La differenza tra parole e fatti è importante, Pedro Sanchez ci ricorda perché. Nonostante i proclami, il premier spagnolo - modello della sinistra italiana - è uno dei leader europei che hanno aumentato maggiormente le spese militari negli ultimi quattro anni. Proprio lui, il leader celebrato da Elly Schlein e Giuseppe Conte per la sua opposizione al riarmo e per il braccio di ferro con la Nato. Peccato che i numeri raccontino una storia decisamente diversa. Dal 2022 al 2025 la Spagna ha aumentato il bilancio della Difesa del 94,2%, contro il 43,2% dell’Italia. Più del doppio. Chissà cosa ne pensa la segretaria del Pd.
A mettere nero su bianco la contraddizione è un’elaborazione di Open, basata sui dati di Trading Economics. In termini assoluti, Madrid ha incrementato gli stanziamenti militari di 19,5 miliardi di dollari, piazzandosi al terzo posto nell’Unione europea, dietro soltanto a Germania e Polonia. L’Italia di Giorgia Meloni si ferma invece a 14,5 miliardi, quinta nella graduatoria. Ancora più significativo il confronto percentuale: la Spagna è ottava tra i Ventisette, mentre l’Italia occupa soltanto la ventitreesima posizione.
Numeri che smascherano la narrazione del campo largo. Perché Sanchez è diventato un punto di riferimento del campo largo soprattutto dopo la sua opposizione all’obiettivo Nato del 5 per cento del Pil destinato alla Difesa. Un’opposizione che non gli ha impedito di aderire alla dichiarazione finale del vertice dell’Aia del 2025. Madrid ha rivendicato la possibilità di raggiungere gli obiettivi militari dell’Alleanza spendendo soltanto il 2,1% del Pil, una posizione sulla quale il segretario generale Mark Rutte ha espresso apertamente scetticismo.
E non è tutto. Lo scorso giugno il governo socialista ha ottenuto dal Consiglio dell’Unione europea l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale del Patto di stabilità, proprio per agevolare un ulteriore aumento delle spese per la Difesa. Insomma, mentre in Italia la Schlein e Conte contestano gli stanziamenti militari del governo Meloni, il loro riferimento politico spagnolo porta avanti un significativo rafforzamento delle proprie capacità militari.
Naturalmente Sanchez rivendica di voler difendere lo Stato sociale e di non sacrificare il welfare sull’altare del riarmo. Ma resta il confronto tra le cifre: negli ultimi quattro anni Madrid ha aumentato il bilancio della Difesa a un ritmo più che doppio rispetto a Roma. Il modello spagnolo piace tanto alla sinistra italiana. Chissà se la Schlein e Conte continueranno a indicarlo come modello. O se, improvvisamente, il socialismo spagnolo diventerà un argomento da evitare.
