica atmosfera degli storici jazz club e in cui oltre ai brani del suo ultimo album, il crooner proporrà i suoi più grandi successi reinterpretati in chiave jazz, da If a This is what you are, passando per I love you more, ricreando la magica atmosfera dei club più prestigiosi. </p><p>I concerti promettono di essere ciascuno un vero e proprio evento unico nel suo genere. Infatti, come scritto, il crooner sarà sul palco con due spettacoli, uno insieme ad artisti di talento della scena soul e jazz internazionale e l'altro con gli «Italian Jazz Players» e il pubblico avrà così modo di apprezzare tutta la grande versatilità del musicista catanese e degli artisti che lo affiancheranno sul palco nelle date del suo tour.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Passato il gelo, Genova si riscalda con la musica]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/passato-gelo-genova-si-riscalda-musica.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/passato-gelo-genova-si-riscalda-musica.html</guid><dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioso]]></dc:creator><description></description><pubDate>Wed, 15 Feb 2012 01:02:20 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Con un amarcord di note, foto ed emozioni si è aperta la presentazione del calendario dei concerti in programma a Genova da marzo a luglio.</p><p>Vincenzo Spera, patron della Grandi Eventi, ha mostrato in conferenza stampa delle vecchie locandine di spettacoli che aveva portato sulla piazza genovese negli anni 70. «Altri tempi, belli!» è stato il suo commento sarcastico attraverso la rievocazione in chiave nostalgica. «Ma questanno - ha aggiunto - dopo un periodo austero per il palco del capoluogo ligure, finalmente ritorneranno nomi stranieri internazionali e big della canzone italiana».</p><p>Il primo appuntamento è con Roger Daltrey, voce e icona di The Who, che ha annunciato un tour europeo nel quale eseguirà dal vivo dall'inizio alla fine la leggendaria opera rock della band, «Tommy», unimpresa mai portata in scena nemmeno dagli Who medesimi. Oltre alla musica di Tommy, i fan l11 marzo prossimo al Teatro Carlo Felice, ascolteranno anche una selezione degli storici brani degli Who e altra musica composta da Roger Daltrey nel corso della sua straordinaria carriera. </p><p>Tutta un'altra musica la stessa sera, alla stessa ora ma al 105 Stadium con Giorgia e il suo «Dietro le Apparenze Tour». Il nuovo album omonimo uscito i primi giorni di settembre, ha esordito al numero 1 della classifica ufficiale delle vendite ed è ancora nella top ten.</p><p>Due giorni dopo al Teatro Carlo Felice arriverà Elio e Le Storie Tese. Identica location il 15 marzo per Il jazz caldo e passionale di Mario Biondi. L'artista celebrato crooner del nu-jazz italiano, rappresenta un vero fenomeno musicale conquistando pubblico e classifiche ovunque. Colpiti dalla profondità e dal fervore della sua voce in molti hanno pensato si trattasse di un cantante nero... Mario canta in inglese ma è bianco, siciliano di Catania con residenza a Parma. La scelta di cantare non in italiano, come più volte ha raccontato l'artista, è voluta, perché per lui è un incentivo, uno stimolo, i testi da accostare alle melodie nascono già pensati in inglese. </p><p>Il 22 si passa dalla musica alla comicità di Enrico Brignano al palasport della Fiumara, che accoglierà in una doppia tappa il 24 e il 25 marzo anche Laura Pausini in concerto con «Inedito world tour» appena sbarcato oltre oceano: le prime tre date sudamericane a San Paolo, hanno fatto registrare un triplo sold-out con oltre 15.000 presenze a cui si è aggiunto il tutto esaurito della tappa a Buenos Aires lo scorso 25 gennaio, con 6.000 spettatori, e più di 7.000 sono attesi a Santiago (27 gennaio). Il tour proseguirà poi in Perù, Venezuela, Costa Rica, Panama, Santo Domingo e Messico prima di tornare in Italia ed Europa.</p><p>Chiude il mese di marzo il 29 James Taylor and his Band, che ha scelto per esibirsi il Teatro in piazza De Ferrari.</p><p>Aprile spalanca le braccia a Piero e Ghigo alias i Litfiba che tornano sulle scene live. Il 19 è il turno dell'Antonello nazionale: Venditti sarà sul palco del 105 Stadium, mentre la sera seguente Fiorella Mannoia incanterà il suo pubblico al Teatro Carlo Felice. Invece il 19 si aprirà il sipario del Politeama con Marco Mengoni, cantante lanciato da XFactor. Il 22 sempre al Genovese probabilmente accorreranno molti fan a vedere ma soprattutto ad ascoltare Steve Hackett, storico ex-chitarrista dei Genesis. Aprile si chiude con i concerti di Caparezza il 24 al 105 Stadium, Roberto Vecchioni e i Negramaro, quest'ultimi saranno il 30 al 105 Stadium.</p><p>Anche maggio sarà un mese ricco di buona musica: l8 con Marco Masini, il 19 con Tiziano Ferro, il 24 con Biagio Antonacci e il 28 Pino Daniele. J- AX è l'ultimo della lista ma il primo ospite allArena del Mare il 13 luglio prossimo.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Lultimo concerto di Fossati, sempre così uguale e diverso]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/l-ultimo-concerto-fossati-sempre-cos-uguale-e-diverso.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/l-ultimo-concerto-fossati-sempre-cos-uguale-e-diverso.html</guid><dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioso]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sat, 28 Jan 2012 01:01:18 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Questa sera al Teatro Carlo Felice approderà il Decadancing Tour che ha segnato il ritorno sul palco di Ivano Fossati, e come ormai è noto, sarà anche l'ultima tournée del musicista. Il cantautore genovese offrirà un concerto vigoroso, intenso e solare. La scaletta non mancherà di sorprendere: si passerà dalle ultime canzoni del nuovo album, attraverso i brani di impegno civile «Cara democrazia», «La crisi», «Mio fratello che guardi il mondo» fino alle atmosfere più avvolgenti di canzoni come «E di nuovo cambio casa», «Una notte in Italia» e «C'è tempo». Fossati riporterà sul palco, tra le altre, due gemme da Macramé «L'orologio americano» e «Stella benigna» e le toccanti «Il bacio sulla bocca», «La costruzione di un amore», «Di tanto amore» e la recentissima, «Settembre» tratta da Decadancing. E proprio dal suo ultimo cd sarà estratto il terzo singolo che da oggi sarà in radio «Laura e L'Avvenire».</p><p>«In Laura e l'avvenire c'è una coppia - racconta Fossati - hanno perso il lavoro, lui l'abbraccia e le dice che ora quel posto non fa più per loro, che bisogna andarsene e cambiare di nuovo. Ma tutti e due lì per lì non hanno paura. Se diventeranno due eterni precari o passeranno la linea di qualche frontiera nella canzone non lo dico perché non lo posso immaginare neanch'io. Ve la figurate la disperazione che, piano piano, fa posto alla speranza? Vi sembra di vedere cose simili in giro?».</p><p>Musicista, compositore, poeta, produttore: in quale veste si sente più a suo agio?</p><p>«Sono principalmente un musicista. Naturalmente ho scritto anche delle parole, ma mi hanno sempre chiesto molto più conto della parole che non della musica. Questo mi ha lasciato spesso un po' interdetto. Avrei voluto che la gente avesse avuto più attenzione per la musica, non soltanto la mia, anche quella degli altri. Invece qui in Italia si parla tanto di parole, di concetti, di sottotesti, di che cosa si sia voluto dire. Come se le canzoni fossero sempre teatro o letteratura, invece non è così. La musica, tecnicamente intesa, dice altrettanto delle parole. Quando ascoltiamo la musica classica non ci domandiamo se siano anche necessarie le parole per esplicarla e troviamo comunque il significato di quello che ascoltiamo. Per quel che riguarda la musica pop non riusciamo a farlo. La musica non è più al centro della nostra società e quella delle suonerie dei cellulari è una grave distrazione. Come dicevo già all'inizio della mia carriera, sarei contento e appagato se le mie canzoni fossero molto più conosciute di me». </p><p>Che mondo musicale lascia?</p><p>«Il calo delle vendite dei dischi ha gettato tutti nella confusione e nellincertezza. Le cose stanno rapidamente cambiando e non conosco un solo addetto ai lavori che al momento possa dire di averci capito qualcosa».</p><p>Una carriera costellata di successi la sua: che bilancio traccia oggi?</p><p>«Sono un musicista e un autore di canzoni e di musica, faccio il mio lavoro con passione e sinceramente non sono ancora in grado di fare bilanci. Forse li farò fra un po di tempo, ammesso che sia necessario».</p><p>Che futuro vede per la musica italiana?</p><p>«Spero che si sprovincializzi e che i giovani musicisti capiscano in fretta che il futuro, anche in termini musicali, è in giro per l'Europa e che affermarsi all'estero è più facile e possibile di quanto si crede, a patto di avere talento sul serio e energia da vendere».</p><p>E il futuro di Fossati</p><p>«Con Decadancing intendo lasciare quel che comunemente si chiama attività discografica, non farò altri dischi e questo sarà il mio ultimo tour. È una decisione serena, di quelle che si prendono in tanto tempo e sono molto determinato. Quello da cui io mi sto staccando è il mestiere della discografia, nessun artista può staccarsi dall'amore per la musica. Continuerò a studiare, continuerò a suonare, continuerò ad ascoltare la musica degli altri. Continuerò a fare tutto questo, perché ero monomaniaco da ragazzo e lo sono ancora. Di cosa mi lamento? Di niente. Non abbandono le scene per stanchezza, ma per curiosità, perché c'è abbastanza tempo per sperimentare in altre direzioni, lo credo fermamente».</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Paoli, Grillo, Arbore insieme per dare «Una mano a Genova»]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/paoli-grillo-arbore-insieme-dare-mano-genova.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/paoli-grillo-arbore-insieme-dare-mano-genova.html</guid><dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioso]]></dc:creator><description></description><pubDate>Fri, 02 Dec 2011 01:12:00 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>«Una mano per Genova», è con questo spirito che il prossimo 20 dicembre Gino Paoli salirà sul palco del 105 Stadium alla Fiumara. Il live aid, organizzato in collaborazione con la Duemilagrandieventi per la sua città, profondamente ferita dalla recente tragedia delle alluvioni che hanno devastato l'intero territorio ligure portando morte e distruzione. </p><p>E in tanti, tra amici e colleghi, hanno prontamente risposto alla chiamata, infatti, sul palco con Gino Paoli ci saranno Renzo Arbore, Beppe Grillo, Pippo Baudo, Mario Biondi, Flavio Boltro, Rosario Bonaccorso, Vittorio De Scalzi, Roberto Gatto, Michele Maisano, Enrico Rava, Danilo Rea, Giuliano Sangiorgi (voce dei Negramaro), Ornella Vanoni, Renato Zero e altri ancora...</p><p>«Quando succedono cose come quelle che sono avvenute a Genova, il primo pensiero che hanno gli uomini di buona volontà è quello di aiutare chi è stato colpito dalla sciagura. Penso che questo aiuto dovrebbe venire da quelli che l'hanno causata. Per questo i fondi che vorrei raccogliere dovranno servire soprattutto a iniziative tese a far si che i disastri non debbano più succedere. Io lo farò col mio mestiere, e cioè con un concerto» - spiega Paoli. Un accorato appello che il cantautore ha esteso ad amici e colleghi: «Chiunque volesse partecipare a questa iniziativa sarà il benvenuto, alla serata interverranno tutti gli amici che vogliono aiutarmi in quest'impresa. Cerchiamo di aiutare Genova a non dover subire altre volte tragedie come quest'ultima». </p><p>Anche Assomusica ha voluto sposare la causa, sostenendo attivamente l'iniziativa; lo stesso presidente, Alessandro Bellucci, ha sottolineato come la musica leggera ha sempre portato con se un messaggio di fratellanza e solidarietà.</p><p>Gino Paoli tiene a sottolineare come l'adesione da parte di tutti gli artisti sarà totalmente gratuita, neppure il rimborso spese è stato contemplato.</p><p>«Per evitare che si trasformasse in una di quelle serate retoriche in cui tutti i soldi raccolti poi servono per coprire i costi e i rimborsi, mi sono affidato all'organizzazione e alla serietà di Vincenzo (ndr Spera). Così abbiamo ottenuto l'affitto gratuito del 105 Stadium, a parte le spese vive e il Comune ha scontato il costo delle affissioni del 50 per cento». Tra i presenti alla conferenza stampa di Paoli si è sollevato un brusio di disapprovazione e qualcuno si è domandato perché listituzione non sia stata più generosa ma a placare gli animi è intervenuto Vincenzo Spera, il quale ha spiegato che il Comune devolverà il 50% dei diritti incassati. </p><p>A Paoli è stato chiesto se si aspetta una risposta generosa da parte della città.</p><p>Il cantautore non delude le aspettative, rispondendo con quellironia tipica dello spirito genovese, raccontando come più d'una volta gli è capitato, nella sua città, che ci fossero più persone sul palco che nel pubblico, ma anche di come di fronte al bisogno Genova è sempre stata in prima linea. Comunque a scanso di equivoci ha precisato che le prevendite al momento stanno andando bene, molti biglietti sono stati acquistati dalle regioni limitrofe, si è creata una vera e propria catena di solidarietà.</p><p>Inoltre, per chiunque voglia contribuire alla raccolta fondi potrà donare il suo contribuito presso il Credito Bergamasco: Una mano per Genova, IBAN: IT03P0333601400000000007803.</p><p>Per il momento non è ancora stato deciso nulla riguardo lo spettacolo, neppure la scaletta, è tutto un divenire, un coming soon. Gino Paoli spera ancora nell'adesione imprevista di altri artisti, di quelli che lui ha chiamato all'appello ma che, come ha detto lui elegantemente, avevano altri impegni.</p><p>Un'anteprima se la è lasciata scappare, la canzone dedicata alla città in chiusura dello spettacolo sarà «Genova per Noi».</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Tecnologia e musica: il concerto di Jovanotti è un viaggio nel tempo]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/tecnologia-e-musica-concerto-jovanotti-viaggio-nel-tempo.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/tecnologia-e-musica-concerto-jovanotti-viaggio-nel-tempo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioso]]></dc:creator><description></description><pubDate>Thu, 01 Dec 2011 01:12:16 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>«Sold out» stasera per Jovanotti che approda al 105 Stadium di Genova con il suo «Ora in Tour». Uno spettacolo innovativo ad alto tasso tecnologico ed emotivo, un «party evolutivo», una macchina musicale e tecnologica per viaggiare nel nostro tempo, come in un racconto di fantascienza dal vivo, come un grande action-movie, unepopea di ritmo e di sonorità sempre in movimento. Una pulsazione potente e tenera, intima ed esplosiva. Al lavoro con Lorenzo per sei mesi un team di musicisti, videoartisti e ingegneri di scena per tradurre dal vivo lenergia di «Ora», il nuovo disco, che dal giorno della sua pubblicazione è stabile nella parte alta della classifica.</p><p>Un palco enorme e asimmetrico per entrare nel cuore del palasport e per ribaltare tutti gli stereotipi del concerto pop fino a proporre un nuovo linguaggio per un tipo di comunicazione più avanzato.</p><p>«È questo lo spettacolo che sognavo da bambino. Abbiamo lavorato tanto allestendo un laboratorio dove far scorrere le idee per quello che volevo fosse uno spettacolo che mi permettesse di dare il massimo e di entrare in contatto con ognuno di quelli che verranno a sentirci. È uno spettacolo nel quale si pensa poco ma si gode parecchio, ci si emoziona, si balla come in un rave mentre davanti agli occhi scorre qualcosa che ha a che fare con quello che cè dentro di noi di più bello e vivo - racconta Lorenzo -. Non ho mai avuto così tanta gente a lavorare a un concerto con me, così tante luci, così tanto spazio, così tanta tecnologia, così tanti watt, il minimo che possa fare è restituire questa energia a chi ci verrà a sentire». E proprio per compensare le 6mila tonnellate di CO2 prodotte dal tour di Jovanotti, Enel - di nuovo insieme al cantante per un progetto ambientale - pianterà 12mila nuovi alberi nel villaggio di Mankim, unarea del Camerun che sta subendo un degrado ambientale per il taglio illegale di legname. </p><p>Da un paio di giorni in tutte le radio cè la title track di «Ora» il quinto singolo del nuovo album. «Ora è una delle prime canzoni scritte e registrate per lalbum e solo a pochi giorni dalla chiusura del lavoro ha dato il titolo allintero progetto. È una canzone emozionante, dal suono innovativo che fonde elementi di elettronica a colori di basso distorto, per esplodere in un finale orchestrale di grande impatto. Nei concerti è la canzone centrale dello spettacolo, il perno emotivo intorno al quale ruota tutto lo show ma anche lintero disco. Avevo le strofe di questa canzone in un sms - spiega Lorenzo - poi il primo giorno di lavoro in studio con il mio chitarrista lho sentito scaldarsi con un giro di accordi e mi sono ricordato del messaggio. Lho cercato e in cinque minuti è nata lidea della canzone, che ho cantato subito prima ancora di registrare tutto il resto. Lho cantata su un metronomo e una chitarra abbozzata. Non avevo ancora il ritornello e nemmeno la parola Ora, ma quando ho sentito il giro armonico, mi sono venute le parole direttamente lì, mentre cantavo. Era da tempo che cercavo una canzone che celebrasse lattimo presente e che mi servisse a vedere in una luce più calda e positiva il tempo in cui vivo e nel quale mi gioco lesistenza insieme ai miei contemporanei. Ora è una canzone molto semplice che cattura un attimo di emozione in studio, ma che in fondo racconta un desiderio di trasformare il mio tempo in un tempo mio da vivere fino in fondo».</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Emozione pura in concerto con Zucchero, re del blues]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/emozione-pura-concerto-zucchero-re-blues.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/emozione-pura-concerto-zucchero-re-blues.html</guid><dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioso]]></dc:creator><description></description><pubDate>Tue, 29 Nov 2011 01:11:16 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>(...) non significa nulla in italiano ma in dialetto emiliano ha un particolare significato e soprattutto per Zucchero. Per lui Chocabeck è una parola con un grande valore affettivo, che racchiude ricordi davvero speciali. Quando era piccolo, i suoi genitori erano contadini e c'era molta povertà; spesso gli capitava di andare da suo padre per chiedergli cosa c'era da mangiare, e il babbo gli rispondeva dei «ciocabec». Zucchero non capì finché sua nonna Diamante gli spiegò che «cioca» significava «che fa rumore» e che «bec» era «becco»... quindi «becco che fa rumore»: vuol dire che non c'era in mezzo niente! L'artista emiliano poi ha inglesizzato l'espressione in Chocabeck per far diventare il suono più musicale e più orecchiabile. </p><p>Dallo scrivere le parole per una canzone allo scriverne per un libro il passo è breve e anche Sugar Fornaciari ha ceduto alla tentazione, così ha pubblicato «Il suono della domenica», il romanzo della sua vita. Zucchero racconta la sua vita in un libro sorprendente che al ritmo arcaico della campagna alterna quello martellante del blues. Un'epopea di terra, di carne, di sesso. Non senza dolorosi lati oscuri. Una vita autentica e sfrenata accompagnata da un sound dionisiaco, a volte diabolico, che si distende nel suono dolce della domenica.</p><p>Zucchero ha detto: «Nessuno avrebbe potuto scrivere il romanzo della mia vita come l'ho scritto io e l'ho voluto, era da tanto che di qua e di là prendevo appunti, note ecc. E solo quest'anno ho trovato l'Editor giusto, Beppe Cottafavi, che mi ha spinto a scriverlo, ed era l'anno giusto visto che anche Chocabeck è un racconto fatto di musiche e canzoni che parlano delle mie origini, per me è molto di più di una autobiografia, è come un film in bianco e nero nella prima parte della mia vita, da piccolo all'adolescenza, che poi piano piano diventa a colori ed il titolo non poteva essere un altro, la canzone più bella e più rappresentativa di questo anno magico».</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Nessun palco per Conte,  Elio, Vecchioni e Mannoia E lassessore è latitante]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/nessun-palco-conte-elio-vecchioni-e-mannoia-e-l-assessore.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/nessun-palco-conte-elio-vecchioni-e-mannoia-e-l-assessore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioso]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sat, 19 Nov 2011 01:11:23 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>La Duemilagrandieventi di Vincenzo Spera, indiscusso leader dei promoter italiani, ha presentato gli spettacoli della stagione 2011/2012 non senza polemiche. </p><p>«Sono indignato» affonda durante la conferenza stampa Vincenzo «nei confronti delle istituzioni locali, nei confronti dell'assessore alla cultura, che più volte non si è neppure presentato agli appuntamenti concordati, e con tutti coloro che non hanno fatto nulla ora e in passato per sostenere la musica».</p><p>Ma nonostante le avverse condizioni, Vincenzo Spera è riuscito per questa stagione a mettere su una squadra di serie A, infatti, quest'anno scenderanno in campo 11 fuori classe, 11 spettacoli dal vivo all'insegna della grande musica. La formazione è capitanata dal Zucchero Sugar Fornaciari in una doppia data il 29 e il 30 novembre al 105 Stadium, lo segue Marco Mengoni in «Solo Tour» il 4 dicembre. Ivano Fossati si esibirà al Teatro Carlo Felice il 28 Gennaio ed Enrico Brignano in «Tutto suo Padre» al palazzetto della Fiumara. A sorpresa una donna, Giorgia, domenica 11 marzo con il suo «Dietro le apparenze tour 2012» al 105 Stadium come l'attesissima Laura Pausini e l«Inedito World tour» sabato 24 e domenica 25 marzo. Nella squadra cè ovviamente anche il campione straniero e che campione, il mitico James Taylor atteso il 29 marzo al Teatro Carlo Felice, seguito da un vero «nostrano» come il nostro Antonello Venditti in campo il 19 aprile allo stadio 105. </p><p>L'attacco finale sarà affidato a tre punte, al 105 Stadium sia Tiziano Ferro in «L'amore è una cosa semplice» il 19 maggio e sia Biagio Antonacci il 24 maggio, invece Pino Daniele il 28 sarà al Teatro Carlo Felice.</p><p>L'allenatore Spera avrebbe altri quattro campioni da mandare in campo: Vecchioni, Elio e le Storie Tese, Paolo Conte e Fiorella Mannoia, ma il campo non c'è.</p><p>Perché? E qui il tono di voce di Vincenzo si infervora: «Per mancanza di spazio e cioè posto al Teatro Carlo Felice. A Genova non ci sono alternative, altri spazi, a parte il 105 Stadium, dove poter fare esibire gli artisti in concerto. Negli anni le autorità competenti si sono occupate solo di una parte della cultura, basta pensare che a Genova ci sono ben 32 sale per la prosa.</p><p> Discriminazione?</p><p>«Concezione sbagliata della musica, che ha una sua valenza sociale, popolare ed anche economica. È sempre stata sottovalutata».</p><p>Quindi?</p><p>«Quindi si preparino le istituzioni perché gli sarà chiesto aiuto per il progetto che io ed Ernesto Filippi vogliamo realizzare. Questanno abbiamo iniziato un percorso insieme e vorremmo riuscire nella ristrutturazione del 105 Stadium in stadio- teatro- club-disco, con strutture mobili che in base alla programmazione saranno spostate e disposte secondo le esigenze del momento. Questo permetterebbe anche di creare spazi dove potrebbero esibirsi nuovi talenti». </p><p>C'è anche una novità di carattere benefico che la Grandieventi sostiene, giusto?</p><p>«Non è la prima volta, quest'anno abbiamo iniziato un viaggio con Unitalsi, un'associazione di fedeli che accompagna gli ammalati al Santuario di Lourdes».</p><p>Vincenzo Spera ci tiene a concludere l'incontro chiedendo attenzione e riflessione da parte della attività pubblica che gestisce il settore. È arrivata l'ora di ascoltare tutta un'altra musica.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Da Zalone a Laura Pausini: tutti i big in arrivo a Genova]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/zalone-laura-pausini-tutti-i-big-arrivo-genova.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/zalone-laura-pausini-tutti-i-big-arrivo-genova.html</guid><dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioso]]></dc:creator><description></description><pubDate>Thu, 13 Oct 2011 00:10:12 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il successo genovese dei concerti di Mario Biondi e dei Modà, il programma dei prossimi tour prosegue.</p><p>Arriva il 19 ottobre al «105 Stadium» lo spettacolo del comico Checco Zalone, che più di ogni altro svela e riduce in polvere l'ego smisurato di tanti artisti nostrani. Un live di due ore tutto da ridere, ricco di canzoni e con le imitazioni dei nuovi personaggi presi di mira dal comico pugliese oltre ai soliti. </p><p>Dal comico al blues rock con il Chocabeck World Tour 2011 di Zucchero che farà doppia tappa il 29 e il 30 novembre al 105 Stadium. Dopo le hit È Un Peccato Morir, Un Soffio Caldo e Vedo Nero, Zucchero Sugar Fornaciari, è tornato con il nuovo singolo, dall'album omonimo, Chocabeck. Inutile cercare il suo significato, «Chocabeck» in italiano non significa nulla... ma provate a chiederlo a un emiliano! E soprattutto provate a chiederlo a Zucchero! Vi risponderà che per lui Chocabeck è una parola con un grande valore affettivo, che racchiude ricordi davvero speciali. </p><p>Stesso palasport per Lorenzo Jovanotti il 1 dicembre. Il suo concerto sarà innovativo ad alto tasso tecnologico ed emotivo. Lo spettacolo rock del nuovo millennio. Una macchina musicale e tecnologica, per viaggiare nel nostro tempo, come in un racconto di fantascienza dal vivo, come un grande action-movie, un'epopea di ritmo e di sonorità sempre in movimento. </p><p>A chiudere i tour del 2011 a Genova sarà Marco Mengoni il 4 dicembre al 105 Stadium. Il cantante ha conquistato la stima del pubblico grazie a interpretazioni di grande spessore. Vincitore di X Factor Marco ha partecipato di diritto alla Sessantesima Edizione del Festival di Sanremo, nella categoria «Artisti», interpretando Credimi ancora. </p><p>Il nuovo anno alzerà il sipario al Teatro Carlo Felice con il tour del genovese Ivano Fossati. La tournèe segue la pubblicazione del nuovo album di Fossati, Decadancing e del libro «Tutto questo futuro» (Rizzoli), entrambi usciti ai primi di ottobre.</p><p>Sempre in teatro ma questa volta al Politeama salirà sul palco per l'esattezza il 30 gennaio Massimo Ranieri in Canto perché non so nuotare da.... 500 repliche! Uno spettacolo che ha i colori e le emozioni di un grande show in cui canta i suoi brani più famosi ed esegue per la prima volta alcune fra le più belle canzoni d'autore degli ultimi decenni.</p><p>Marzo oltre alla primavera porterà due grandi nomi della musica internazionale: Laura Pausini il 24 e 25 al 105 Stadium e James Taylor il 29 al Teatro Carlo Felice, nel 2011 la rivista Rolling Stone ha inserito James Taylor nei 100 migliori Artisti ( musicali) di tutti i tempi «100 greatest singers of time».</p><p>Per il momento il programma si esaurisce con l'inatteso e gradito ritorno di Antonello Venditti che a distanza di quattro anni dalla pubblicazione del suo ultimo disco, tornerà con un nuovo cd a cui attualmente sta lavorando in studio di registrazione. L'anno prossimo Venditti presenterà dal vivo il nuovo album con un tour nei palasport italiani, e a Genova toccherà il piacere di ospitare il cantautore romano al 105 Stadium il 19 aprile prossimo.</p>]]></content:encoded></item></channel></rss>