Iraq, Ramadi sta per cedere all'Isis

La capitale dell'Anbar potrebbe non resistere ancora a lungo. Centinaia di militari si sarebbero dati alla fuga

È senza dubbio una delle conquiste militari più importanti degli ultimi mesi quella che il sedicente Stato islamico sta per ottenere con l'ingresso nella città di Ramadi. Il capoluogo iracheno della regione dell'Anbar sta cadendo sotto le spinte degli islamisti, che hanno occupato una delle ultime roccaforti governative.

È lo statunitense Washington Post a dipingere una scena ingloriosa, in cui centinaia di uomini delle forze dell'ordine e dell'esercito si sono dati alla fuga di fronte all'avanzata degli uomini di al-Baghdadi, che sono così vicinissimi a prendere un luogo fondamentale per la loro campagna irachena, dove si combatte da mesi e i problemi sono iniziati ben prima che venisse dichiarata la creazione del "califfato".

Altre due autobomba sono esplose oggi, per aiutare l'avanzata degli islamisti, che hanno seguito una tattica consolidata, fatta di numerosi attentati messi a segno da kamikaze alla guida di mezzi caricati con quantità ingenti di esplosivo, per riuscire ad aprire varchi nella difesa irachena, che comunque non si è dimostrata neppure nei mesi scorsi particolarmente all'altezza del compito affidatogli.

Gli uomini dell'Isis hanno nei giorni scorsi issato il proprio vessillo sul tetto del compound governativo della città, per poi abbandonare il centro, costretti nel mirino degli strike della coalizione. Oggi quella che potrebbe essere la spallata definitiva alle difese, mentre migliaia di civili abbandonavano le proprie abitazioni.

La situazione è disperata, abbastanza da convincere il consiglio provinciale a cedere il campo alle milizie sciite, filo-iraniane e non particolarmente ben viste nell'area sunnita dell'Anbar. Una mossa chiesta dagli stessi leader tribali della zona. L'allerta è massima, ha confermato il leader di uno dei gruppi sciiti al Washington Post.

Commenti

maricap

Dom, 17/05/2015 - 18:32

Vai ISIS, tanto di fronte a te, solo merd. Scappano a centinaia, ma qui vanno fucilati, insieme ai loro superiori, che non sanno organizzarli, né tanto meno infondere in loro, sentimenti di orgoglio, di appartenenza. Scappano dalla guerra, e vengono in Italia. Disertori che abbandonano al proprio destino la loro gente, i propri familiari. Anche nel Kurdistan c'è la guerra, ma i curdi non scappano, e tengono a bada, dandogli del filo da torcere, le capre barbute dell'ISIS & C.

AG485151

Dom, 17/05/2015 - 21:21

Quando saddam ha invaso il kuwait tutti , giustamente , addosso . Adesso che l'isis invade l'iraq tutti fermi : onu , nato , arabi , americani , russi , europei , giapponesi , australiani .... Boh !