"Da sovranisti a oltranza non si governa. Una mossa per prendere la premiership"

Il filosofo: "Gli elettorati di centrodestra sono comunicanti, non ci saranno problemi. Un Salvini purificato ostacolo per la Meloni"

"Da sovranisti a oltranza non si governa. Una mossa per prendere la premiership"

La critica a tutto campo rispetto agli errori del centrosinistra. L'assenza di stupore per l'ascesa di Lega e Fratelli d'Italia, oggi stando ai sondaggi, diventati i primi due partiti sulla scena politica italiana. Lo scetticismo rispetto alla proposta di Matteo Salvini di una federazione del centrodestra «di governo». Massimo Cacciari, parlando con Repubblica, guarda con disincanto all'irresistibile ascesa dei sovranisti. «Non vedo dove sia la sorpresa: uno o due partiti poco cambia, parliamo di un'area che oggi è ampiamente maggioranza nel Paese. Ma cosa si aspettavamo dopo quello che abbiamo combinato negli ultimi venti anni, dallo sciagurato governo D'Alema al Partito Democratico mai nato fino al ciclone Renzi». A distanza di 24 ore raggiunto al telefono da il Giornale, il professore e filosofo politico commenta la novità proposta dalla Lega, liquidandola come una scorciatoia verso la premiership.

Professor Cacciari, cosa pensa del progetto di una federazione del centrodestra?

«Mah, non mi sembra siano queste le operazioni che interessano davvero l'elettorato, sono manovre del ceto politico. L'intento è quello di contrastare l'ascesa di Giorgia Meloni avallando e rafforzando una posizione vagamente più europeista rispetto al passato di Salvini».

Quale vantaggio può ottenere la Lega da una federazione di centrodestra e quale Forza Italia?

«La prospettiva di Forza Italia è quella di dare sostegno e autorevolezza a una figura come Salvini, facendolo passare per un moderato, una figura che poi si ritroverebbe come leader per il futuro. Forza Italia può aiutare Salvini nel rapporto con il Partito Popolare Europeo, consegnandogli così un passaporto per la candidatura a premier, una carta di garanzia, può dargli l'avallo presso chi conta davvero in Europa. Ma sono cose di partito. Hanno capito che Salvini facendo il sovranista a oltranza non può governare il Paese e allora decidono di resettare un po'».

Giorgia Meloni si tiene a distanza da questa operazione. Fa bene?

«La Meloni vive una grande ascesa, se vuole essere il candidato premier è chiaro che deve essere la più votata. Un Salvini purificato per lei rappresenterebbe un problema. Ma il Salvini desalvinizzato mi sembra una allegria utopia».

Chi vede come leader del centrodestra?

«C'è una competizione in quel campo, chi prende più voti si prende la premiership. Se la vedranno al loro interno. Non vedo all'orizzonte un Conte o un Draghi, una figura esterna che possa emergere all'interno di quella coalizione».

Ogni volta che si avvia un processo di avvicinamento questo tipo ci si chiede sempre la stessa cosa: gli elettori sono sommabili? Lega e Forza Italia Unite rischiano di perdere consensi rinunciando eventualmente ai loro simboli?

«Mi pare che nel centrodestra gli elettorati siano molto comunicanti e si siano sempre sommati senza grandi problemi, tranne quando ci fu una espressione di pubblica inimicizia nel 94 di Umberto Bossi verso Silvio Berlusconi. Oggi le condizioni sono diverse».

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