Parco Lambro, notte di rave Scoppia la rabbia della zona

Musica a volume altissimo, schiamazzi fino a mattina Cagnolati (Fi): «La polizia non risponde alle chiamate»

Michelangelo Bonessa

Feste per alcuni, incubo per altri. Al centro della questione, i festeggiamenti organizzati nei quartieri da gruppi di giovani. Che sia nel Parco Lambro o sulla Collina dei ciliegi in Bicocca, ogni estate la voglia di musica a tutto volume si scontra con quella di dormire. Da una parte chi vuole ballare fino al mattino, dall'altra chi ci vive e rivendica il diritto a riposare prima di tornare al lavoro.

L'ultimo caso è stato proprio il parco a nord est di Milano: Marco Cagnolati, capogruppo di Forza Italia del terzo municipio, ha riportato le contestazioni dei residenti. «Questa notte l'ennesimo rave abusivo e illegale al Parco Lambro. Dalle 23 alle 9, musica assordante a danno di tutti i residenti. Sono state allertate le forze dell'ordine ma pare che a nulla sia servito. Ho depositato nei giorni scorsi una mozione per chiedere un maggior controllo e presidi fissi. E ho scritto l'ennesima richiesta all'assessore Carmela Rozza, al sindaco, assieme a prefetto e questore, per chiedere un intervento». Un intervento seguito a molti altri visto che le feste non autorizzate sono causa di polemiche da un decennio: se ne occupava già De Corato quando era vicesindaco.

E oggi se ne parla ancora pure in altre zone. Nel nuovo quartiere Biccocca, disegnato dall'architetto Vittorio Gregotti, anche la Collina dei Ciliegi è da tempo teatro della sfida tra baccanti e residenti. Andrea Pellegrini, assessore alla Sicurezza del municipio 9, ha da tempo ingaggiato una battaglia personale contro le feste notturne tenute sul poggio. L'ultimo episodio a fine giugno: «I cittadini raccontano di aver contattato la polizia locale molte volte senza ottenere positivo riscontro, infatti i figli di papà hanno potuto continuare il loro capriccio musicale fino alle 7 senza che nessuno abbia intimato la sospensione del rave - ha scritto il leghista -. Auspico che il Comune, la Questura e il Prefetto prendano in considerazione questa problematica denunciata da centinaia di cittadini, e si attivino per contrastare questo modo illegale di fare musica. Il rispetto della quiete pubblica negli orari notturni è un reato penale». E Pellegrini ha chiesto, con l'appoggio della giunta municipale, di avere un presidio fisso per scongiurare altri rave.

Ma la questione è da togliere il sonno sia per i residenti che per le forze dell'ordine che spesso non rispondono alle chiamate dei cittadini. La cronica carenza di uomini e mezzi non mette in cima alla lista delle emergenze uno stereo troppo alto. Inoltre il diritto di festeggiare non può essere negato. Se Palazzo Marino acconsentirà alle richieste di presidi fissi avanzate da Forza Italia e Lega Nord lo dirà il tempo, ma sembra difficile che portino a una soluzione visto che due o quattro ghisa difficilmente fermerebbero centinaia di persone. La questione resta aperta, nel frattempo: nessun dorma.