"Comportamenti inappropriati": si dimette l'ausiliare di un cardinale

L'ausiliare di un cardinale si è dimesso. Papa Francesco ha accetto la rinuncia di monsignor Pineda, numero due di Maradiaga in Honduras. Una vicenda che rischia di scuotere il Vaticano

Il vescovo ausiliare di una cardinale si è dimesso. Papa Francesco, durante la giornata di ieri, ha accettato la rinuncia definitiva di monsignor Juan Josè Pineda, vice di Maradiaga in Honduras. Pare che il presule si fosse allontanato da tempo dalla sua diocesi.

Oscar Rodriguez Maradiaga non è un uomo di Chiesa qualunque. Il porporato sudamericano è stato posto dal pontefice argentino a capo del C9, cioè del ristretto consiglio composto da cardinali chiamati a riformare dalle basi la Curia di Roma. Quello che i tradizionalisti sono soliti criticare per la presunta mancata effettività della riforma. Mariadiaga, che è considerato un "bergogliano", un amico personale e un consigliere dell'ex arcivescovo di Buenos Aires, era finito al centro di una bufera per via di un'inchiesta de L'Espresso. Sulla vicenda si sarebbe 'mosso' persino Bergoglio, che avrebbe telefonato al cardinale per ribadirgli tutta la sua solidarietà.

Monsignor Pineda, come già accennato, era invece il vice di Maradiaga presso la diocesi di Tegucigalpa. Le ragioni alla base dell'abbandono del vescovo ausiliare sembrano essere inerenti ad accuse relative a "comportamenti non appropriati". Alcune di quest'ultime potrebbero riguardare, come sottolineato anche dalla redazione de Il Sismografo, abusi sessuali ai danni di seminaristi. Episodi cui sarebbero seguiti delle vere e proprie denunce. Ma non solo. Questioni di altro tipo arriverebbero a coinvolgere "presunte irregolarità finanziarie", così come riportato anche da Vatican Insider.

Fatto sta che, sempre il Sismografo , ha raccontato di come Papa Francesco avesse optato per inviare "un visitatore apostolico per indagare mons. Pineda nella persona del vescovo argentino emerito di San Isidro, mons. Alcides Casaretto". Il responso venuto fuori dall'inchiesta caldeggiata del pontefice non pare aver sorriso troppo a Pineda, il quale sembrerebbe aver fatto parte di "gruppi di uomini, adulti, con i quali si scambiavano diversi tipi di favore e tra loro circolavano importanti somme di denaro".

Quanto sta emergendo, inoltre, potrebbe far 'saltare' il primato di Maradiaga nel C9. Lo stesso Sismografo ha evidenziato in merito a questa ipotesi che: "Con ogni probabilità questi fatti avranno delle conseguenze sulla presenza futura del card. Rodríguez Maradiaga, attuale arcivescovo della capitale dell'Honduras in regime di proroga, nel Consiglio dei 9 cardinali consulenti del Papa e la cui composizione dovrebbe essere modificata nei prossimi mesi secondo quanto dichiarò Francesco a Philip Pullella della Reuters".

Una volta accettate le dimissioni del vescovo ausiliare, insomma, potrebbe essere messo in discussione anche il ruolo di Maradiaga in Vaticano. Resta da comprendere se le accuse di 'corruzione finanziaria', così come vengono chiamate dal Catholic Herald, abbiano o no a che fare con quanto contestato in passato a Maradiaga, che si è sempre difeso da tutto arrivando anche a parlare di "calunnia".