Piqué: "Non voglio lasciare la Spagna. Assurdo mettermi in discussione"

Dopo il caos dei giorni scors Piqué ha voluto spiegare le proprie ragioni: "Sono qui da 15 anni, considero questa squadra come la mia famiglia: sono orgoglioso di essere nella selezione spagnola"

Il referendum per l'indipendenza della Catalogna ha messo in ginocchio la Spagna. Il tema resta vivo nella penisola iberica ed ha toccato anche il calcio. Sergio Ramos, infatti, nei giorni scorsi aveva bacchettato Gerardi Piqué che aveva espresso parere positivo circa la questione della Catalogna indipendente: "Ognuno di noi è libero di dire ciò che pensa, sebbene come capitano devo preoccuparmi dell'atmosfera della Nazionale e Gerard sapeva cosa stava facendo. Questa cosa potrebbe causare un frattura nella squadra una settimana prima delle due cruciali partite di qualificazione ai Mondiali di Russia 201. Il tweet non è stata la cosa migliore se non vuole essere fischiato".

I tifosi della Spagna, due giorni fa, hanno fischiato e insultato Piqué al campo di allenamento della nazionale spagnola a Madrid. Il difensore del Barcellona, però, ha voluto prendere parole in una conferenza stampa organizzato per spiegare le sue ragioni: "Non ho niente contro la Spagna: non è il mio caso, ma un indipendentista può giocare in Nazionale. È assurdo mettere in dubbio il mio impegno in Nazionale. Sono qui da 15 anni, considero questa squadra come la mia famiglia: sono orgoglioso di essere nella selezione spagnola e i dubbi nei miei riguardi mi offendono. Non lascio la Nazionale. Farlo significherebbe dare ragione a chi mi fischia e non gliela darò vinta. Sono indipendentista? Questa è una domanda da milioni di dollari alla quale non risponderò. Sono cittadino del mondo e gioco a calcio. I miei figli sono colombiani, libanesi e catalani".

Commenti

cgf

Mer, 04/10/2017 - 14:46

si provi a pensare quando calerebbe il cartellino di Piqué se non fosse più convocato in Nazionale... altro che amor patriottico.