
Il tribunale del Riesame ha deciso. A poche ore dall'udienza di stamattina, con tempistiche lampo, ha disposto la liberazione di cinque su sei degli arrestati nell'inchiesta sull'urbanistica che ha terremotato Palazzo Marino. È stata decisa l'interdizione per l'ex assessore Giancarlo Tancredi, il manager Federico Pella e l'ex presidente della commissione Paesaggio Giuseppe Marinoni. Tutti e tre gli indagati erano ai domiciliari. Martedì aveva già disposto la liberazione di altri due arrestati, Andrea Bezziccheri, costruttore di Bluestone, e l'architetto Alessandro Scandurra. Il Riesame deve solo decidere sul numero uno di Coima Manfredi Catella, ai domiciliari, che avrà udienza mercoledì 20 agosto.
"Andremo avanti non perché siamo ossessionati da una sorta di furore nei confronti del fenomeno urbanistico, ma perché la legge ce lo impone. Semplicemente non possiamo fare altro perché i fatti sono gravi e i reati sono procedibili d'ufficio", ha detto arrivando in udienza stamattina Tiziana Siciliano, la procuratrice aggiunta che coordina l'inchiesta sull'urbanistica. Le motivazioni saranno infatti depositate entro fine settembre.
Intanto è stato indagato per induzione indebita anche Christian Malangone, direttore generale del Comune di Milano e braccio destro del sindaco Beppe Sala. Sarebbe nel mirino dei pm per la vicenda del "Pirellino".
La Siciliano, al lavoro sull'inchiesta con i pm Petruzzella, Clerici e Filippini, con il nucleo Pef della Guardia di Finanza, ha spiegato che il Riesame fa una valutazione solo su alcuni aspetti dell'inchiesta, che è ampia e in cui ci sono decine di indagati, non solo i sei arrestati. "Il Riesame non esce con una sentenza di assoluzione, è una valutazione limitata ad alcuni aspetti", ha sottolineato la magistrata che si definisce una "grande appassionata di verità". "È una indagine enorme con una sedimentazione di mesi, che ha avuto tante conferme, dal Consiglio di Stato al Tar che ha anche cambiato la sua posizione. Per cui abbiamo basi estremamente solida", ha aggiunto.
Questa mattina si è tenuta l'udienza per discutere i domiciliari disposti dal gip al manager della società "J+S" Federico Pella, difeso dall'avvocato Marco Messora. "Abbiamo rappresentato il legale che assiste l'imprenditore di Concorezzo - ha detto - quelle che sono le nostre valutazioni al tribunale del Riesame. Non c’è dal nostro punto di vista nessun patto corruttivo né sistemico addebitabile al architetto Pella. Non ci sono condotte illecite dal punto di vista penale, abbiamo prodotto documenti a sostegno di quelle che sono le nostre tesi e confidiamo nell’accoglimento del ricorso. Pella è agli arresti domiciliari ed è molto dispiaciuto per la situazione in cui è, dalla quale si ritiene completamente estraneo e confidiamo di poterlo dimostrare".
Tancredi e Marinoni hanno due capi di imputazione in comune. Entrambi sono accusati di falso perché l'ex assessore avrebbe "favorito e supportato" il presidente della Commissione per il paesaggio, supportando il suo "conflitto di interesse", con il patrocinio del comune, da lui favorito, allo studio sui Nodi e Porte metropolitane. Marinoni avrebbe anche continuato a operare dopo giugno 2023, senza dichiarare il conflitto di interesse nonostante la normativa comunale lo imponesse esplicitamente dopo quella data.
Sia Tancredi che Marinoni che Pella, invece, hanno in comune l'ipotesi di corruzione: il primo avrebbe favorito Marinoni nel suo conflitto di interesse, anche "stimolando incontri con gli operatori privati interessati alla realizzazione dei progetti urbanistici elaborati dalla J+S srl e dallo studio Marinoni".