Le violenze avvenute a Milano continuano a dividere il mondo della musica. In questi ultimi giorni sono stati tanti gli artisti a commentare e a prendere posizione, arrivando anche a scontrarsi. Emblematico l’intervento di Fedez, che ha ribattuto duramente alle parole di alcuni suoi colleghi che hanno manifestato solidarietà e comprensione nei confronti degli autori della feroce protesta.
Nelle scorse ore si è aggiunta anche la voce di Enrico Ruggeri. Ospite a Un Giorno da Pecora, trasmissione su Rai Radio 1, il celebre cantautore ha commentato i fatti di Milano, rispondendo così anche alle dichiarazioni del rapper di Barona. “Mi sono riletto per la millesima volta i capitoli 13 e 14 dei Promessi Sposi, perché il Manzoni va sempre letto e ascoltato”, ha esordito. “C’è quella parte in cui si parla dei silenziosi sobillatori, che è abbastanza interessante e attuale. La considerazione base però è che quelli andavano a portare via, a rubare, a prendere il pane. Qui, invece, si prendono generi di lusso, scarpe di lusso, negozi di lusso. Quando devastano una nota libreria non sanno cosa portare via perché vedono delle cose di cartone con dei fogli dentro di cui non sanno cosa farsene, non sanno cosa sono... Quindi la situazione è del tutto particolare”, ha aggiunto.
Quanto a Marracash e gli altri cantanti che non hanno condannato le violenze dello scorso fine settimana, Ruggeri ha considerato: “Curioso che dei personaggi che fanno concerti a 120 euro a biglietto si schierano con questi che – mi sembra – sono mossi dalla rabbia perché non possono permettersi dei beni di lusso. Il bersaglio non erano le panetterie, non erano i salumieri, erano i negozi di lusso”.
Il cantautore ha poi ricordato che le manifestazioni di una volta avevano un servizio d’ordine di grande fermezza. “Ripeto: questi ragazzi vorrebbero il lusso che Marracash si può concedere facendo concerti a 120 euro a biglietto. Un cortocircuito sul quale sorrido”, ha concluso.
