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Aggiornato alle ore 21:05
Cronache

I selfie e i dolci, poi la piena: lo strazio dei sopravvissuti a Casteldaccia

Foto felici e cioccolatini per i bambini: "Eravamo lì per fare la festa". Il superstite disperato: "Ho gridato aiuto per ore"

I selfie e i dolci, poi la piena: lo strazio dei sopravvissuti a Casteldaccia

La Sicilia il giorno dopo la tempesta, che si è abbattuta in queste ultime 48 ore su Palermo e provincia, si risveglia con un sole beffardo. Dieci morti, nove soltanto a Casteldaccia, un altro a Vicari e un uomo dispeso a Corleone. La furia del fiume Milicia, che mai prima d’ora aveva dato problemi, ha portato con sé morte e distruzione. I detriti e il fango hanno fatto il resto. La potenza dell’acqua è stata incredibile e ha devastato tutto quello che poteva invadere.

Il sindaco di Casteldaccia si è detto sorpreso per la violenza dell’acqua, molti residenti ieri sera avevano intuito che qualcosa potesse provocare danni a mezzi o a cose e c’è chi è scappato rientrando a Palermo.

"Ieri sera ho detto a mio marito che non avevo intenzione di dormire in casa - racconta una residente -. Verso le 2 di notte ci siamo trovati acqua e fango dentro la nostra villetta. Eravamo svegli e abbiamo abbandonato l’abitazione appena l’acqua è arrivata alle caviglie". La testimonianza di quello che è accaduto stanotte arriva direttamente da un altro residente scappato alla furia del torrente.

"Quando ho visto l’acqua entrare in casa, la situazione era ancora sotto controllo - racconta un altro residente -. Il tempo di prendere gli effetti personali più stretti e siamo letteralmente scappati. L’acqua ha raggiunto mezzo metro nel giro di qualche minuto. Ho rischiato la mia vita scappando in auto, a ripensarci è stato un gesto folle ma la paura di restare intrappolati nella nostra abitazione ha avuto la meglio. Con l’auto siamo saliti verso il paese e abbiamo chiamato i soccorsi".

Una donna racconta le ultime ore nella villa sommersa dall'acqua. Dal telefonino mostra le foto felici della serata, i selfie, la tavola imbandita, i cioccolatini per i bambini. "Questo è quello che avevamo fatto per fare la festa" - dice -. Giuseppe Giordano - che da due anni aveva affittato la villetta e che nella tragedia ha perso la moglie e due figli - si dispera, racconta il dramma: "La finestra si è spaccata, poi non ho visto più niente". E lancia l'accusa: "Se loro sapevano che c'erano problemi perché non ci hanno detto di non stare in queste case?".

Casteldaccia, lo strazio dei familiari: "Eravamo lì per fare festa" (Roberto Chifari)

Stamattina sono state trasferite alla camera mortuaria del policlinico di Palermo le salme delle vittime. Urla strazianti, centinaia di persone presenti e il dolore di chi ha visto perdere i propri cari per una tragedia assurda.

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