Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 09:42
Politica

La cooperativa prenditutto che fa affari con i profughi

In pochi anni la Ecofficina si è aggiudicata la maggior parte dei centri di accoglienza del Veneto. La Procura vuole vederci chiaro

Per l'Ordine dei giornalisti non c'è "invasione di migranti"

Bandi sospetti, truffa aggravata, falso, bilanci esponenziali, cooperative che diventano società di capitali e generano un vero e proprio business dell'accoglienza. Questo il ciclone che sta investendo la Ecofficina, cooperativa padovana, divenuta un grande impero nel Veneto, con sede a Battaglia Terme. Una cooperativa che nel giro di quattro anni si è aggiudicata i centri di accoglienza di mezza regione, da Venezia a Vicenza, da Padova a Rovigo e ora anche a Treviso. Più di 1000 i richiedenti asilo ospitati e un bilancio cresciuto in modo straordinario, che nel 2015 ha toccato i due milioni e mezzo di euro. La Ecofficina che operava negli asili e nelle biblioteche è un ricordo ormai lontano; ora sembra un giro di affari senza fine che, visti i bandi del 2016, potrebbe addirittura quadruplicare. A capo della cooperativa c'è Gaetano Battocchio che l'altro giorno è finito nel registro degli indagati insieme a Simone Borile con l'accusa di truffa aggravata e falso. Sono sospettati di aver contraffatto carte ufficiali di un bando di accoglienza profughi. Il sospetto della Procura di Padova è che i due abbiano presentato falsi documenti al comune di Due Carrare, nel padovano, dove la cooperativa si è aggiudicata il bando Sprar 2016, cioè la gestione del sistema di protezione per i richiedenti asilo. Nel mirino degli inquirenti è finita una convenzione tra la Prefettura di Padova e la cooperativa che porta la data del 6 gennaio 2014 (giorno dell'Epifania) con decorrenza dall'8 gennaio 2014.

Un documento fondamentale per la partecipazione della cooperativa al bando Sprar dato che uno dei requisiti per l'ammissione è l'esperienza continuativa nell'accoglienza pari a due anni e un giorno. Ma Ecofficina comincia a ospitare i primi profughi l'8 maggio 2014, dopo che l'allarme migranti a Padova scatta il 17 febbraio 2014. Che motivo c'era di firmare una convenzione a gennaio? La convenzione che risulta depositata in Prefettura, inoltre, è firmata il 14 maggio 2014 con decorrenza dall'8 maggio 2014. Due documenti quindi identici, a parte la data che è la discrepanza rilevante, e che hanno anche lo stesso codice di identificazione ma evidentemente una delle due carte è falsa. In sostanza la convenzione presentata da Ecofficina per partecipare al bando discosta da quella depositata in Prefettura. I Carabinieri giovedì mattina sono andati in Prefettura a Padova e si sono fatti consegnare tutta la documentazione per le indagini. Prelevate e acquisite poi, in municipio a Due Carrare, le fotocopie degli atti relativi al bando di gara. Perquisite le abitazioni di Battocchio e Borile e sequestrati computer, file, corrispondenza e schede. Ora si tratterà di capire se la cooperativa può ancora lavorare con la pubblica amministrazione.

Non è la prima volta che finisce sotto indagine. Un mese fa la Procura di Rovigo, come riporta Il Mattino di Padova, ha aperto un'inchiesta per truffa aggravata ai danni dello Stato e maltrattamenti a carico di Battocchio e Sara Felpati (moglie di Simone Borile) per dei fatti avvenuti nel 2014 in un centro di accoglienza a Montagnana, nel padovano. Intanto ieri in serata la nota della Prefettura di Padova dove si attesta che «è emersa la difformità dell'atto in possesso del Comune di Due Carrare rispetto a quello effettivamente sottoscritto». Insomma una spirale che rischia di inghiottire uno dei grandi imperi dell'accoglienza

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.