Oscar, l'Academy ci ripensa, i premi saranno tutti in diretta

Dopo le vibranti proteste dei giorni precedenti, l'Academy ha deciso di fare marcia indietro sulla sua decisione di tagliare la proclamazione di quattro categorie degli Oscar dalla diretta televisiva

Marcia indietro dell'Academy in merito alla cerimonia di assegnazione del Premi Oscar 2019, in programma il prossimo 24 febbraio, sulla quale nei giorni scorsi molti avevano polemizzato per via di alcune discutibili scelte organizzative. In un allusivo messaggio pubblicato ieri su Twitter (il quale recita: "A nove giorni dalla messa in onda stiamo ancora modificando la sceneggiatura") L'Academy of Motion Picture Arts and Sciences, organizzazione che gestisce la cosiddetta Notte degli Oscar, ha annullato la sua precedente decisione di proclamare 4 dei 24 premi durante le pause pubblicitarie. Una mossa che cercava di rendere più breve - stando al di sotto delle 3 ore di durata - l'intera cerimonia per chi la segue in diretta da casa e di scongiurare così il costante calo degli ascolti televisivi che da anni ormai colpisce la serata. Nel comunicato diffuso dall'Academy lunedì scorso veniva infatti annunciato che i premi riguardanti la miglior fotografia, il miglior montaggio, il miglior trucco ed il miglior cortometraggio sarebbero stati trasmessi in differita all'interno di un breve segmento della trasmissione.

Una decisione che sul momento suscitò forti critiche e contestazioni, anche tra gli stessi registi nominati per la premiazione come Alfonso Cuaròn, autore di Roma e in corsa con 10 candidature, e Spike Lee che invece gareggia con il suo BlacKkKlansman. La polemica è riuscita a smuovere persino l'American Society of Cinematographers, che mercoledì scorso ha pubblicato una lettera di protesta - firmata tra gli altri da Martin Scorsese, Brad Pitt e Robert de Niro - in cui si definisce la scelta dell'Academy un insulto all'arte del cinema e dove viene detto inoltre che: "Quando i riconoscimenti nei confronti di chi è responsabile della creazione di prodotti cinematografici eccezionali vengono sminuiti dalla stessa istituzione che dovrebbe proteggerli, allora vuol dire che non si sta più perseguendo lo spirito dell'Academy di celebrare il cinema come forma d'arte collaborativa".

Quello sulla gestione della cerimonia non è però il primo ostacolo in cui l'Academy è incappata durante la preparazione degli Oscar 2019. L'ipotesi ventilata lo scorso agosto di istituire un premio come miglior film blockbuster venne infatti subito cestinata a causa delle vibranti proteste mosse da tutto il circuito cinematografico, mentre il presentatore designato per condurre la trasmissione - il comico Kevin Hart - fu costretto a rinunciare alla sua partecipazione a causa di alcuni suoi presunti tweet omofobi risalenti a nove anni prima per i quali si era categoricamente rifiutato di scusarsi, lasciando cosi la Notte degli Oscar priva di conduttore per la prima volta in novantun'anni.

A cercare di chiarire le motivazioni di tutte queste discutibili modifiche della tradizione degli Oscar ci ha pensato tuttavia la celebre truccatrice Lois Burnwell, vincitrice dell'Oscar al miglio trucco per Braveheart e membro del consiglio di amministrazione dell'Academy, che nella giornata di venerdì le ha definite come un processo evolutivo, affermando: "Quando hai a che fare con qualcosa di creativo, sai dove inizierà il tuo viaggio ma non dove andrà a finire. A volte ti troverai ad affrontare situazioni che all'apparenza non funzionano per cercare di capire cosa invece funziona. Quindi c'è sempre una sorta di imbarazzo quando ci si accorge che qualcosa non va e si dice "Oh no, è stato un errore", ma un errore è qualcosa da cui si può sempre imparare per poter fare meglio".