Si profila una svolta nelle indagini sulla morte della giudice Francesca Ercolini, trovata senza vita nella sua casa a Pesaro il 26 dicembre del 2022. Come anticipa il Corriere della Sera, la seconda autopsia, eseguita dal medico legale Vittorio Fineschi, avrebbe evidenziato una frattura sul collo della 51enne che non sarebbe compatibile con l’impiccagione, ma con un eventuale strangolamento. Un dettaglio che avvalora l’ipotesi di omicidio nell’inchiesta, coordinata dalla procura dell’Aquila, in cui sono indagati il marito della magistrata, Lorenzo Ruggeri, e un ex ispettore di polizia, amico di famiglia.
Morte della giudice Francesca Ercolini, vacilla la tesi del suicidio: indagato il marito e un ex poliziotto per omicidioLa prima ricostruzione e l’ipotesi del suicidio
I fatti risalgono a quattro anni fa. Secondo una prima ricostruzione, Francesca Ercolini si sarebbe tolta la vita impiccandosi con un foulard alla ringhiera della scala interna dell’appartamento in cui viveva con il figlio, all’epoca 17enne, e il coniuge. A ritrovare il corpo senza vita della giudice fu il marito, noto avvocato, insieme all’amico poliziotto. Quando arrivarono i soccorsi, la salma era già stata adagiata sul pavimento. I primi accertamenti medico legali confermarono l’ipotesi del gesto volontario. Successivamente la madre della 51enne, Carmela Fusco, ha presentato un esposto per chiedere nuovi approfondimenti, consegnando agli inquirenti messaggi e fotografie che, secondo la sua versione, documenterebbero presunti episodi di violenza fisica e psicologica. Da qui le indagini hanno imboccato una nuova direzione e, a giugno del 2026, la procura dell’Aquila ha esteso l’inchiesta all’ipotesi di omicidio, iscrivendo nel registro degli indagati Lorenzo Ruggeri e l’amico poliziotto. Ad oggi altre quattro persone sono indagate, a vario titolo, per ipotesi di reato che comprendono presunto depistaggio, falsità ideologica e violazione del segreto istruttorio.
La frattura sul collo e l’ipotesi dell’omicidio
A maggio del 2025, il gip del Tribunale dell’Aquila Marco Billi ha disposto nuovi accertamenti medico legali. La salma è stata dunque riesumata dal cimitero di Riccia, in Molise, e sottoposta a una seconda autopsia. Il professor Vittorio Fineschi, cui è stato affidato l’incarico, avrebbe evidenziato una frattura sul collo che sembra suggerire una dinamica diversa dalla morte per impiccagione. L’esperto ha osservato, infatti, la scarsa corrispondenza della lesione con il foulard: il solco sarebbe “netto e duro”, scrive il giornale di via Solferino, verosimilmente compatibile con una corda o un cavo. L’eventuale aggressore potrebbe aver utilizzato il filo elettrico di una delle lampade sequestrate dagli investigatori nell’abitazione della 51enne. Ad ogni modo, il gip Marco Billi ha fissato al prossimo 5 novembre la data per il deposito delle relazioni medico legale e del Ris. Proprio il Ris, peraltro, ha effettuato un esperimento giudiziale nell’abitazione di Pesaro, simulando cioè la scena inizialmente descritta con l’ausilio di un manichino. L’udienza per discutere i risultati dell’incidente probatorio è fissata il prossimo 20 novembre.
