"Ora tutti i Paesi G7 paghino la carbon tax"

L'ad di Eni: "In Europa l'imposta sulla C02 rischia di far morire le imprese"

"Ora tutti i Paesi G7 paghino la carbon tax"

Sì alla carbon tax ma in una condizione di reciprocità tra i Paesi del G7. È quanto ha dichiarato ieri l'ad di Eni, Claudio Descalzi, nel suo intervento ad Atreju a Roma. «È chiaro che la carbon tax è sacrosanta ma deve essere sacrosanto il fatto che tutti i Paesi ricchi devono pagarla, altrimenti l'Italia muore di questo perché non abbiamo energia e paghiamo una tassa», ha detto.

«Oggi in Europa - ha spiegato Descalzi - abbiamo toccato, come tassa sulla CO2, 86 euro a tonnellata, vuol dire che per ogni tonnellata che si produce un'azienda europea paga 86 euro. È giusto che chi produce CO2 paghi una tassa, perché sta inquinando». Il problema, ha sottolineato, «è che se un'azienda europea che già sta pagando oggi, rispetto al 2020, sei volte il costo dell'energia, che sia gas che sia elettricità, deve pagare anche una tassa, che è la più elevata al mondo, in Europa, giustissima ma che nessun altro paga», e le aziende che fanno trasformazione devono «vendere dei prodotti che hanno questo tipo di tassazione e gli altri non ce li hanno, chi non li ha riesce a vendere e a inserire nel nostro mercato dei prodotti assolutamente più competitivi. Se i prodotti sono più competitivi, le aziende si atrofizzano, muoiono».

Per l'ad di Eni, «questo può essere curato, imponendo una tassa nei confini europei per tutti quelli che entrano in Europa perché non la pagano a casa loro. L'Europa lo sta facendo, il commissario Gentiloni sta lavorando su questo e sta spingendo in Europa». Prima del 2026-27, tuttavia, questo nuovo tipo di imposizione non sarà introdotto e poi «comunque se non c'è questa tassa da altre parti e noi dobbiamo esportare un prodotto che ha pagato le tasse diventa meno competitivo all'estero». L'Europa, quindi, deve battersi in questa direzione. «È un punto che non è stato discusso alla Cop26 ma - ha concluso Descalzi - è un punto di eguaglianza, parità, di equilibrio che deve esistere per proteggere nostra industria nazionale e quella europea». Un analogo discorso deve essere effettuato dal punto di vista dei consumatori. «Non posso dare al consumatore la responsabilità dell'emissione, la responsabilità me la prendo io e prendendomela, devo dare dei prodotti puliti ai consumatori e questo lo puoi fare solo se ti metti a lavorare, a studiare, a investire», ha chiosato l'ad della multinazionale dell'energia.

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