Dortmund, tre esplosioni contro il bus del Borussia

Calciatore colpito da schegge di vetro, ordigni scoppiati mentre il pullman stava portando la squadra allo stadio

Si è temuto un attentato jihadista, anche se al momento le autorità tedesche hanno preferito mantenere il massimo riserbo non escludendo a priori anche il gesto di un gruppo di hooligans. Quello che si sa con certezza riguarda le tre esplosioni che hanno investito l'autobus che stava trasportando i giocatori del Borussia Dortmund verso lo stadio Signa Iduna Park per la sfida di Champions League contro il Monaco. Le prime e frammentarie notizie rivelano di materiale esplosivo sistemato sulla strada che dall'hotel porta all'impianto sportivo, percorso certamente noto un po' a tutti. Lo stesso più volte coperto dal pullman della squadra tedesca in occasione delle partite casalinghe di Bundesliga. Le esplosioni sono avvenute a circa 10 chilometri allo stadio, provocando per fortuna solo molto spavento, e il ferimento lieve di un giocatore della comitiva renana, il difensore catalano Marc Bartra.

Sul posto sono intervenuti sia gli uomini della polizia sia quelli dell'antiterrorismo per verificare la gravità dell'episodio. Dopo poco più di mezz'ora il ministro degli Interni de Maiziere ha comunicato ai rappresentanti dell'Uefa, il massimo organismo calcistico europeo, di rinviare la partita a oggi (alle 18.45) per ragioni di sicurezza. «È una decisione a titolo precauzionale - si legge in una nota - ma la nutrita presenza di tifosi sarebbe stata difficile da gestire per le forze dell'ordine in un momento così delicato e incerto».

La prima nota ufficiale di quanto accaduto è arrivata dal direttore sportivo del Borussia, Michael Zorc, che ha parlato di un giocatore ferito, Bartra appunto, ricordando che «tutti gli atleti e lo staff si trovano in sicurezza. Il nostro tesserato è stato ricoverato in ospedale per ferite di lieve entità alle braccia dovute all'esplosione dei vetri del pullman. Siamo sotto choc e attendiamo che le autorità facciano chiarezza su quanto avvenuto. Bartra verrà dimesso presto, e sarà assistito da uno psicologo».

Il Borussia al tempo stesso ha invitato i 40mila tifosi presenti allo stadio a non abbandonare la struttura, di mantenere la calma, fino a quando poi le forze di polizia hanno organizzato l'uscita ordinata dallo stadio sia ai sostenitori del Borussia che alla piccola rappresentante monegasca presente al Signa Iduna. L'evacuazione dello stadio è avvenuta in maniera molto serena.

Si sono innescate anche scene di fair play e vicinanza tra le tifoserie dei due club. I sostenitori della squadra del Principato hanno infatti iniziato a intonare «Dortmund, Dortmund» dopo l'annuncio delle esplosioni avvenute vicino al bus dei giallo-neri. Il gesto è stato accolto con un applauso dall'intero stadio. Sul suo account ufficiale il Borussia Dortmund ha ringraziato i fan del Monaco per la pazienza, la comprensione e i cori.

Come accennato tutte le piste restano aperte: sia quella probabile di un regolamento di conti tra il club e la parte più irredentista degli ultras, riconducibile alla frangia denominata «Muro Giallo» sia una possibile azione jihadista. La seconda ipotesi tiene conto anche della presenza nel Borussia di giocatori musulmani (come i turchi Sahin e Mor e il mauritano Dembelé) che avrebbero «tradito» i valori islamici non pagando la zakat, la quota di beneficenza prevista dal Corano.

La vicenda ha anche dato vita a gesti di solidarietà, come quelli di Stoccolma dopo l'attacco col camion in centro. Su twitter è stata infatti lanciata la campagna #bedforawayfans che ha offerto un letto per passare la notte ai fan venuti da fuori a Dortmund per seguire il match di Champions League e costretti a fermarsi un giorno in più in città.