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Cronaca internazionale

L’emorragia cerebrale, le voci sul web e l’apparizione in pubblico: cosa è successo davvero a Kim Jong Un?

Le voci non verificate sulla presunta morte di Kim Jong Un si scontrano con le immagini diffuse dalle agenzie nordcoreane che lo mostrano a una fiera a Pyongyang

Kim Jong-un

La notizia è rimbalzata sui social network ed è stata rilanciata da alcuni dei principali tabloid britannici. Kim Jong Un sarebbe stato trasportato d’urgenza in un ospedale cinese per ricevere cure immediate in seguito a una grave emorragia. Il rilancio a grappolo dell’indiscrezione - impossibile da confermare e ancor più da verificare - è stato seguito da una smentita indiretta. Il leader della Corea del Nord è infatti apparso in una fiera di abbigliamento e calzature a Pyongyang insieme alla figlia, Kim Ju Ae, intento a verificare la mercanzia e impartire istruzioni ai funzionari presenti. Eppure, nonostante le immagini diffuse dai media statali del Paese, le voci su Kim continuano a susseguirsi sul web.

Le voci sui problemi di salute di Kim

Partiamo dall’inizio. Secondo quanto riportato dal quotidiano Sun, Kim sarebbe stato ricoverato al Peking Union Medical College di Pechino. Perché in Cina? A causa delle presunte carenze delle strutture sanitarie di Pyongyang. La notizia non è stata accompagnata da prove a sostegno della ricostruzione offerta, né tanto meno da conferme ufficiali da parte delle autorità nordcoreane.

L’ultima apparizione pubblica nota di Kim, prima delle voci sul suo fantomatico problema di salute, risaliva all’11 ottobre, una visita in un museo dedicato alla difesa e allo sviluppo militare in una località di Pyongyang non meglio precisata. L’assenza di nuove immagini del leader avrebbe insomma alimentato le speculazioni, rilanciate da diversi utenti online.

Tra questi un certo Wanjun Xie, un dissidente cinese residente negli Stati Uniti e legato al Partito Democratico Cinese, che ha addirittura scritto sui suoi profili che Kim sarebbe morto nei giorni scorsi. Nel suo post, Xie sostiene che il leader nordcoreano sarebbe deceduto e che la Cina avrebbe schierato 9.000 soldati a Pyongyang.

La comparsa alla fiera di Pyongyang

La voce, non potendo essere confutata per ovvi motivi, ha trovato un certo seguito. I media nordcoreani hanno tuttavia smentito, forse in maniera volontaria, il decesso e i problemi di Kim mostrando il leader nordcoreano attivissimo nel bel mezzo di una fiera. Il 19 ottobre Kim ha visitato la Mostra nazionale dell’abbigliamento e delle calzature del 2026, a Pyongyang, insieme alla moglie Ri Sol Ju e alla figlia Kim Ju Ae.

L’agenzia di stampa statale nordcoreana KCNA ha diffuso le foto ufficiali della visita proprio mentre online circolavano voci assurde sul conto del “Grande Leader”. Secondo la stessa KCNA, Kim ha elogiato i progressi dell’industria nazionale del settore. La fiera, per la cronaca, esponeva oltre 70.700 capi d’abbigliamento e più di 170.000 paia di scarpe, realizzati da fabbriche di diverse aree del Paese nell’ambito della politica di sviluppo regionale promossa da Pyongyang.

I precedenti

Non è la prima volta che vengono diffuse notizie verosimili, ambigue o addirittura false sulla salute di Kim. Nel 2020, per esempio, dopo una prolungata assenza dalla scena pubblica, si diffusero voci secondo le quali il leader era in coma e pronto a cedere il potere alla sorella Kim Yo Jong.

Oggi, l’eventualità di una successione è spesso tornata al centro dell’attenzione anche per le condizioni fisiche del leader, il cui peso e le abitudini legate al fumo sono da tempo oggetto di preoccupazione da parte dell’intelligence sudcoreana.

Se Kim dovesse morire o diventare incapace di governare, Kim Yo Jong sarebbe una delle figure centrali in qualsiasi scenario di transizione. La sorella del leader ricopre un ruolo influente nell’apparato politico nordcoreano e interviene regolarmente sulle questioni militari e diplomatiche. Miss Kim ha tra l’altro appena dichiarato che Pyongyang starebbe valutando il dispiegamento di ulteriori armi tattiche lungo il confine con la Corea del Sud. Gli analisti ipotizzano che potrebbe assumere un ruolo di guida temporaneo, qualora si aprisse una crisi al vertice, ma non esistono conferme di un piano di successione già definito.

I dubbi sull’erede

Sul lungo periodo, più che alla sorella, l’attenzione è rivolta a Kim Ju Ae, come detto la figlia adolescente del leader, comparsa sempre più spesso accanto al padre durante eventi militari e occasioni ufficiali.

La sua presenza in appuntamenti di alto profilo, compresa la visita in Cina dello scorso anno, ha alimentato le ipotesi secondo cui potrebbe essere preparata a raccogliere l’eredità dinastica della famiglia Kim.

I servizi sudcoreani hanno indicato in passato che la ragazza potrebbe essere destinata alla successione, ma non è stata ufficialmente designata come erede. Resta comunque abbastanza prematuro parlare di un imminente cambio al vertice di Pyongyang, visto che Kim appare vivo e vegeto.

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