Parcoursup: è questo il nome della famigerata piattaforma francese, ora bersaglio delle mobilitazioni studentesche. Nelle manifestazioni gli striscioni, infatti, recitano: “I nostri sogni non entrano in una scatola di Parcoursup ” , “Il nostro futuro non è un algoritmo ” , “La raccolta differenziata è per i rifiuti, non per gli studenti “. Introdotto nel 2018, il sistema sostituisce il precedente Admission Post-Bac (APB), nell’ambito della legge sull’orientamento e la riuscita degli studenti, nota come loi ORE.
La sua peculiarità è che non costituisce un unico algoritmo nazionale che assegna automaticamente gli studenti alle università. È una piattaforma che raccoglie le candidature, organizza le procedure e comunica le risposte degli istituti.
Ecco come funziona: durante l’ultimo anno delle superiori, gli studenti si registrano sulla piattaforma e possono indicare fino a dieci preferenze (vœux) per i corsi di formazione iniziale, con possibilità di ulteriori sottopreferenze per alcune tipologie di percorsi. Non devono necessariamente ordinarle dalla più desiderata alla meno desiderata. Le domande possono riguardare università pubbliche, percorsi professionalizzanti, istituti tecnici, classi preparatorie alle grandes écoles e numerosi altri corsi riconosciuti.
Per ciascuna candidatura viene predisposto un fascicolo che può contenere i voti ottenuti durante gli ultimi anni delle superiori, le valutazioni degli insegnanti e il giudizio complessivo sul percorso scolastico, la cosiddetta fiche Avenir, compilata dalla scuola, con elementi relativi al rendimento e all’attitudine dello studente, le attività extracurriculari, le esperienze personali e, per i corsi che lo richiedono, una lettera motivazionale. Le candidature vengono esaminate da commissioni costituite dagli istituti, che possono utilizzare strumenti informatici per ordinare i fascicoli in base ai criteri stabiliti. Questi strumenti sono spesso definiti algorithmes locaux, algoritmi locali.
Poi, l’attesa delle risposte. Lo studente può ricevere 4 tipi di feedback:
-Oui. Lo studente ha ricevuto una proposta di ammissione;
-Oui-si. È ammesso, ma deve seguire un percorso di accompagnamento o rafforzamento delle competenze;
-En attente. È in lista d’attesa: potrebbe ottenere un posto in seguito;
-Non. La candidatura è respinta; questa risposta riguarda i percorsi selettivi.
Il problema sollevato dai critici riguarda soprattutto la trasparenza: gli studenti possono conoscere i criteri generali, ma non sempre riescono a ricostruire precisamente come siano stati ponderati i diversi elementi della propria candidatura.
Il sistema distingue tra percorsi selettivi, come le classi preparatorie e alcuni istituti tecnici, e percorsi universitari formalmente non selettivi, come molte lauree triennali. La distinzione tra percorsi selettivi e non selettivi non significa che ogni studente abbia automaticamente diritto a iscriversi all’università desiderata. Anche le lauree formalmente non selettive possono avere più candidati dei posti disponibili, rendendo necessaria una graduatoria.
Se, ad esempio, uno studente presenti domanda per cinque corsi e riceva un’ammissione, due risposte negative e due inserimenti in lista d’attesa. Può accettare il posto disponibile e, contemporaneamente, mantenere le candidature ancora in sospeso. Se un altro studente rinuncia, il posto liberato viene proposto al successivo candidato della graduatoria. Non può però mantenere contemporaneamente due proposte di ammissione accettate.
La questione centrale è che Parcoursup, pur essendo una procedura nazionale, non garantisce necessariamente condizioni di partenza uguali. Un ragazzo proveniente da un liceo prestigioso, con insegnanti esperti nell’orientamento universitario e un entourage capace di aiutarlo a costruire le candidature, potrebbe trovarsi in una posizione più favorevole rispetto a un coetaneo con risorse scolastiche e familiari inferiori.
I critici contestano anche l’incertezza delle liste d’attesa, la difficoltà di comprendere alcune graduatorie e l’enorme pressione psicologica esercitata sugli studenti durante gli ultimi mesi delle superiori assimilabile al sistema americano. Già nel 2022, Emmanuel Macron aveva definito Parcoursup una “fabbrica di stress” e aveva auspicato che gli studenti venissero supportati nella pianificazione della carriera fin dalle prime fasi del percorso scolastico.
Il governo, invece, ha ora riconosciuto la necessità di intervenire sulla trasparenza senza accogliere la richiesta di abolizione. Il primo ministro Sébastien Lecornu, intervenendo all’Assemblea nazionale, ha tuttavia ammesso che la procedura necessita di maggiore chiarezza. Di fronte alle proteste, ha annunciato il lancio di cinque iniziative, tra cui una dedicata alla “trasparenza di Parcoursup”. Il Primo Ministro ha promesso nuovi annunci in merito entro la fine di ottobre.
Un rapporto parlamentare del febbraio 2026, infatti, ha descritto Parcoursup come un successo tecnico ma un fallimento politico, contestandone la capacità di contrastare le disuguaglianze e migliorare la riuscita universitaria. Il rapporto è stato il prequel alle proposte di miglioramento che ora sono al vaglio: fra queste figura proprio l’eliminazione dell’indicazione del liceo di provenienza dai fascicoli.
