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Attualità

Scarseggiano le mozzarelle. E fiori a rischio per il 2 novembre

A risentire dello stop i prodotti alimentari e agricoli freschi. Strascichi anche al Nord

Desolazione Scaffali vuoti in un supermercato di Napoli in seguito al blocco degli autotrasportatori nel Sud. I disagi nel Meridione potrebbero andare avanti per qualche giorno a causa dei tempi di riassortimento della merce

C’è il carburante, che scarseggia in molti distributori, ma ci sono anche gli alimentari freschi tra i beni che potrebbero mancare sugli scaffali nei prossimi giorni a causa delle proteste degli autotrasportatori che da giorni stanno «incrociando le ruote» in alcune regioni del Sud. E anche se ieri è stata annunciata la sospensione dei blocchi in Sicilia e Calabria, ci vorrà comunque qualche giorno per ripristinare gli assortimenti della merce.

A pagare il prezzo più alto potrebbero essere gli amanti della mozzarella di bufala campana Dop: il consorzio di tutela segnala che la produzione è stata bloccata per giorni anche a causa delle difficoltà nello stoccaggio del latte, ciò che determina una carenza nei negozi di alimentari e nei supermercati. Stesso discorso per il latte fresco e per tutti i latticini, bloccati lungo la filiera.

Per quanto riguarda la frutta e la verdura fresche, carenze sono segnalate in Calabria e Sicilia, anche se alcuni scaffali stanno tornando a ripopolarsi. Un caso particolare è quello dei kiwi della piana di Gioia Tauro: i produttori sono nel pieno della raccolta e temono che ingenti quantitativi del frutto possano andare sprecati.

Per quanto riguarda la carne, ce n’è molta ferma sui camion e nei magazzini e in Sicilia si registra una certa penuria di carne confezionata sui banchi delle macellerie. Quanto al pesce fresco sono segnalate carenze in Calabria, mentre a Termoli, principale porto del Molise, i pescherecci per giorni non sono usciti perché mancavano gli automezzi per portare il pescato fuori dalla regione. In Calabria in molti supermercati scarseggiano anche la pasta e l’acqua minerale.

Un allarme arriva da Gino Sciotto, presidente nazionale della Fapi: «Il blocco dei trasporti e le difficoltà di rifornimento dei distributori di carburante in alcune regioni del Sud stanno mettendo a rischio la raccolta e la lavorazione delle uve e delle olive. Nelle aree interne della Campania ci vengono segnalate crescenti difficoltà da parte delle imprese agricole. Il settore agricolo ha tempi che non possono essere rinviati».

Il fermo degli autoarticolati impatta pesantemente anche sulla fornitura di benzina e gasolio. Molti distributori sono segnalati a secco a Napoli, a Crotone, mentre in provincia di Isernia il carburante è terminato quasi ovunque. Conftrasporto evidenzia una difficoltà di rifornimento anche degli elettrodomestici e dell’elettronica di consumo.

Un discorso a parte riguarda i fiori, bene che nei prossimi giorni, in vista della festività dei defunti, vivrà uno dei suoi picchi annuali. Secondo Coldiretti Puglia i blocchi sulla Andria-Corato e nel Foggiano ostacolano la circolazione e la commercializzazione dei fiori recisi e delle piante in vaso. Le spedizioni all’ingrosso verso i mercati dei fiori del Nord devono partire al massimo entro il prossimo lunedì, 26 ottobre, per essere adeguatamente distribuite. Un ritardo ulteriore potrebbe fare perdere la finestra di vendita e destinare la merce al macero. Un 2 novembre senza crisantemi sarebbe un giorno di lutto doppio.