Fiumi di cocaina in città: ecco come guadagna la mafia. 32 arresti al mandamento Porta Nuova

Nel corso dell'operazione antimafia "Atena" dei carabinieri coordinati dalla Dda di Palermo sono state arrestate 32 persone riconducibili al mandamento di Porta Nuova.

Fiumi di cocaina sulla città, estorsioni su forniture ai bar e richieste di pizzo. È la mafia 2.0 che si riorganizza e che viene incontro al nuovo tessuto economico. A controllare le piazze dello spaccio era il mandamento mafioso di Porta Nuova che imponeva il pizzo ai commercianti e anche quale tipo di caffè si dovesse consumare in alcuni locali di Palermo.

Adesso su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare detentiva, emessa dal Gip del Tribunale di Palermo, nei confronti di 32 indagati, ritenuti a vario titolo responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsioni aggravate dal metodo mafioso, favoreggiamento reale aggravato, trasferimento fraudolento di valori, sleale concorrenza aggravata dalle finalità mafiose, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illecita di armi. L’indagine costituisce un’ulteriore fase di un’articolata manovra investigativa condotta dal Reparto Operativo - Nucleo Investigativo anche sul mandamento mafioso di Porta Nuova. Alcuni degli elementi indiziari emersi nel corso delle indagini erano già confluiti nel provvedimento di fermo di indiziato di delitto nel corso dell'operazione “Cupola 2.0” con cui è stata smantellata la nuova commissione provinciale di cosa nostra palermitana, che si era riunita per la prima volta il 29 maggio 2018 nella località di Altarello di Baida, così come confermato anche da successive dichiarazioni dei due nuovi collaboratori di giustizia. In quell'operazione erano già state tratte in arresto 11 persone ritenute appartenere al mandamento mafioso di Porta Nuova, tra cui Gregorio Di Giovanni (detto il reuccio), in quanto individuato come nuovo rappresentante della famiglia mafiosa e che aveva preso il posto di Paolo Calcagno, arrestato nel corso dell’operazione “Panta Rei”. E proprio Calcagno aveva dato istruzioni su come operare sul territorio. Nel corso dei colloqui in carcere, ha fornito alla moglie e al cognato indicazioni su come far fruttare gli investimenti economici della famiglia. Emerge così, un sistema organizzatissimo in grado di soddisfare tutti giorni e a ogni ore le richieste soprattutto di cocaina da parte della Palermo bene. Una domanda, sottolineano gli inquirenti, diretta conseguenza della domanda che non accenna a decrescere, anzi sembra in continua crescita: sono state registrate, nel corso delle indagini, numerose richieste di acquisto di droga per uso personale anche da parte di una nutrita schiera di imprenditori, avvocati e liberi professionisti della città.