"Picchiare le mogli non è reato". ​Russia verso la depenalizzazione

La nuova legge depenalizza il reato quando non è ripetuto e non porta a traumi che rendano necessario il ricovero in ospedale. Approvata in terza e ultima lettura dalla Duma, ora deve essere approvata dal Senato

"Picchiare le mogli non è reato". ​Russia verso la depenalizzazione

La Russia tra poco avrà una nuova legge sulla violenza domestica, che depenalizza in alcuni casi il reato di violenza domestica. Dopo l'approvazione della Duma (camera bassa del parlamento) ora il testo dovrà passare al Consiglio della Federazione ed essere firmato poi dal presidente Vladimir Putin. Ma vediamo meglio cosa prevede la legge. La violenza domestica viene depenalizzata, ma solo nel caso in cui non abbia provocato danni di salute alla vittime e non sia reiterata. La nuova legge stabilisce espressamente che non sarà più reato l'aggressione da parte di familiari che provocano dolore fisico e lasciano lividi o graffi alle vittime. Solo nel caso in cui l'aggressore torni a prendere di mira il proprio familiare potrà essere processato in sede penale e punito con il carcere, e in ogni caso solo se la vittima sarà riuscita a dimostrare i fatti, perché la giustizia non potrà più agire d'ufficio.

E su questo punto divampano subito le polemiche. Efe Mari Davtian, avvocato esperta di violenze di genere, osserva che "le vittime dovranno riunire da sé tutte le prove dell'aggressione e andare a tutte le udienze in tribunale per dimostrarla. È assurdo che non si agisca d'ufficio. In pratica l'aggredito deve indagare sul proprio caso". I promotori dell'iniziativa legislativa, due deputati e due senatori del partito Russia Unita del presidente Putin, sostengono dal canto loro che si intende depenalizzare solo le aggressioni che non provocano danni alla salute delle vittime. "La palese ingerenza nella famiglia" da parte della giustizia "è intollerabile", aveva detto Putin un mese fa nella sua conferenza stampa annuale. Inoltre il presidente della Duma, Viacheslav Volodin, ha definito inaccettabili le pressioni da parte del Consiglio d'Europa, che si è rivolto per iscritto a entrambe le Camere del parlamento russo per esprimere la propria preoccupazione.

I casi di violenza considerati includono, e mettono sullo stesso piano, quelli sugli adulti e sui minori. Le aggressioni ripetute saranno punibili con sanzioni fino a 40mila rubli (676
dollari) e ore di servizi per la comunità fino a sei mesi o la detenzione fino a tre mesi.

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