Svolta in Egitto: Mubarak lasciaDietro la rivolta la mano degli Usa

Il vicepresidente Omar Suleiman in un discorso trasmesso sulla tv di stato annuncia che Mubarak "ha deciso rinunciare alla sua carica di presidente della Repubblica", aggiungendo che, come ultimo atto, ha incaricato il Consiglio Supremo di Difesa (i militari) di gestire il Paese. Obama: "Siamo testimoni della storia" Nel pomeriggio Mubarak, con la famiglia, ha raggiunto Sharm el-Sheikh. Dietro la rivolta c'è la mano degli Usa di Marcello Foa SEGUI LA DIRETTA

Il Cairo - Dopo una giornata di fibrillazione è arrivata la notizia tanto attesa: il presidente egiziano Hosni Mubarak ha rassegnato le dimissioni. Ad annunciarlo è stato il vice presidente, Omar Suleiman. Apparso sulla tv di stato ha spiegato che Mubarak "ha deciso rinunciare alla sua carica di presidente della Repubblica", aggiungendo che con l’ultimo atto da presidente ha incaricato il Consiglio supremo di difesa (i militari) di gestire "il Paese nelle difficili circostanze che sta attraversando". Com'era ampiamente previsto tutto il potere va all'esercito. Immediatamente è esplosa, in piazza Tahrir, la gioia della folla. 

C'è chi sviene in piazza Le centinaia di migliaia di manifestanti riuniti a piazza Tahrir, al Cairo, sono esplose di gioia. "Il popolo ha fatto cadere il regime!", scandiva una folla in delirio nella piazza divenuta il simbolo del movimento di protesta scoppiato il 25 gennaio contro Mubarak. I manifestanti gridavano di gioia, sventolando la bandiere egiziane. Centinaia di persone sono svenute per l’emozione.

Sciolti governo e parlamento Anticipando il contenuto di un comunicato del Consiglio superiore delle forze armate al-Arabiya che saranno sciolti il governo e il parlamento.

El Baradei esulta su Twitter "È il più bel giorno della mia vita, il paese è libero!". È il breve messaggio pubblicato su Twitter dal premio Nobel Mohammed El Baradei, leader dell’opposizione egiziana. Tuttavia secondo quanto riferisce l'emittente al-Arabiya El Baradei non intende candidarsi alle prossime presidenziali.

Poteri ai militari  L'esercito ha preso in mano la situazione, usando, nei confronti della piazza, il bastone e la carota. Il potere ormai è in mano ai militari, con il beneplacito degli Stati Uniti. Ora c'è da gestire la situazione, tornando, al più presto, alla normalità. Nessuno verrà punito per le proteste dei giorni scorsi. Ma da qui in avanti la musica cambia: eventuali nuovi disordini saranno repressi. I militari egiziani sono però consapevoli della pericolosità della situazione dopo le dimissioni di Mubarak e studiamo misure da attuare per venire incontro alle aspettative del popolo. La repressione non è finita avvertono le ong internazionali, Human Rights Watch e Amnesty International.

Mubarak è a Sharm el-Sheikh  "Abbiamo ricevuto conferme della notizia secondo la quale il presidente egiziano sia effettivamente arrivato a Sharm el-Sheikh". L'ha annunciato la tv satellitare al-Arabiya. "Mubarak si trova ora in quella località - sostiene l’emittente - insieme ai suoi familiari. Erano partiti dall’aeroporto militare del Cairo questa mattina e sono arrivati da poco". La notizia che il presidente ha lasciato il Cairo, secondo quanto riferisce la Bbc, è stata data anche da diverse tv satellitari che citano fonti locali.

Beni bloccati Il Consiglio federale svizzero ha deciso di bloccare eventuali averi che Hosni Mubarak e il suo entourage ha nel Paese pubblicando un’ordinanza che invita le banche a ricercare e congelare i fondi dell’ex presidente egiziano.

Esercito "garante" transizione Il Consiglio supremo delle Forze Armate si fa "garante" delle promesse fatte da Mubarak, che giovedi sera ha affidato i poteri al suo neo vice, il generale Omar Suleiman. In un comunicato letto in televisione, l’esercito ha promesso elezioni libere e trasparenti, senza però fissare una data, e ha offerto una revoca condizionata dello stato d’emergenza, che perdurava dal 1981. Poi, pur senza porre precise condizioni, i militari chiedono alla piazza il "ritorno alla calma", promettendo di "non perseguire tutti coloro che hanno combattuto contro la corruzione", ma assicurando che "verranno represse azioni fuorilegge che si registreranno in futuro".

L'opposizione elogia l'esercito I Fratelli Musulmani, principale movimento di opposizione egiziano, hanno ringraziato "l’esercito che ha mantenuto le sue promesse" e il popolo egiziano che "ha vinto la sua battaglia".

A niente è servito il blocco del web La stretta contro il web da parte delle autorità - che hanno bloccato internet per tappare la "bocca" a Facebook e Twitter e impedire - così - lo scambio di informazioni tra gli oppositori, non è bastata a bloccare l'ondata di protesta contro il regime. Una censura che in molti ha ricordato la repressione del governo iraniano di due anni fa contro l’Onda Verde. Proprio gli eventi legati al "Venerdì della Collera" sono stati decisivi per capire l’importanza che internet ha avuto nelle proteste in Egitto.