La “damnatio memoriae” di Michael Jackson

Le reazioni al documentario Leaving Neverland su Michael Jackson

Nel diritto romano la damnatio memoriae indicava la pena della cancellazione di qualsiasi traccia riferibile ad una persona, come se essa non fosse mai esistita o, peggio ancora, come se fosse stata cancellata perché troppo infamante per il contesto.

Come per gli imperatori anche Michael Jackson “re del pop” deve fare i conti con inciuci, dossier e documentari post mortem. In tal caso la goccia che ha fatto traboccare il vaso è Leaving Neverland. Il Documentario della HBO, andato in onda anche in Italia questo mese in due puntate su canale nove, è una scandalosa testimonianza di due persone, bambini al tempo dei fatti, che hanno vissuto a stretto contatto con Jacko: dapprima lavorando con la star, poi, diventati grandi amici, venivano assorbiti dalle sue manie sessuali, usati come oggetti di piacere per soddisfare i suoi capricci.

Dalla messa in onda del documentario le reazioni sono state immediate. Il Children's Museum di Indianapolis ha deciso di togliere i cimeli di Michael Jackson: il cappello di feltro, un guanto e un poster dell’artista dalle collezioni presenti nell’area riservata ai personaggi che hanno fatto la storia del pop Americano. Il museo, tuttavia, ha ritenuto opportuno lasciare, invece, una grande foto di Jacko che fa parte di una mostra particolare per un giovane malato di AIDS fan appassionatissimo della star.

Sebbene molti si interroghino sulla veridicità dei fatti narrati dalle presunte vittime, oltre al museo di Indianapolis drastiche decisioni sono state prese anche in altri settori. Nel cartone animato I Simpson l’episodio "Stark Raving Dad", in cui Jacko aveva dato la sua voce a un personaggio, è stato ritirato per sempre; mentre nel settore della moda è stata sospesa dalla distribuzione della nota casa francese Louis Vuitton la collezione esplicitamente ispirata a Michael Jackson

La damnatio memoriae rimane una pratica vetusta e crudele soprattutto se accompagnata, come accadeva fisiologicamente nell’impero romano, dall’ Abolitio Nominis ovvero la cancellazione di quella parte di nome da tramandare ai figli.

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