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Magistratura

Indagini sul Ponte. “Estranei alle accuse”

La procura acquisisce documenti da Mit e Cipess. Dalla società di gestione al ministero: “Diamo la massima disponibilità”

Sponde unite Un rendering del futuro Ponte sullo Stretto di Messina

È un’ulteriore battuta d’arresto per il Ponte sullo Stretto di Messina, che potrebbe rivelarsi fatale per l’opera con l’avvicinarsi della fine della legislatura. Si allarga l’inchiesta della Procura di Roma che nel giugno scorso aveva indagato e perquisito tre persone per corruzione, tra cui un ex magistrato della Corte dei Conti. Ieri su delega dei pm, coordinati dall’aggiunto Giuseppe De Falco, i Carabinieri del Ros hanno bussato al ministero delle Infrastrutture, al Dipe-Cipess, alla concessionaria Stretto di Messina e al General contractor che dovrebbe realizzare l’opera, il consorzio Eurolink, con un ordine di esibizione di documenti. Sotto i fari migliaia di pagine inerenti la delibera con cui il Cipess nell’agosto 2025 aveva approvato il progetto definitivo da 13,5 miliardi di euro. Delibera che era stata poi bocciata dalla Corte dei Conti, innescando il braccio di ferro col governo Meloni e la prima fase dell’inchiesta. È infatti nell’ambito di quel controllo da parte dei magistrati contabili che i pm avevano perquisito Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte, e due imprenditori con l’accusa di corruzione, perché avrebbero tentato di condizionare positivamente quell’esame di legittimità, essenziale per l’avvio dell’opera. Le presunte pressioni comunque non sono andate a buon fine visto che la delibera Cipess è stata poi bocciata dalle toghe contabili. Ma ora i pm romani fanno un passo avanti che potrebbe portare a nuove iscrizioni sul registro degli indagati: al vaglio ci sarebbero le posizioni di almeno tre persone, ma il livello politico è estraneo all’inchiesta. I documenti acquisiti comprendono l’intero autorizzativo, tra cui contratti, cifre e atti aggiuntivi, come il rinnovo dell’affidamento al Consorzio Eurolink. Il sospetto di chi indaga è che si sarebbe dovuto procedere a nuove gare di appalto. Ma tutti si dicono estranei alle accuse. «Non solo abbiamo dato tutti i documenti dell’anno scorso, ma ho dato indicazioni di dare di più: quelli dell’anno prima, quelli di quest’anno, fotocopie, chat, computer, tavole ingegneristiche», ha precisato il ministro Matteo Salvini. Dal Mit si conferma la collaborazione e la «consapevolezza della regolarità amministrativa». «Massima trasparenza - commenta anche l’ad di Stretto di Messina Pietro Ciucci, estraneo all’inchiesta - Siamo nell’imminenza di un importante passaggio autorizzativo proseguiremo nel nostro impegno di realizzare l’opera». L’imminente passaggio è una nuova delibera del Cipess, attesa entro ottobre. Ma il terremoto giudiziario rischia di compromettere tempi e tappe.