L'America riapre: intesa sullo shutdown

Accordo bipartisan con i democratici. E Trump parte per il forum di Davos

New York - Democratici e repubblicani depongono temporaneamente le armi e trovano un accordo bipartisan in Senato per porre fine allo shutdown, il congelamento delle attività federali non essenziali che era in corso da tre giorni. «Votiamo oggi per la riapertura del governo», ha detto il leader della minoranza dem al Senato, Chuck Schumer, precisando che «lo shutdown di Trump», come lo ha definito, «finirà presto, ma c'è molto lavoro da fare». Schumer ha ribadito ancora una volta la responsabilità del Grand Old Party, e del presidente Donald Trump in particolare, per il mancato accordo nei giorni scorsi, assicurando che il destino dei dreamer sarà oggetto di discussione «immediata». A sbloccare la situazione è stata proprio la promessa dal leader della maggioranza repubblicana, Mitch McConnell, di affrontare da subito il nodo sul Daca, il programma per i circa 700 mila immigrati arrivati negli Usa da bambini con genitori illegali. Il disegno di legge, che finanzierà il governo fino all'8 febbraio (con il contestuale impegno di McConnell di indire una votazione sull'immigrazione prima di quella data) è passato con 81 voti a favore e 18 contrari.

In queste ore dovrebbe ottenere il via libera anche alla Camera (dove era stato approvato pure lo scorso venerdì), e poi la firma di Trump. Il Commander in Chief, in un comunicato, si è detto «lieto» che i democratici «siano rinsaviti». «Credo abbiano realizzato che la loro posizione era indifendibile - ha detto la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders - e che dovevano permettere di finanziare i nostri militari e la difesa delle frontiere». Quindi ha precisato come per Trump la riapertura del governo fosse una priorità. Ma ha anche sottolineato che il tycoon è aperto ad un accordo sull'immigrazione solo se sarà «buono per il Paese». Sul fronte dell'Asinello, invece, il senatore democratico del Delaware, Chris Coons, si è detto «incoraggiato dall'impegno di McConnell», mentre altri hanno motivato la decisione di accettare l'accordo perché in questo modo ci sono più possibilità di negoziato piuttosto che continuando sulla strada del muro contro muro. Tra i contrari, invece, ci sono gli esponenti dell'ala più progressista, come il senatore del Vermont Bernie Sanders e la collega del Massachusetts Elizabeth Warren.

Il blocco del governo federale ha fatto slittare la partenza della delegazione Usa - guidata dal segretario al Tesoro Stephen Mnuchin e dal segretario al Commercio Wilbur Ross - per il World Economic Forum di Davos, e messo a rischio la partecipazione del presidente Trump, che a meno di problemi dell'ultimo minuto dovrebbe parlare venerdì, ultimo giorno dei lavori. Intanto, con l'intesa raggiunta in Senato per la fine dello shutdown, Wall Street vola a nuovi record: il Dow Jones sale dello 0,27% a 26.141,34 punti, il Nasdaq avanza dello 0,70% a 7.387,25 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,49% a 2.823,95 punti.

Commenti

Giovanmario

Mar, 23/01/2018 - 14:01

contrariamente al mio commento di qualche giorno fa, mai pubblicato.. ora posso dire con soddisfazione che i dem americani sono molto diversi dai nostri sinistroidi.. quando mai questi ultimi, per il bene del paese.. si sarebbero ricreduti sul principio "tanto peggio tanto meglio" di cui si sono nutriti per vent'anni..