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Sanchez a Trump: "La Spagna non sarà complice, non si può giocare roulette russa con vite di milioni persone"

La risposta del premier spagnolo Pedro Sanchez alla minaccia di The Donald di tagliare i rapporti commerciali. Madrid punta il dito contro Berlino: "Sorpresi dalla mancata solidarietà"

Sanchez a Trump: "La Spagna non sarà complice, non si può giocare roulette russa con vite di milioni persone"
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"Non saremo complici di qualcosa che è dannoso per il mondo e che è anche contrario ai nostri valori e interessi, semplicemente per paura delle ritorsioni di qualcuno, perché abbiamo assoluta fiducia nella forza economica, istituzionale e, direi anche, morale del nostro Paese". Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in una dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa, parlando della guerra in Iran, dopo che ieri il presidente Usa Donald Trump ha definito la Spagna un alleato "terribile" e ha minacciato di tagliare i rapporti commerciali.

"Questa crisi ci colpisce ed esigiamo tutta la risoluzione da parte degli Stati Uniti, Iran e Israele perché cessino le ostilità prima che sia troppo tardi", ha aggiunto il premier spagnolo in riferimento alle minacce del presidente statunitense di interrompere le relazioni commerciali con la Spagna, per il rifiuto di autorizzare l'uso delle basi militari congiunte di Moron e Rota, in Andalusia, nell'offensiva israelo-statunitense contro il regime degli Ayatollah.

Stati Uniti, Iran e Israele "si fermino prima che sia troppo tardi", ha rincarato la dose Sanchez - "Il futuro non è scritto e la spirale di violenza che molti danno già per scontata è assolutamente evitabile e l'umanità può ancora lasciarsi alle spalle l'integralismo degli Ayatollah e anche la miseria della guerra. Il governo sta con chi deve stare, con i valori che i nostri padri e i nostri nonni hanno fissato nella nostra Costituzione", "con i principi fondanti dell'Unione Europea, con la Carta delle Nazioni Unite, con il diritto internazionale e quindi con la pace e la convivenza pacifica tra i paesi e la loro coesistenza". E ancora: "Spesso le grandi guerre scoppiano per una concatenazione di risposte che sfuggono di mano, per errori di calcolo, per guasti tecnici, per eventi imprevisti, pertanto dobbiamo imparare alla storia. E non possiamo giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone".

Il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, ha inoltre espresso "sorpresa" alla Germania per la mancata solidarietà del cancelliere Friedrich Merz, durante la conferenza stampa martedì alla Casa Bianca in cui il presidente statunitense Donald Trump ha espresso dure critiche alla Spagna sul dossier Iran e sulle basi militari.

"Gli ho trasmesso la nostra sorpresa per quelle parole", ha detto Albares nel riferirsi alle dichiarazioni di Merz, secondo cui la Spagna "è l'unico Paese" tra gli alleati Nato che non accetta di elevare al 5% del Pil la spesa militare.

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