"Istigazione a delinquere" per il mediatore pro-violenze

«Siamo delle gocce che possono diventare oceano». Si raccontano così Manola Sambo e le altre adesso che sanno di avere in sé la forza sublime degli uragani di William Turner. Erano donne stanche fino a ieri, stanche di lottare contro «la reticenza della politica» e deluse «dall'assordante silenzio del presidente della Camera Laura Boldrini sugli stupri di Rimini». Poi sono arrivate le parole choc dell'ex mediatore culturale Abid Jee che, all'indomani delle violenze, commentava su Facebook: «Lo stupro è peggio solo all'inizio, poi la donna diventa calma ed è un rapporto normale». Così si sono rimboccate le maniche e chissà se all'inizio si credevano davvero capaci di scatenare un'inesorabile «onda rosa». In poche ore, infatti, sono incredibilmente riuscite a chiamare a raccolta centinaia di persone. E così adesso il signor Abid jee è indagato per istigazione a delinquere. Il web non è un luogo al di sopra della legge.

Tutto è cominciato dalla nascita del gruppo Facebook «Dalla parte delle donne» e da un post nel quale esortavano gli iscritti a denunciare l'ex mediatore culturale che, in relazione al suo sconvolgente commento, è indagato per istigazione a delinquere. «Con la presente si legge nell'appello di Manola vi comunichiamo che, in base al propagarsi di aggressioni e stupri nei confronti delle donne, in riferimento al post del mediatore culturale Abid Jee della cooperativa di Bologna e al mancato atto di difesa da parte del presidente della Camera Laura Boldrini, abbiamo formato a livello nazionale un gruppo di donne, sostenuto anche da uomini, decidendo di presentare per ogni singola persona un esposto denuncia».

Sul tavolo della Procura di Bologna è già arrivata la prima denuncia, quella di una donna di Reggio Emilia. Ma non è la sola. «Più di 700 persone spiega Manola hanno già aderito all'iniziativa».

Sul gruppo si rincorrono i post di chi si è immortalato con il prestampato della denuncia. «Inoltre prosegue presto organizzeremo una manifestazione a difesa di tutte le donne vittime di violenza per risvegliare la coscienza delle istituzioni e chiedere che il reato di stupro sia punito con la massima condanna penale e la castrazione chimica».