Gloria e galera, compie 70 anni l'uomo che spaccò l'America

OJ Simpson fu assolto per l'omicidio della moglie ma quel processo ha fatto epoca. La sua fuga in auto dopo il delitto e il verdetto incollarono il Paese alla tv. Ora sta scontando 33 anni per rapina

Quello di OJ Simpson, che oggi compie 70 anni, nell'estate del 1994 fu un dramma americano che divenne rapidissimamente un fumettone globale, anche se all'epoca internet era utilizzato da poche migliaia di persone e non esistevano i social media. Tale fu la forza di una vicenda che coagulava una serie impressionante di temi e prospettive tanto accattivanti quanto morbose. A partire ovviamente dalla notorietà di Simpson: ex campione di football americano, attore, protagonista di celebri pubblicità televisive.

I fatti: a mezzanotte e 10 del 13 giugno 1994 vennero ritrovati i cadaveri della moglie separata di Simpson, Nicole Brown, e di un cameriere, Ron Goldman, al di fuori del residence di un quartiere di Los Angeles dove abitava la Brown. OJ fu presto il primo indiziato, per le circostanze dei delitti, per il ritrovamento di guanti insanguinati nel giardino della sua abitazione e per la storia di contrasti con la Brown che nel 1989 avevano anche portato a una denuncia per maltrattamenti.

Simpson era partito la sera prima per Chicago ma prima di andare in aeroporto avrebbe potuto compiere il delitto, particolarmente atroce per modalità e spargimento di sangue, e al ritorno, invitato dai suoi avvocati a costituirsi, scelse invece di scappare trasformando involontariamente la sua fuga in una scena indimenticabile dal punto di vista televisivo: quella della Ford Bronco bianca di Simpson, guidata dall'amico Al Cowlings - curiosità: Cowlings era stato a Milano alcuni anni prima, ad accompagnare in visita un altro grande campione, Marcus Allen - che procedeva a neanche 60 chilometri all'ora sulle autostrade di Los Angeles, seguita da una sfilza di auto della polizia alla medesima velocità, per evitare tragedie dato che OJ aveva con sé una pistola.

I due poi tornarono poi a casa e in modo pacifico Simpson si costituì. Il processo successivo, tuttora il più pubblicizzato degli ultimi 50 anni in America, portò il 3 ottobre del 1995 al verdetto di non colpevolezza, accolto con emozione da oltre 100 milioni di telespettatori. Non colpevole perché le prove, pur numerose, non erano state convincenti. E l'America, già divisa in due durante il processo, si spaccò ancora di più. Grosso modo gli afroamericani esultarono ritenendo OJ vittima di una persecuzione, tutti gli altri ci rimasero male.

In quei diciotto mesi del resto la notorietà di Simpson era esplosa, in un senso o nell'altro. Quello che a lungo era stato ritenuto un afroamericano perfettamente inserito nella parte di mondo che contava dominato dai bianchi, per via della personalità esuberante, del sorriso accattivante e delle sue frequentazioni, culminate nel matrimonio con la bionda Nicole, era diventato il simbolo involontario di una lotta sempre meno sotterranea e sempre più palese tra due visioni della realtà. Sulla vicenda, non per nulla, sono stati scritti libri originati dalle prospettive più diverse: e tutti hanno avuto necessità di un'appendice multipla, perché la vicenda Simpson è proseguita in modo controverso.

La famiglia di Goldman - che si era apparentemente trovato per caso nei pressi del cancello di casa Brown, avendo riportato alla signora occhiali da sole dimenticati al ristorante dove lavorava - fece causa civile a OJ vincendola a botte di milioni di dollari. E dopo altre situazioni poco edificanti sul piano etico e giudiziario, il 3 ottobre del 2008, incredibilmente a 13 anni esatti di distanza da quell'assoluzione, Simpson fu dichiarato colpevole di un fatto avvenuto a Las Vegas il 13 settembre del 2007: l'irruzione di un gruppo di uomini armati, da lui guidati, in una stanza di hotel dove erano conservati oggetti appartenuti a OJ stesso. Vicenda in parte oscura ma che gli è costata carissima, visto che è stato condannato a 33 anni di carcere per rapina e sequestro di persona. Dal carcere del Nevada, però, potrebbe uscire tra non molto: il 20 luglio è in programma l'udienza per decidere sulla libertà vigilata, e in caso di esito positivo potrebbe usufruirne già da ottobre.

Ma l'OJ Simpson del 2017 non sarà più Oj Simpson di prima: quello che col soprannome di The Juice (Il succo: OJ è anche il colloquiale di orange juice cioè succo di frutta, e si usa in gergo anche per indicare chi è particolarmente ricco di energia) correva con la palla per i campi di football della Nfl stabilendo record e si esibiva in film e pubblicità televisive bucando lo schermo col suo sorriso e la sua aria scanzonata. Quel 3 ottobre 1995 ha rotto qualcosa per sempre, e c'è tanta America che da allora si è stancata di perdonare sempre.

Commenti
Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Dom, 09/07/2017 - 20:27

La commedia continuò con i casini in cui sono coinvolti gli yankees in varie parti del mondo ... il paese delle mille e una notte, Alì Babà e i quaranta squartatori e i volontari prezzolati a cavallo della mezzaluna,