Greta, la storia della Terra smentisce gli allarmisti

I dati reali misurati negli ultimi 15 anni sui cambiamenti climatici smentiscono i modelli utilizzati dal Gruppo intergovernativo dell’Onu e il catastrofismo di Greta

La nostra casa, ossia il pianeta, è davvero "in fiamme", come sostengono l'attivista per il clima Greta Thunberg e il movimento globale Fridays for Future? "Attorno all’anno 2030, a dieci anni e 259 giorni da oggi, ci troveremo in una posizione che scatenerà una reazione a catena irreversibile e che ci condurrà con ogni probabilità alla fine della nostra civiltà" spiegò Greta davanti alla commissione ambiente del Parlamento europeo, lo scorso aprile, sottolineando come l'apocalisse fosse ormai prossima in nome del catastrofismo che anima il climaticamente corretto. Una (buona) parte della comunità scientifica sostiene la tesi sull'allarme climatico che con Greta ha raggiunto grande popolarità ma c'è anche chi, tra gli scienziati e gli studiosi, contesta questa narrativa. Su Atlantico Quotidiano Federico Punzi ha intervistato Alberto Prestininzi, professore ordinario presso La Sapienza di Roma, Dipartimento di Scienze della Terra, e fondatore del CERI "Previsione, Prevenzione e Controllo dei Rischi Geologici", firmatario della Dichiarazione europea sul clima.

"Da oltre 15 anni - spiega Prestininzi - è entrata con forza l’idea che lo scompenso climatico sia la causa della profonda modifica della frequenza e dell’intensità di alcuni fenomeni, come la pioggia, che è considerato uno dei parametri fondamentali nella costruzione dei data-base. È stato questo aspetto che mi ha costretto ad occuparmi della ricostruzione della storia temporale di alcuni fenomeni atmosferici". Le ricerche e il confronto scientifico condotto anche a livello internazionale su questo tema, sottolinea il professore, "hanno evidenziato che le tesi portate sul Global Warming sono infondate e che non esistono variazioni statistiche significative relative alla frequenza e intensità di questi eventi".

In particolare, spiega il docente della Sapienza, "non esiste alcun modello" fra quelli utilizzati dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico dell’Onu, che "dimostri come l’aumento di anidride carbonica in atmosfera porti ad aumenti di temperatura come quelli ipotizzati". Il risultato è che i modelli impiegati per spiegare l'emergenza climatica presentano proiezioni che sono state confutate dai dati reali misurati negli ultimi 15 anni. Inoltre, spiega il professore, "questi modelli sono incapaci di simulare ciò che è avvenuto negli ultimi 5.000 anni, quando le forti variazioni di temperatura sono state registrate con bassi valori di CO2". Perché il pianeta è caratterizzato da processi climatici complessi che contraddicono l’idea semplicistica di un controllo della temperatura attraverso l’accensione o spegnimento di un interruttore come vorrebbero far credere i catastrofisti.

Alberto Prestininzi cita i dati ufficiali, che confermano come dal 1800 circa la temperatura sulla terra abbia subito un aumento di 0,9 gradi circa. La data alla quale si fa riferimento è poco significativa: è stata assunta perché al 1800 circa si attribuisce l’inizio delle attività industriali, con immissione di CO2 antropica. In effetti, spiega il professore, la temperatura sul pianeta ha iniziato la propria risalita a partire dal 1700 d.C., quando è stato registrato il minimo di temperatura di quella che è stata definita “la piccola era glaciale”, il cui inizio è individuato intorno al 1400 d.C. Questo indica, sottolinea il docente, che "il sistema naturale climatico si trova oggi in una fase “calda” che, tuttavia, si attesta ancora su valori inferiori a quelli della fase calda medievale del 1200 d.C. circa, quando si trovava a +1,5; +1,7 rispetto al minimo del 1700 d.C.. Dal 2000 ad oggi, salvo un picco del 2017 dovuto al “Niño”, la temperatura sulla terra è rimasta pressoché costante, anzi è diminuita di circa 0,1 gradi".

Il professore è tra i 500 scienziati di tutto il mondo che hanno inviato al segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, una lettera contro l’allarmismo climatico. Lanciata da Guus Berkhout, geofisico e professore emerito presso l’Università dell’Aja, l’iniziativa è il risultato di una collaborazione tra scienziati e associazioni di 13 Paesi. Pubblicato in un momento in cui l’agenda internazionale pone il clima in cima alla lista delle preoccupazioni, questa Dichiarazione europea sul clima ha lo scopo di far sapere che non c’è urgenza né crisi irrimediabile. Come spiegano gli studiosi, il clima varia da quando esiste il pianeta con fasi naturali fredde e calde. "La piccola era glaciale si è conclusa solo di recente, intorno al 1850, quindi non sorprende che oggi stiamo vivendo un periodo di riscaldamento". Il caldo, intanto, cresce con un ritmo inferiore alla metà di quanto era stato inizialmente previsto e meno della metà di ciò che ci si poteva aspettare. Gli scienziati scrivono senza mezzi termini che quella in cui ci troviamo non è un’emergenza. Spiegano che i modelli di divulgazione generale sul clima, su cui si basa attualmente la politica internazionale, sono inadeguati. Con buona pace dei catastrofisti.

Commenti

Abit

Lun, 30/09/2019 - 17:20

Credo che sia giunto il momento di ridimensionare la "Pasionaria" Greta e tutto il "convoglio" (furbescamente costruito) che le va dietro. Non siamo alla fine del pianeta né ora né tra 200 anni. Certamente tante cose dovranno essere riviste e ristudiate. Il fuoco in casa ancora non c'è e non ci sarà neanche tra 200 anni.

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stamicchia

Lun, 30/09/2019 - 17:24

Leggete l'articolo di Battiston, fisico e presidente uscente dell'ASI (Agenzia Spaziale Italiana): "Perché io, scienziato, credo che Greta abbia ragione". Chiude il discorso, in maniera definitiva. Comunque ormai il mondo con Greta ha preso una direzione, il futuro, cioè i giovani, seguono tutti questo percorso, non si torna indietro.

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OdioITedeschi

Lun, 30/09/2019 - 17:28

Non è la quantità di pioggia ma il modo in cui piove: prima le piogge erano distribuite durante l'anno, mentre ora si concentrano attaverso acquazzoni violentissimi in brevissimi lassi di tempo, non risolvendo il problema sicità (anzi aumentandolo) e provocando distruzione di raccolti e dissesti idrogeologici. Questo è dovuto a una sorta di reazione del pianeta Terra agli squilibri provocati dall'uomo e non mi riferisco tanto alle emissioni di CO2 quanto ai numerosi esperimenti illegali di geoingegneria clandestina mediante scie chimiche.

agosvac

Lun, 30/09/2019 - 17:31

Ma cosa volete che contino i pareri e gli studi di scienziati di fama internazionali di fronte al "broncio" della piccola greta che accusa l'ONU di averle rubato il futuro??? La piccola greta ha ragione per "definizione" perché lo ha detto "lei" e ciò che dice " lei" è al di sopra della scienza.

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Mariopp

Lun, 30/09/2019 - 17:33

Magari, solo per pluralità di informazione, ogni 10 pareri di uno dei 500 scienziati che negano la presenza di un problema climatico, si potrebbe intervistare uno delle migliaia (molte) di scienziati che affermano che un problema c'è.

roberto67

Lun, 30/09/2019 - 17:39

Quando la mia maestra in terza elementare raccontò come Annibale arrivò in Italia con gli elefanti, passando le Alpi, spiegò che a quei tempi la temperatura era molto più alta di oggi, tanto che sulle Alpi si coltivava il grano. Spiegò anche che il periodo freddo era ormai al termine, per cui il clima sarebbe tornato lentamente al caldo dell'antichità. Correva l'anno 1974 e di questioni ambientali non si parlava.

grandeoceano

Lun, 30/09/2019 - 17:46

Ai gretini politicamente rossi e corretti non interessano i dati.

Beaufou

Lun, 30/09/2019 - 17:53

stamicchia: Battiston è uno dei tanti che sa certamente qualcosa più della piccola Greta, ma neanche Battiston "chiude il discorso, in maniera definitiva": dice di credere che Greta abbia ragione. Ma su cosa? Sulla reazione irreversibile del 2030? Sui sogni rubati? Ma mi faccia il piacere. La realtà è che il clima terrestre dipende in modo molto marcato dall'attività del Sole, e non c'è Greta o Battiston che sappiano controllare le reazioni solari. Se catastrofe ci dev'essere, ci sarà, e magari anche prima del 2030,ma non certo per la "reazione irreversibile" profetizzata da Greta.

baio57

Lun, 30/09/2019 - 17:57

@ roberto67 ...mettici pure il PCM ( periodo caldo medievale) durato circa 500 anni ,tra il IX ed il XIV secolo,dove le alte temperature persino nelle regioni del nord del pianeta,permisero ai vichinghi di conquistare la Groenlandia ....

Rixga

Lun, 30/09/2019 - 17:57

Stamicchia Battiston è stato candidato del PD alle ultime elezioni! Genio della lampada! E si sa che gli isterici ambientalisti sono tutti a sinistra. Già che ci sei perché non gli chiedi se è meglio il nuovo governo o quello vecchio?

Ritratto di cape code

cape code

Lun, 30/09/2019 - 18:01

MarioPP e tu magari fai 500 nomi dei scienziatoni Gretini. Io 500 che confutano le ca@@ate di Greta te li posso dire, tu 500 pro-Greta no.

Ritratto di cape code

cape code

Lun, 30/09/2019 - 18:02

Staminchia, buona fortuna a far togliere alla gioventu' di oggi "che ha preso una direzione" cellulari, pc, tablet e quant'altro, babbeo...LOLOL Vieni avanti Gretino!!LOLOLOL

Giorgio Rubiu

Lun, 30/09/2019 - 18:15

L'uomo, anche nella sua forma più primitiva di preominide, è apparso sulla terra milioni di anni dopo che l'Era Glaciale che ha fatto sparire sia i Dinosauri (grandi rettili) che i Mammut (grandi mammiferi) era arrivata ed era già in avanzatissimo stato di disgelo. Ne l'uno ne l'altro fenomeno hanno avuto niente a che vedere con l'esistenza e le attività umane che, appunto, erano inesistenti per la mancanza della "materia prima", cioè, l'uomo!

Dordolio

Lun, 30/09/2019 - 18:22

Greta e tutto quel che vi gira intorno mi fa tornare in mente la tragicamente nota "Crociata dei Bambini", un fenomeno incredibile di isteria collettiva. Lì la faccenda finì malissimo, coi bimbi venduti come schiavi. Oggi i contesti sono diversi, ma a rifletterci bene la storia - nelle dimensioni moderne e mediatiche - è forse identica. Non vi sono certo ragazzi ai ceppi. Ma vi è IL LORO CERVELLO. E al dunque la differenza è solo formale. Anzi forse è peggio.

Tergestinus.

Lun, 30/09/2019 - 18:26

stamicchia: affermare che un qualsivoglia scienziato "Chiude il discorso, in maniera definitiva" significa semplicemente non avere idea di che cosa sia la scienza.

maggie65

Lun, 30/09/2019 - 18:31

*stamicchia, se tu avessi un minimo di competenza scientifica avresti dimestichezza con il metodo scientifico di dimostrazione di una teoria e non ti faresti abbindolare da quella interessata forma di religione nota come tesi dell'origine antropica del riscaldamento climatico ( ora modificata in cambiamento cliamtico, dal momento che sta maledetta terra non si riscalda come vorrebbero i loro squinternati modelli )

diwa130

Lun, 30/09/2019 - 18:31

Lei, caro giornalista continua a perseverare ripotando fatti avulsi da qualunque ragionamento scientifico e logico. Si rifugia dietro i suoi 500 scienziati (che tra l'altro hanno opinioni molto variegate) invece di ascoltare i 30-40,000 (si ha letto bene 30 - 40 mila ) scienziati che invece premettono per azioni drastiche di taglio alle emissioni e confermano in pieno le tesi supportate da Greta e dai nostri ragazzi che dimostra di avere più' cervello degli adulti (meno male).

maggie65

Lun, 30/09/2019 - 18:34

@grandeoceano, condivido, non credo interessi nemmeno l'uso del raziocinio a questi individui Ma d'altronde una certa forma di religione rifugge dall'uso dell'intelletto ( e l'attuale ambientalismo di sinistra, nuova forma di religione, ne è la prova )

Ritratto di stamicchia

stamicchia

Lun, 30/09/2019 - 18:37

@beaufou, legga l’articolo, non si limiti al titolo. Cambierà idea in un attimo, sono dati scientifici incontrovertibili.

Popi46

Lun, 30/09/2019 - 18:46

Ma finitela,voi del Giornale di dare fiato a questa poveraccia manipolata..... Mi ricorda tanto il tam-tam mediatico sulla cura Di Bella (oiboh, chi era costui?)

guardiano

Lun, 30/09/2019 - 18:52

Sorvoliamo sulla ragazzina che farebbe meglio a studiare invece di mostrarsi ovunque per leggere i proclami scritti appositamente dai suoi sfruttatori, scommetto che sono sempre i soliti intellettualoni che negli anni settanta proclamavano di risparmiare sul consumo dei carburanti perche secondo loro il petrolio sarebbe finito entro il 1985, si sa come è finita, naturalmente loro la sanno sempre giusta per grazia ricevuta, fanno letteralmente pena.

parmenide

Lun, 30/09/2019 - 18:56

CItare battiston che ben conosco noto non ambientalista è come chiedere a me fisico matematico di medesta levatura di pontificare su come sarà la vita tra 1000 anni su marte però

Iacobellig

Lun, 30/09/2019 - 18:56

Una gretina che sta distraendo il mondo da problemi molto importanti.

maurizio-macold

Lun, 30/09/2019 - 19:03

Si puo' essere concordi o meno con le previsioni allarmistiche di Greta & friends, ma quello che non sopporto sono i toni maleducati e cafoni che partono da questo giornale e da molti forumisti verso questa signora. L'ignoranza e' una brutta bestia e sara' difficile da debellare.

27Adriano

Lun, 30/09/2019 - 19:04

Scusate, una persona un pochino più colta dal punto di vista scientifico non esiste? C'è solamente una "cretina" con la faccia imbronciata che spara accuse e pianti a tutti i potenti? Che valore scientifico hanno le sue teorie (sicuramente preparate da q

Ritratto di stamicchia

stamicchia

Lun, 30/09/2019 - 19:07

@Rixga, ma si rende conto di quello che scrive? La scienza è una cosa, la politica un’altra. Se Einstein fosse stato di Sinistra lei avrebbe contestato la veridicità della Teoria della Relatività?

fifaus

Lun, 30/09/2019 - 19:29

roberto67: la mia maestra - anni '50 - mi fece lo stesso racconto.

Ritratto di babbeipersempre

babbeipersempre

Lun, 30/09/2019 - 19:30

La paura... dolci babbei, conigli pavidi

Ritratto di babbeipersempre

babbeipersempre

Lun, 30/09/2019 - 19:33

roberto67 invece la mia maestra FRANCA ci fece leggere un libro sull effetto serra... tu sei cresciuto babbeo, io no.

killkoms

Lun, 30/09/2019 - 19:57

@roberto67,perché la groenlandia ("terraverde"in contrapposizione alla "terra dei ghiacci" l'Islanda)si chiama così? qualcuno ipotizzò che leif ericcson,il vichingo che la scoprì,lo fece per attirare gente li,mentendo.o per esservi approdato nei mesi caldi,quando sulla costa c'è un po du vegetazione (come capita anche oggi)!la verità è che era in corso il periodo caldo medievale,che permise alla comunità norrena che si insediò li,di sopravvivere per secoli senza vivere come gli eschimesi!