La strage in Norvegia Il razzismo è l'altra faccia del multiculturalismo

Dietro all’estremismo dei neonazi o alla jihad la stessa volontà di prevaricazione. Se si vuole fermare l’odio l’Europa deve mettere fine alla politica delle porte aperte<br />

La nostra condanna è netta e totale della doppia strage che ha massacrato oltre 90 norvegesi e ha fatto sprofondare in un devastante lutto un’intera nazio­ne. Nessuna giustificazione e nessuna attenuante per il terrorismo di qualsivoglia risma che viola la sa­cralità della vita di tutti, perseguendo l’imposizione del proprio pote­re attraverso l’uso della violenza. Non sappiamo ancora se en­trambi gli attentati di Oslo e Utoya abbiano la stessa matrice.

L’unica certezza è l’arresto di un trenta­duenne norvegese, Anders Behrin Breivik, qualificato come un «fon­damentalista cristiano », che trave­stito da poliziotto ha commesso lo sconvolgente massacrosull’isola di Utoya. In precedenza la potente esplosione che ha devastato il quar­tiere governativo nel centro di Oslo era stata rivendicata dai sedicenti Ansar al Jihad al Alami (Seguaci della Guerra santa islamica globa­le). Ammettiamolo: in un primo tempo quando la pista islamica sembrava avvalorata, tutti ci senti­vamo come rincuorati, probabil­mente perché condividiamo la consapevolezza che questo gene­re di odiosi crimini contro l’umani­tà appartiene quasi naturalmente a dei fanatici votati a imporre con la forza ovunque nel mondo la sot­tomissione ad Allah e la devozione a Maometto.

Mentre quando è sta­to arrestato e abbiamo visto il volto di un norvegese che sulla propria pagina di Facebook si presenta co­me «conservatore, di fede cristia­na, ama la musica classica e i video­giochi di guerra », siamo stati come colti dal panico. Perché per noi il cristianesimo è inconciliabile con la pratica della violenza finalizzata ad uccidere il prossimo, indipen­dentemente dalla diversità di et­nia, fede, ideologia o cultura.

La verità è che sia il terrorismo islamico sia quello neonazista, si fondano sulla supremazia della razza o della religione, nel caso di Anders Behrin Breivik indicata co­me «cristiana»,si equivalgono nel­la loro divisione faziosa dell’uma­nità dove loro, detentori di una veri­tà assoluta che deve essere impo­sta con la forza, condividono sia il principio che chi non la pensa co­me loro non ha diritto di esistere sia la pratica della violenza per la re­alizzazione dei loro obiettivi. La dif­ferenza sostanziale è che mentre gli islamici che uccidono gli «infe­deli » sono legittimati da ciò che ha ordinato loro Allah nel Corano e da quanto ha fatto Maometto, i cristia­ni che uccidono per qualsivoglia ra­gione lo fanno in flagrante contra­sto con ciò che è scritto nei Vangeli.

Quanto alla causa di fondo di questi barbari attentati, essa risie­de nell’ideologia del razzismo che, nel caso specifico dell’Occidente che s’ispira alla fede cristiana,è l’al­t­ra faccia della medaglia del multi­culturalismo. Razzismo e multicul­turalismo commettono l’errore di sovrapporre la dimensione della religione o delle idee con la dimen­sione della persona. L’ideologia del razzismo si fonda sulla tesi che dalla condanna della religione o delle idee altrui si debba procede­re alla condanna di tutti coloro che a vario titolo fanno riferimento a quella religione o a quelle idee. Vi­ceversa l’ideologia del multicultu­ralismo è la trasposizi­one in ambi­to sociale del relativismo che si fon­da sulla tesi che per amare il prossi­mo si debba sposare la sua religio­ne o le sue idee, mettendo sullo stesso piano tutte le religioni, cultu­re, valori, immaginando che la civi­le­convivenza possa realizzarsi sen­za un comune collante valoriale e identitario.

La Norvegia, al pari della Svezia, Gran Bretagna, Olanda e Germa­nia, predica e pratica l’ideologia del multiculturalismo, concepen­do che l’accoglienza degli immi­grati e più in generale il rapporto con il mondo della globalizzazio­ne debbano portare a un cambia­mento radicale della nostra civiltà, fino a vergognarci delle nostre radi­ci giudaico- cristiane, a negare i va­lori non negoziabili, a tradire la no­stra identità cristiana, ad antepor­r­e l’amore per il prossimo alla salva­guardia dei legittimi interessi na­zionali della popolazione autocto­na, al punto da elargire a piene ma­ni agli stranieri diritti e libertà sen­za chiedere loro l’ottemperanza dei doveri e il rispetto delle regole.

Il razzismo che esplode nel con­testo d­el multiculturalismo proce­de in senso letteralmente opposto, emergendo come una brutale e ir­razionale reazione, assolutamen­te ingiustificabile e inaccettabile, da parte di chi arriva a legittimare il massacro di chi è considerato re­sponsabile della perdita della no­stra civiltà. Noi condanniamo totalmente, non riconosciamo alcuna giustif­i­cazione e non concediamo alcuna attenuante a qualsiasi forma di ter­rorismo, compreso il terrorismo neonazista.

Al tempo stesso am­moniamo che il multiculturalismo è il terreno di coltura di un’ideolo­gia razzista­che fa proseliti tra quan­ti hanno la sensazione di non risie­dere più a casa loro, che presto si ri­durranno a essere minoranza e for­se a esserne allontanati. Ecco per­ché multiculturalismo e razzismo sono di fatto due facce della stessa medaglia. La mia conclusione? Se vogliamo sconfiggere questo razzi­smo d­obbiamo porre fine al multi­culturalismo.

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