La Cina è accusata di aver fatto sparire la vedova di Liu Xiaobo

Di Liu Xia non si sa più nulla dai funerali del marito, il dissidente premio Nobel

È da15 luglio che Liu Xia è sparita, dal giorno dei funerali del premio Nobel cinese Liu Xiaobo, suo marito, morto due giorni prima per un cancro al fegato che lo ha consumato e privato dal suo Paese, la Cina, del diritto di curarsi all'estero, in Germania o negli Stati Uniti, perché in carcere da anni con l'accusa di voler sovvertire il potere dello Stato.

Da allora di Liu Xia non si sa più nulla. Non perché la stampa non ne parli più, ma perché nemmeno il suo avvocato, Jared Genser, è più riuscito a mettersi in contatto con la vedova del dissidente, tanto da accusare ora Pechino di una "sparizione forzata" in una denuncia presentata alle Nazioni Unite.

La 56enne vedova di Liu Xiaobo è controllata giorno e notte da ufficiali cinesi e ancora prima del funerale del marito, dal giorno preceente la sua morte, non si è messa in contatto con nessuno. "Chiedo che il governo cinese provi che è viva e le consenta di raggiungere senza ostacoli con la famiglia, gli amici e la comunità internazionale", chiede ora il suo avvocato.

Mai accusata di alcun crimine, Liu Xia è in carcere dal giorno in cui al marito fu consegnato il premio Nobel. A lungo la comunità internazionale ha fatto pressioni, senza successo, per la sua liberazione. A oggi le autorità cinesi sostengono che sia troppo sconvolta dal dolore per desiderare parlare con la famiglia o gli amici.