Un nome caldo nelle ultime ore è quello del presidente del Tribunale del Lavoro di Roma, Donatella Casari, che ha in mano il dossier più scottante dell’anno, quello del possibile reintegro di Sigfrido Ranucci come conduttore di Report. Si è tenuta venerdì, infatti, l’udienza durata circa due ore, in cui però Casari non ha voluto ascoltare nessuna persona informata sui fatti, nonostante chi, come il direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini, fosse presente proprio in quella veste.La Casari, però, al contrario si è mostrata molto interessata alle 43 pagine del ricorso d’urgenza presentato dai legali di Mr Report ed è entro il 30 settembre il tempo che avranno le diverse parti per depositare l’ulteriore documentazione richiesta. Dopo la giudice Casari deciderà se ricollocare a un mese dall’inizio della stagione Sigfrido Ranucci alla guida di Report. L’inizio della programmazione è fissato per l’8 novembre.L’altra opzione sul tavolo del magistrato è quella di non ritenere sussistenti i motivi d’urgenza e rinviare la decisione nel merito della questione. Il nome del giudice che ha in mano il destino di Sigfrido Ranucci è una vecchia conoscenza del governo Meloni. Il Giornale ieri ha rivelato che Donatella Casari figurasse nel collegio del tribunale dei ministri che chiesero al Parlamento di incriminare i due ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano per la vicenda del torturatore libico Almasri.Si tratta dell’inchiesta per peculato e omissione in atti d’ufficio in cui inizialmente fu coinvolta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per il rimpatrio su un volo di Stato di Almasri.Il Giornale è però in grado di aggiungere un nuovo tassello al curriculum della toga che dovrà decidere sul futuro di Ranucci. Sarebbe infatti sempre lei che nel 2023 al Tribunale dei Ministri «salvò» l’ex premier Giuseppe Conte dalle accuse per la gestione della pandemia. A differenza di quanto è avvenuto nel caso Almasri, dove Casari e le altre colleghe Valeria Cerulli e Teresa Cialoni hanno deciso di chiedere l’autorizzazione alla Camera per Mantovano, Nordio e Piantedosi, con Conte fu dato parere positivo alla richiesta di archiviazione della Procura di Roma. Nelle mani della giudice Casari finirono le denunce di 2074 cittadini contro Conte e l’allora ministro della Salute Roberto Speranza. Accuse gravi che spaziavano dal mancato aggiornamento del piano pandemico all’indebito uso dei Dpcm. Casari e le altre due colleghe decisero di non procedere anche sulla base della richiesta della Procura di Roma che chiedeva l’archiviazione. Come è finito il fascicolo di Ranucci nelle mani della giudice che voleva processare i vertici del governo Meloni?Il Giornale può ricostruire tutti i passaggi. Casari è da anni un magistrato assegnato alla sezione Lavoro del tribunale di Roma, una lunghissima carriera che ha tentato di costruire lontano dai riflettori.Il 10 settembre scorso il Csm l’ha scelta come presidente della sezione Lavoro, un ruolo strategico nell’assegnazione dei fascicoli. Il ricorso di Ranucci è arrivato il 15 settembre, cinque giorni dopo la nomina. Nei ricorsi cautelari, come nel caso di Ranucci, è il presidente a stabilire l’assegnazione del fascicolo (deve ancora insediarsi come tale) seguendo ovviamente un criterio cronologico e di carico di udienze. Nemmeno il tempo di essere nominata in quella casella che a Casari tocca il fascicolo più delicato della sezione. In attesa della decisione del giudice, i legali di Ranucci ipotizzano anche una soluzione pacifica: la doppia conduzione Ranucci-Di Pasquale.Mr Report dopo aver fatto gli scatoloni continua a muoversi nella redazione di Report certo di un ritorno in pompa magna.

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