Bangladesh, ancora uccisioni di matrice islamica

Tre persone uccise negli ultimi due giorni. Uno degli omicidi è stato rivendicato dallo Stato Islamico

In Bangladesh continuano le violenze. Negli ultimi due giorni la moglie di un poliziotto dell’antiterrorismo, un commerciante cattolico e un sacerdote indù sono stati uccisi. Tutti i tre casi potrebbero avere la stessa origine: l’odio degli estremisti islamici.

Mahmuda Khanam Mitu, 33 anni, è stata aggredita ieri da uomini armati a bordo di una moto mentre stava accompagnando il figlio a scuola nella città di Chittagong, nel sud-est del Bangladesh. Gli aggressori, dopo averla accoltellata alla schiena, gli hanno sparato tre colpi alla testa.

Babul, il marito, un noto sovrintendente di polizia, di recente ha arrestato diversi militanti di Jamayetul Mujahideen Bangladesh (JMB), un’organizzazione terroristica molto attiva nel Paese.

Lo stesso giorno è stato sgozzato il commerciante cattolico Sunil Gomez. L’uomo è stato attaccato mentre stava lavorando nel suo negozio a Bonpara, un villaggio nel nord-ovest del Bangladesh che ospita una delle più antiche comunità cristiane del Paese.

L’omicidio di Sunil Gomez è stato rivendicato dai tagliagole dello Stato Islamico. Shahriar Alam, ministro degli Esteri, ha però puntualizzato che nell’ultimo periodo il gruppo jihadista tende ad “appropriarsi di delitti commessi da estremisti locali nel tentativo di cavalcare l’onda di radicalizzazione religiosa che sta attraversando il Paese”.

Oggi è stato barbaramente ucciso il sacerdote induista Ananta Gopal Ganguly nel distretto di Jhenaidah. Il suo corpo è stato trovato riverso a terra con la testa quasi staccata dal collo nei pressi del tempio di Noldanga. Le indagini sono tutt’ora in corso, ma gli investigatori - anche in questo caso - non escludono l’ipotesi che si tratti di un altro omicidio di matrice islamica.