Cortei e insulti, prove generali di contestazione

Dunque la prima delle «Cinque giornate di Milano» è andata in archivio senza grossi problemi, certo se le parole uccidessero, nessuno della Brigata ebraica e del Pd sarebbe uscito vivo dal 25 Aprile. I due spezzoni del corteo infatti hanno dovuto passare sotto le «forche caudine» dei filopalestinesi che li hanno riempiti di insulti, senza però arrivare a contatto. Adesso qualche giorno per rifiutare quindi il 29 si riprende con un crescendo wagneriano che si concluderà con il 2 maggio, quando è previsto l'assedio a Expo. E le previsioni per tale data sono le più nere.

Ieri invece è filato tutto via liscio come l'olio. Alle 14, incredibilmente in orario, il corteo s'è mosso da porta Venezia ma prima che potesse dipanarsi tutto, c'è voluto quasi un'ora. In paziente attesa a San Babila circa 200 anarchici, filopalestinesi e quant'altro che all'arrivo della Brigata Ebraica e dello spezzone del Pd, hanno vomitato ogni sorta di insulto. Senza però riuscire a entrare a contatto, bloccati da un imponente schieramento di polizia. Ben diverse saranno le altre prossime «giornate». Prima appuntamento il 29 quando tutti i gruppi di estrema destra italiana commemoreranno la morte di Sergio Ramelli, ucciso da Avanguardia Operaia. La questura ha praticamente proibito tutto a tutti, ci sarà dunque una messa, forse verrà tollerato un presidio dei «camerati» e dall'altra parte qualche capannello di «compagni». In mezzo le forze dell'ordine a impedire ogni contatto. E in questo caso potrebbe finire con tanta tensione e qualche randellata.

Già il 30 con il corteo studentesco contro Expo la tensione sarà molto più alta ma, conoscendo la scarsa combattività del movimento milanese, dipenderà molto dai rinforzi che arriveranno dall'Italia e dal resto d'Euro. Se non proprio giovedì, i rinforzi arriveranno sicuramente venerdì 1° maggio, quando tra «May day parade», inaugurazione del sito espositivo e serata di gala alla Scala, la questura avrà il suo bel da fare. Tafferugli, lanci di oggetti contro le forze dell'ordine, assalti a commissariati, caserme, Expo Gate, vandalismi vari sono pressoché certi. Si tratterà solo di capire che livello di intensità potranno raggiungere.

Nerissime invece le previsioni per il 2 maggio quando è ormai certo il tentativo di assedio al sito espositivo. Da verificare quanti saranno gli assalitori. Le previsioni indicano 10/15mila antagonisti in arrivo da tutte le principali piazze italiane. Poi gli stranieri sui quali si hanno al momento solo vaghe indicazioni, non avendo le «Digos» straniere la stessa capacità di dialogo con le frange estreme della nostra. Si parte da un minimo di 3mila fino a un massimo di 15mila. Incerto il numero, sicure le intenzioni, portare la guerriglia urbana, quella vera, il più vicino possibile a Expo. Troveranno a sbarrare loro la strada centinaia, forse migliaia tra poliziotti, carabinieri e finanzieri e Milano potrebbe ripiombare per un giorni nei tristi anni di piombo.