Uk, scoperta cellula jihadista camuffata da gruppo scout

All’indomani della scoperta della cellula islamista, il governo May ha assicurato che, nonostante “sempre più sforzi” delle autorità siano “concentrati alla soluzione del nodo-Brexit”, la vigilanza anti-jihadismo dell’esecutivo “prosegue senza tentennamenti”

Stupore e rabbia sono state provocate nel Regno Unito dalla scoperta, da parte delle autorità, di una cellula jihadista camuffata da “gruppo scout”.

La polizia ha infatti incriminato per “attività terroristica” i vertici di una sigla aderente a The Scout Association, ente che raggruppa le organizzazioni nazionali di “giovani esploratori”. Gli indagati sarebbero seguaci di Shakeel Begg, “imam radicale” attivo nella moschea di Lewisham, sobborgo di Londra.

Dietro la “facciata” di un’innocua associazione scoutistica, gli individui incriminati avrebbero dato vita, in base alle direttive del chierico, a una “pericolosa formazione estremista” dedita all’“indottrinamento dei giovani”. Ad avviso degli inquirenti, coloro che si iscrivevano al gruppo scout venivano immediatamente sottoposti a una “martellante propaganda”, incentrata sull’esaltazione della “purezza” dei dettami coranici e sul rigetto dei valori occidentali.

Gli aspiranti esploratori si sarebbero infatti ritrovati “completamente immersi in un clima di odio e fanatismo” e sarebbero stati istruiti dagli adepti di Shakeel Begg nell’“avversione viscerale” verso la società britannica, ripetutamente additata da questi ultimi come “immorale e dissoluta”. Gli iscritti all’apparente associazione scoutistica sarebbero stati anche educati alla “negazione dell’Olocausto”.

Per il momento, mandati di arresto sono stati eseguiti solamente ai danni dei vertici della sigla in questione. L’imam Begg, presunto “ispiratore” del proselitismo jihadista attuato finora dal finto gruppo scout, resta infatti in libertà. Nonostante l’intelligence britannica abbia reiteratamente esortato magistratura e polizia a emettere provvedimenti restrittivi a carico del responsabile della moschea di Lewisham, quest’ultimo non è mai comparso davanti a una Corte di Sua Maestà in qualità di imputato per “terrorismo”.

All’indomani della scoperta della cellula islamista, il governo May ha ribadito il proprio impegno a “mantenere alta la guardia” circa le “infiltrazioni fondamentaliste” nella società britannica. Il ministro dell’Interno, Sajid Javid, ha infatti assicurato che, nonostante “sempre più sforzi” delle autorità siano “concentrati alla soluzione del nodo-Brexit”, la vigilanza anti-jihadismo dell’esecutivo “prosegue senza tentennamenti e con il massimo rigore”.