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Politica estera

Israele, Herzog sceglie Eisenkot. Ma il dopo-Bibi è pieno di trappole

Il leader di “Yashar” ha 28 giorni per provarci Ha il sostegno di 67 parlamentari su 120, pesa però il nodo alleanze

Gadi Eisenkot, leader of the Yashar ("Straight") party, waves to supporters after the release of the first exit poll results in Israel's general election in Tel Aviv, Israel, Tuesday, Oct. 27, 2026. (AP Photo/Ariel Schalit)

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha annunciato ieri sera che incaricherà il leader di «Yashar» («giusto» o «integrità» in ebraico), Gadi Eisenkot, di formare un nuovo esecutivo, concedendo all’ex capo di stato maggiore dell’Idf 28 giorni per costituire una coalizione di governo. Herzog ha invitato Eisenkot alla Residenza presidenziale, dove oggi alle 17 gli verrà conferito l’incarico. La decisione è stata presa dopo la conclusione di un ciclo di consultazioni con i rappresentanti delle fazioni della Knesset. E giunge in seguito a uno stallo elettorale che non ha offerto né a Eisenkot né a Benjamin Netanyahu, una chiara prospettiva di avere accesso alla carica di primo ministro.

Nel corso delle consultazioni con i rappresentanti dei partiti tenutesi in seguito al voto del 27 ottobre, 67 parlamentari hanno espresso il proprio sostegno a Eisenkot, contro i 46 che hanno invece appoggiato Netanyahu. Sebbene il blocco di Netanyahu sia risultato il più votato nelle elezioni del 27 ottobre, ottenendo 53

seggi, questa coalizione di destra ed estrema destra al potere dal 2022 non ha al momento la possibilità di ottenere nuovi alleati. Giovedì tra l’altro un nuovo colpo di scena: un partito che rappresenta gli ultraortodossi ha scelto di astenersi, facendo mancare a Netanyahu 7 raccomandazioni. Eisenkot ha ricevuto, dal canto suo, il sostegno supplementare di due liste arabe, che hanno aggiunto 19 raccomandazioni ai 48 seggi iniziali della coalizione.

Durante la sua campagna elettorale e dopo le elezioni, Eisenkot ha promosso un governo di minoranza basato sui quattro partiti di opposizione ebraici Yashar, Beyachad, i Democratici e Yisrael Beiteinu che insieme detengono 48 seggi, rendendolo così dipendente da un sostegno esterno alla coalizione per raggiungere la maggioranza necessaria. Il leader di Yisrael Beiteinu, Avigdor Lieberman, ha escluso un governo di minoranza che si affidi ai partiti arabi, lasciando invece intendere una disponibilità a scendere a compromessi sulla leva militare con gli ultraortodossi, al fine di coinvolgere i

partiti Haredi. Secondo la legge israeliana, il candidato incaricato di formare un governo ha a disposizione 28 giorni per costruire una coalizione e presentarla alla Knesset. Qualora fosse necessario, può richiedere una proroga di due settimane. Se il tentativo non dovesse andare a buon fine, il presidente può, dopo un ulteriore giro di consultazioni, conferire l’incarico a un secondo candidato, concedendogli anch’egli 28 giorni per formare un governo. Se anche il secondo candidato dovesse fallire, si apre un periodo di 21 giorni durante il quale qualsiasi membro della Knesset può richiedere al presidente di ricevere l’incarico, a condizione che la richiesta sia sostenuta da almeno 61 parlamentari. Tale candidato avrebbe poi 14 giorni di tempo per formare un governo. Se tutti i tentativi dovessero fallire, la Knesset verrebbe sciolta e si procederebbe a nuove elezioni.

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