Vendevano verdetti a 5mila euro. Presi altri due giudici tributari

Si allarga l'inchiesta milanese, nuovi arresti. La cricca aggiustava sentenze in cambio di mazzette. Il mercato svelato dai messaggi conservati al computer

Milano - Spudoratamente e spensieratamente, si raccontavano per mail l'andazzo delle camere di consiglio «aggiustate» a suon di euro: «Ho dovuto lottare, tenere a bada l'aggressività picchiosa del rappresentante dell'ufficio, la testardaggine del giudice relatore». Così la cricca della giustizia tributaria celebrava i suoi successi, con messaggi rimasti nei computer: e che ieri a Milano spediscono agli arresti altri due magistrati, accusati di avere incassato tangenti - modeste e quasi miserabili nel loro importo - per decidere sui ricorsi contro l'Agenzia delle entrate.

L'indagine partita il 17 dicembre con l'arresto del primo giudice, Luigi Vassallo, non accenna a placarsi. Dopo Vassallo era finita in galera la sua collega Marina Seregni, ora tocca a Luigi Pellini e Gianfranco Vignoli Rinaldi, in servizio rispettivamente presso la commissione tributaria regionale e provinciale. Ma nelle carte asciutte dell'ordinanza di custodia a finire sotto accusa è l'intero sistema della giustizia tributaria, doppio lavoro ben retribuito per giudici di professione, avvocati, commercialisti: che in queste vicende si fanno passare sotto il naso un mercato a cielo aperto delle sentenze. Per scoperchiare il tombino è servita dapprima la denuncia di uno studio legale, che a dicembre permise l'arresto di diretta di Vassallo con una tangente di 5mila euro: nella sua cassetta di sicurezza erano poi saltati fuori 267.250 euro in contanti, separati e catalogati mazzetta per mazzetta. Ma poi è arrivata la gola profonda: Mirella Orbani, da ventott'anni segretaria di Vassallo, che ha messo nero su bianco gli episodi cui le era toccato assistere. «Invernizzi (anche lui arrestato, ndr) venne in studio con una busta contenente 60mila euro in contanti (...) ricordo che erano tutte banconote da 500 euro». Del malloppo, Vassallo (che secondo il mandato di cattura aveva una pubblica e notoria fama di «aggiusta processi») ai suoi colleghi incaricati della sentenza distribuiva poi le briciole: 5mila euro a testa in buste intestate dentro i cesti natalizi. C'è da dire si prendeva anche «la briga» di preparare la sentenza favorevole che poi veniva materialmente stesa dai colleghi. I quali si preoccupavano di inoltrargli il provvedimento finale prima ancora che venisse depositato. Nello studio di Vassallo viene trovata la bozza di lavoro della sentenza a favore di Invernizzi, con la firma di un solo giudice e senza i timbri del protocollo.

A fare da tramite c'era pure un ex finanziere, Agostino Terlizzi, indagato a piede libero. E a colpire è la spensieratezza, il senso di impunità con cui i giudici della cricca si muovevano (agli atti c'è persino un pranzo a tre tra Vassallo, Pellini e l'imprenditore in cerca di aiuto), testimoniata anche dal materiale trovato senza sforzo dalla Gdf nello studio del giudice regista dei verdetti comprati. Tra l'altro c'è l'elenco dei componenti di tutte le sezioni della commissione tributaria, con evidenziati quelli destinati a occuparsi delle cause care agli amici: un asterisco per il presidente Gabriella D'Orsi, che non si accorgerà della combine; un doppio asterisco per il relatore, il ragionier Rigoldi, che cercherà in ogni modo di opporsi; una croce per il giudice Vignoli Rinaldi, quello che in camera di consiglio eseguirà alla lettera i suggerimenti della cricca.

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Commenti

cgf

Mar, 15/03/2016 - 08:55

keskifo

volo_basso

Mar, 15/03/2016 - 09:42

Solo qualche granello di polvere è venuto alla luce. Dovesse uscire il resto, pochissimi rimarrebbero indenni , puliti . Ma è auspicabile che questo si avveri per poter aprire le porte del lavoro, accessibile agli onesti .

senzasperanza

Mar, 15/03/2016 - 09:54

giustizia,ah ah ah ah ah ah ah. paese di cioccolatai

pagu

Mar, 15/03/2016 - 09:57

Luridi schifosi, meglio una tonnellata di letame in casa, che vicino a queste merde. Al solito non gli succederà nulla.

Ritratto di pedralb

pedralb

Mar, 15/03/2016 - 10:28

Un colpo in testa sulla pubblica piazza....e che sia da monito. SE CERCATE UN VOLONTARIO CI SONO!!!!

Ritratto di manasse

manasse

Mar, 15/03/2016 - 13:27

e chi blatera di combattere l'evasione fiscale dove vive? possibile che quelli che sanno TUTTO in questi casi non sanno una mazza o sono conniventi,la magistratura così solerte con i POVERI cittadini non si accorge di avere serpi in seno o sono tutti insieme APPASSIONATAMENTE mah

Ritratto di geco

geco

Mar, 15/03/2016 - 17:52

La parzialità per: la politica,la venialità,l'avidità,l'onnipotenza ci hanno regalato il più "bel" corpo giuridico del pianeta.