Spagna, che figura. Rischia le penne sullo stretto

Il Marocco, già eliminato, gioca "il derby" all'arma bianca. Aspas nel finale evita la sconfitta

Missione compiuta, ma quanta fatica. La Spagna si qualifica per gli ottavi di finale ma contro il Marocco, non certo una potenza del calcio mondiale, soffre tantissimo, pareggia solo nel finale ma dovrà riflettere parecchio. Passa anche come prima e se la vedrà con la Russia padrona di casa, grazie al mezzo suicidio del Portogallo. Ma per andare avanti dovrà fare molto di più e scrollarsi di dosso quel possesso di palla molto bello ma a tratti del tutto inutile, specie se il puntero Diego Costa è in giornata no.

Sin dai primi minuti si capisce che per la Spagna non sarebbe stata una passeggiata. Il Marocco, reduce da due sconfitte di misura, non ci sta affatto a fare lo sparring partner. Anzi, è una squadra avvelenata, dura, fastidiosa, che mette voglia e grinta in ogni giocata come se fosse ancora in lotta per un traguardo importante. A volte anche esagerando. Un dato su tutti: quattro cartellini gialli a giocatori marocchini nella prima mezz'ora di gioco.

Fatto sta che con le buone o con le cattive il Marocco c'è e al 14' passa in vantaggio. Leggerezza in mezzo al campo tra Iniesta e Ramos, Boutaib ruba palla e a tu per tu con De Gea non sbaglia. L'illusione dura soltanto cinque minuti, grazie a un'azione tipicamente da Spagna. Passaggi su passaggi in stile rugbistico con palla portata avanti a suon di tiki taka palla a terra e finalizzata da Iniesta che la mette morbida per Isco: botta da pochi passi e pareggio in cassaforte.

Ti aspetti una Spagna pronta a chiudere il discorso ma al 24' è ancora Boutaib, faccia a faccia con De Gea, a far tremare la Roja ma questa volta il portiere riesce a respingere. Il tiki taka spagnolo è sempre il solito ma la sensazione è che questa volta sia più concreto e più veloce. Merito, soprattutto, di un monumento del calcio mondiale come Andres Iniesta. Altro che bollito. L'ormai ex Barcellona è una delizia per la vista e ogni volta che accelera, con quella capacità tutta sua di nascondere il pallone, crea superiorità numerica e occasioni da gol.

Ma è solo una sensazione perché nella ripresa la Spagna rallenta il ritmo e il Marocco sfiora subito il vantaggio. È il 10' quando Amrabat si inventa una botta dal limite di esterno destro con la palla che quasi si incastra sotto l'incrocio dei pali ritornando in campo. Brividi per la Spagna che reagisce ancora con Isco, questa volta di testa, ma Saiss è bravissimo a salvare proprio sulla linea.

Poca concretezza, poche occasioni e Hierro cambia. Fuori Diego Costa per Iago Aspas, fuori anche Thiago per Asensio per una Spagna ancora più volta al palleggio. Ma a 9' dalla fine lo stacco imperioso di En-Nesyri, entrato da una manciata di minuti, manda in estasi il Marocco e mette alle corde la Spagna. Ci vuole una zampata di tacco di Iago Aspas nel finale, con la benedizione del Var, per regalare il pari tra le polemiche. La Spagna vince il girone ma ha poco da esultare. Avanti piano, pianissimo e con un gioco troppo monotematico. Così non si arriva in fondo.