Napoli, i residenti di Salvator Rosa e Materdei: "Qui troppe rapine"

Gli abitanti del quartiere invocano sicurezza. Ritengono che gli episodi delinquenziali siano aumentati e siano giovani gli autori. Chiedono progetti per i ragazzi, ma il Comune non ne ha

“Stava scendendo da Salvator Rosa. Stava al telefono e dei ragazzi sono arrivati da dietro. Uno gli ha puntato il coltello dietro la schiena è l’altro gli ha sfilato il cellulare”. È il racconto dell’ultima delle tre rapine subite in un anno e mezzo da un ragazzo residente in via Salvator Rosa, nel quartiere Avvocata.

A riportarlo è la madre della giovane vittima, che chiede di restare anonima per tutelare sé e suo figlio. L’episodio risale ad agosto scorso e, secondo quanto riferito dalla donna, è stato regolarmente denunciato. “Continuiamo fare le denunce – afferma – ma penso che valga a poco”. “Oltretutto – prosegue - non erano le 4 del mattino, ma le 11,30 di sera. Erano giovani, ma erano coperti con la maglietta. Noi speriamo in maggiori controlli” (guarda il video).

“Troppe rapine”, sbottano i residenti di Salvator Rosa e Materdei. È questa la percezione che hanno gli abitanti della zona. Ritengono che negli ultimi mesi vi sia stata una recrudescenza degli episodi delinquenziali, e che siano nella maggior parte dei casi attribuibili a ragazzini che apparentemente potrebbero avere tra i 14 e i 16 anni di età. “Non possiamo pensare di avere paura dei nostri giovani”, urlava sabato scorso Gennaro Esposito da un megafono. Da presidente del ‘Comitato per la quiete pubblica e la vivibilità cittadina’, aveva chiamato a raccolta i napoletani davanti alla stazione della metropolitana di Salvator Rosa, per urlare in piazza il problema e chiedere più sicurezza, riuscendo ad ottenere l’adesione di qualche decina di persone. “A un certo punto – ci racconta – si è sentita proprio la paura di ritornare a casa. Le rapine sono fatte per lo più da ragazzini che hanno dai 14 ai 16 anni di età. Abbiamo avuto anche degli atti vandalici – aggiunge – La stessa stazione di Salvator Rosa, come quella di Materdei, è vandalizzata. Ma anche quella di piazza Dante”. Per Esposito “ciò significa che questi ragazzini non si sentono parte della società napoletana, non si sentono inclusi”. Afferma che nella zona non esistono strutture dove potrebbero fare sport o altri spazi di aggregazione: “L’unica struttura sportiva è privata, è una piscina. A poche fermate di metro c’è lo stadio Collana, che è chiuso. Questi ragazzi che fanno dopo la scuola? Se ci vanno a scuola. Sono abbandonati a loro stessi”. Racconta poi di giovani che in tre o quattro in sella a degli scooter scorazzano ad alta velocità su aree pedonali, come in quella antistante la stazione della metropolitana di Materdei. Per far fronte a questa situazione, a suo avviso, ci vorrebbe nell’immediato una maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio, per dare più sicurezza ai cittadini. Ritiene, poi, che siano necessari progetti sportivi e culturali a lunga scadenza finalizzati all’inclusione sociale dei giovani.

Ma, di progetti per i ragazzi del quartiere, il Comune di Napoli non ne ha. A confermarlo è la consigliera della II Municipalità di Napoli, Rosanna Laudanno: “I progetti scarseggiano perché, mancando la partecipazione dei cittadini e delle istituzioni, si viene a creare un vuoto”. Come colmare il vuoto? Ancora non si sa. A parte qualche idea, non c’è nulla di concreto in vista: “Un po’ mancano le condizioni, un po’ mancano gli strumenti”, afferma Laudanno.