Mr Chili e quell'apertura per smorzare la fronda

La premessa, d'obbligo, è che chiunque in Forza Italia o nel centrodestra si sia avvicinato alle primarie è finito poi con il rimanerci scottato. Il caso che potremmo definire «di scuola» è quello di Angelino Alfano, che tanto si era esposto sulla questione da ritrovarsi infine a fare i bagagli e lasciare Forza Italia. Certo, rispetto al 2013 lo scenario oggi è completamente diverso. Per una serie di ragioni, politiche e non solo. E dunque non è possibile fare davvero raffronti con il passato.

Quel che è certo, però, è che l'apertura di Stefano Parisi all'ipotesi delle primarie è una sorta di mano tesa alla corposa fronda che si è andata creando in queste settimane sia dentro che fuori Forza Italia. Chi non vede di buon occhio il mandato di rilanciare l'area di centrodestra che Silvio Berlusconi ha affidato al fondatore di Chili Tv non perde infatti occasione per puntargli il dito contro, ripetendo come fosse un mantra che «non esistono leader calati dall'alto». Sorvolando sul fatto che buona parte di quelli che oggi teorizzano investiture dal basso sono arrivati negli anni ai vertici di Forza Italia proprio perché indicati da Berlusconi, non c'è dubbio che quello delle primarie è oggi un tema sul tavolo. Non tanto tra gli azzurri, quanto nel resto del centrodestra. Le chiede Matteo Salvini per la Lega, le invoca Giorgia Meloni per Fratelli d'Italia e le vorrebbe anche Raffaele Fitto dei Conservatori liberali. Così, che a domanda espressa - «se domani ci fossero le primarie del centrodestra lei si candiderebbe?», gli avevano chiesto sabato durante un incontro pubblico a Montalto Marina - che Parisi si sia limitato a un «sì» è già di per sé un segnale distensivo. Soprattutto in considerazione del fatto che sul punto Berlusconi non ha certo cambiato idea. È un modo per non sbattere la porta alle legittime richieste che arrivano dallo schieramento che Parisi vorrebbe rilanciare a partire dalla convention che sta organizzando per settembre.

È la dimostrazione che l'ex candidato sindaco di Milano vuole muoversi con prudenza, senza dare adito a polemiche interne che non farebbero altro che logorarlo. Non è un caso che scorrendo le agenzie delle ultime settimane non ci sia una sola replica di Parisi alle decine e decine di critiche che gli arrivano da dentro e fuori Forza Italia.

Commenti
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salrandazzo

Mar, 16/08/2016 - 10:55

Beh, signori, bisogna decidersi. Accettare o no la democrazia? Per farla semplice: le elezioni primarie replicano a livello di partito o di coalizione il meccanismo delle elezioni politiche. Nelle primarie l'elettore sceglie i candidati proprio come nelle politiche l'elettore sceglie la sua parte politica. Nel metodo democratico ci si crede o non ci si crede. Per quale motivo il metodo democratico dovrebbe valere per la scelta dei parlamentari e del governo e non per la scelta dei candidati? Forse, pensateci, manca la fiducia nella capacita degli elettori di scegliere i propri rappresentanti. E manca la fiducia nella capacità degli eletti di rappresentare gli interessi degli elettori. In realtà mi pare che abbiate fiducia solo nel capo. Lui solo, gli altri non valgono niente. E questa non è proprio la fotografia della democrazia.