Premio Brera, quando lo sport ha gli occhi lucidi

Emozione per il ricordo di Michele Scarponi e per la nazionale di calcio con sindrome down

Applausi, sorrisi e occhi lucidi. L'eccellenza dello sport italiano ha sfilato la sera scorsa sul palco del Teatro Dal Verme di Milano per la consegna della diciassettesima edizione del Premio «Gianni Brera 2017-Sportivo dell'anno». Un premio per vittorie e medaglie ma anche per come gli atleti hanno affrontato le difficoltà delle loro sfide, per la tenacia che li ha portati al traguardo, per le storie che con le loro imprese sanno raccontare. Applausi, sorrisi e occhi lucidi per la nazionale di calcio dei ragazzi con sindrome di down che la mondiale ci sono andati e lo hanno anche vinto, che hanno catturato l'attenzione di una platea che è rimasta contagiata dai loro sorrisi che ha capito quale sia la magia dello sport quando il loro allenatore, con la voce rotta dall'emozione, ha ringraziato per un premio che ha mille significati. Applausi, sorrisi e lacrime quando sul palco è salito Marco Scarponi, fratello di Michele andato in fuga troppo presto: «Vorrei dedicare il premio ai familiari delle vittime degli incidenti stradali - ha detto -. Persone che vivono sentendosi in colpa perché possono continuare a vivere. E vivono nell'indifferenza: nessuno ci ha mai avvertito della morte di Michele, se non fosse stato per nostro zio». E poi tutti gli altri. Il Giro con Mauro Vegni che quest'anno partirà da Gerusalemme, il Team Sky, miglior squadra per i successi di Froome al Tour e alla Vuelta e di Kwiatkowski alla Sanremo, Elena Bertocchi, bronzo ai Mondiali e oro agli Europei di tuffi. Riconoscimenti per Spal e Benevento, per essere state capaci di regalare un sogno come la serie A a due città che forse neppure o immaginavano. Ad Alice Betto, triatleta azzurra, la prima a salire su un podio di coppa del Mondo, a Paola Gianotti, prima donna in bici a fare il Giro del mondo, alla squadra azzurra pesi leggeri di canottaggio. E ancora: a Barbara Pozzobon, campionessa di nuoto in acque libere, all'apneista Andrea Vitturini e a un monumento della nostra atletica come Franco Arese.