Iraq, milizie ed esercito si scontrano con l'Isis per riconquistare Ramadi

Continua la controffensiva degli uomini fedeli a Baghdad, mentre gli islamisti provano ad aprire nuovi fronti. "In campo anche forze iraniane"

Si muove verso ovest l'offensiva delle milizie sciite raccolte sotto l'ombrello delle Forze di mobilitazione popolare, nel tentativo di strappare al sedicente Stato islamico le cittadine che sorgono tra la base militare di Habbaniyah e Ramadi, il capoluogo dell'Anbar caduto da qualche giorno nelle mani dei jihadisti.

È iniziata ieri l'offensiva delle forze filo-governative, che affiancano un esercito che sembra sempre meno in grado di gestire da solo la crisi e che nell'ultimo anno ha subito alcune sconfitte importanti, perdendo il controllo di Ramadi, ma prima di Mosul e di Tikrit, quest'ultima poi ripresa proprio con l'aiuto delle milizie filo-iraniane.

Diversi testimoni sentiti dalla stampa internazionale parlano di una rotta totale a Ramadi, nonostante l'assedio sia durato mesi. Una narrazione sfruttata abilmente dagli uomini dell'Isis, che in un video di propaganda diffuso ieri, che descrive Ramadi come la "tomba dei nemici", mostravano una divisa abbandonata delle Forze di reazione rapida irachene.

Gli uomini di Baghdad, aiutati dagli strike americani che hanno colpito posizioni degli estremisti nell'area di Ramadi, hanno ora lanciato una controffensiva, per evitare che l'Isis dilaghi verso sud. Sono poco più di cento chilometri che separano il capoluogo dell'Anbar dalla capitale, Baghdad, minacciato come lo era lo scorso anno, nel primo grande affondo dei jihadisti.

Nell'area di Ramadi le operazioni militari sembravano avere un discreto successo. Le forze fedeli al governo hanno raggiunto prima Khalidiya e poi Husaybah, sulla strada verso la città, ma gli islamisti puntano a indebolire l'azione aprendo nuovi fronti.

Si combatte ad Haditha, nell'Anbar occidentale, unica grande città della regione ancora controllata dal governo, mentre polizia ed esercito iracheni si ritirano dal posto di frontiera di al-Walid, il cui lato siriano è da alcuni giorni nelle mani dell'Isis, per ripiegare sul confine giordano-iracheno di Tarbil, a sud-ovest.

Lo scontro continua anche a Baiji, a duecento chilometri da Baghdad, dove si trova la più grande raffineria del Paese. Qui - dicono fonti statunitensi - sono entrate in azione anche forze speciali inviate dall'Iran, che sostengono il governo di Baghdad e da tempo sono presenti sullo scenario iracheno.

@ACortellari

Commenti

mzee3

Dom, 24/05/2015 - 10:06

Nel giorno del 24 Maggio in cui si celebra l'eroismo dei giovani Italiani che seppero difendere i confini dell'Italia, mi sento di dire che il popolo irakeno è indegno, vergognoso, pavido e merita di andare sotto l'isis. Non sanno combattere e difendere né il paese né le loro famiglie! Che muoiano tutti!

VittorioMar

Dom, 24/05/2015 - 11:25

Nel XXI secolo questi eccidi sono anacranistici visto quante Organizzazioni Mondiali esistono proprio per evitarli!!Non funzionano,non servono,allora eliminiamole,se esistono solo come stipendifici!!Intanto che loro parlano,i deboli MUOINO e si DISPERANO!!!

pinux3

Dom, 24/05/2015 - 13:33

@mzee3...Forse perchè un "popolo iracheno" di fatto non esiste, divisi come sono tra kurdi, sciiti e sunniti? E l'"impresa" di G.W.Bush (a suo tempo idolatrato dai destri nostrani) con tutto questo non c'entra niente?

mv1297

Dom, 24/05/2015 - 22:06

A mzee3.... Lei scrive che giovani italiani seppero difendere i confini dell'Italia!?!?!?!?!?!?!? Ma a scuola ha studiato Storia? L'Italia nel 1915 attaccò uno Stato legittimo, tradendo la Triplice Alleanza. Non è colpa Sua se la gran maggioranza degli italiani la pensano come Lei. La propaganda nazionalista di questo Stato criminale, ha fatto centro. Le consiglio di leggersi libri da fonti diverse da quelle "ufficiali".