Donald Trump alza il livello dello scontro con l’Iran annunciando una “guerra economica” e un isolamento senza precedenti, con sanzioni anche contro Paesi, imprese e istituzioni accusati di sostenere Teheran. Il presidente Usa parla di un “D-Day economico” e ribadisce che l’Iran non avrà mai l’arma nucleare. I media iraniani respingono però la narrazione americana, definendo queste minacce enfatiche e deliranti e sostenendo che la strategia della massima pressione abbia già fallito in passato.
Ue, solo la diplomazia puo' portare a una soluzione duratura
L’Unione europea invita tutte le parti alla moderazione e chiede la ripresa degli sforzi diplomatici per affrontare il conflitto con l’Iran. Lo ha indicato un portavoce della Commissione europea. “Dal nostro punto di vista, soltanto la diplomazia può portare a una soluzione sostenibile di tutte le questioni ancora aperte”, ha dichiarato un portavoce della Commissione Europea esprimendo apprezzamento per gli sforzi di mediazione dei partner regionali. Bruxelles non ha voluto commentare le indiscrezioni secondo cui Teheran avrebbe valutato possibili attacchi contro obiettivi militari statunitensi in Europa qualora il presidente Donald Trump intensificasse il conflitto. L’Alta rappresentante dell’Ue per la politica estera Kaja Kallas è stata in contatto con le autorità iraniane, ma la Commissione non ha fornito aggiornamenti né indicato se la presunta minaccia sia ritenuta credibile. L’esecutivo comunitario ha inoltre evitato di pronunciarsi sulle nuove minacce di sanzioni statunitensi contro i Paesi che forniscano sostegno economico all’Iran, affermando di non voler avanzare ipotesi sulle possibili conseguenze per l’Unione.
Teheran: "Usa lascino la regione e accettino il nostro nuovo ordine"
“Stiamo monitorando ogni vostra mossa. Qualsiasi altro errore o calcolo sbagliato avrà conseguenze molto più gravi di prima”. Lo ha scritto su X Ebrahim Azizi, presidente della commissione Sicurezza nazionale e Politica estera del Parlamento iraniano, rivolgendosi agli Stati Uniti. “Ponete immediatamente fine alla vostra presenza nella regione, prima che sia troppo tardi, e accettate il nuovo ordine regionale dell’Iran”, ha aggiunto Azizi.
Pasdaran, in caso di nuova guerra useremo armi più distruttive
Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, iraniane Sardar Mohebbi, ha affermato che l’Iran continua a produrre armi e ne utilizzerà di più distruttive qualora scoppiasse un nuovo conflitto. Lo riporta l’emittente statale iraniana Irib. “La potenza distruttiva delle testate utilizzate nei missili delle Guardie Rivoluzionarie supera di gran lunga quella impiegata nelle guerre precedenti e, se dovesse scoppiare una guerra, le nostre armi sarebbero completamente diverse da quelle del passato sotto ogni aspetto”, ha dichiarato. Il portavoce ha aggiunto che le modifiche includono testate di nuova generazione con maggiore precisione e gittata dei missili.
Media, nella notte e in mattinata attacchi Idf nel sud Libano
Aerei da guerra israeliani hanno preso di mira il Libano meridionale durante la notte. Secondo quanto riportato dall’Agenzia Nazionale di Stampa libanese Nna, ripresa da Al-Jazeera, aerei da guerra israeliani hanno lanciato una serie di raid aerei nel Libano meridionale durante la notte, prendendo di mira la collina di Ali al-Taher e la vicina area di al-Dabsheh, alla periferia settentrionale di Nabatieh al-Fawqa e Dawhet Kfar Reman. L’agenzia ha inoltre riferito che le aree bersaglio sono state soggette a bombardamenti di artiglieria intermittenti durante le prime ore del mattino. Nel distretto di Tiro, le forze israeliane hanno condotto operazioni di demolizione controllata nelle città di Majdal Zoun e al-Mansouri durante la notte e all’alba, accompagnate da bombardamenti di artiglieria su entrambe le località, ha riferito l’Nna. La Nna riferisce inoltre, questa mattina, di attacchi sulla città di Houla e sulle località di Adi al-Salouqi, al-Hujair e le valli di Qabrikha e Toulene.
Trump, non posso parlare del raid israeliano
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato ad Axios in una telefonata di essere stato informato dell’attacco israeliano, ma di non averlo criticato. “Non posso parlarne”, ha detto. Si è rifiutato di specificare se il briefing fosse avvenuto prima o dopo l’attacco. Israele, aggiunge Axios, ha sganciato almeno otto bombe su piste e hangar della base aerea di Abu al-Duhur, nel nord della Siria, a circa 70 chilometri dal confine turco. Nell’attacco non ci sono state vittime. Secondo quanto riferito da funzionari statunitensi e israeliani, Israele ha comunicato all’amministrazione Trump che l’attacco mirava a impedire un rafforzamento militare turco presso la base aerea.
Cnn, oltre 750 militari americani feriti nella guerra
Sarebbero oltre 750 i militari americani rimasti feriti dall’inizio della guerra contro l’Iran. Lo scrive la Cnn citando il database del Dipartimento della Difesa sulle vittime di guerra. Secondo quanto riportato mercoledì il Pentagono ha aggiornato il database, registrando oltre 50 soldati feriti in più. Sommando i dati del Defense Casualty Analysis System relativi alle ‘Operazioni all’estero’ con quelli dell’Operazione Epic Fury, si arriva a un totale di 18 militari deceduti e 757 feriti dall’inizio della guerra statunitense contro l’Iran, il 28 febbraio.
Araghchi, D-day economico è diversivo Usa per nascondere loro crisi
Il cosiddetto ‘D-Day economico’ annunciato dal presidente americano Donald Trump nei confronti dell’Iran “è un diversivo per distogliere l’attenzione dalla crisi americana: un debito senza precedenti e costi degli interessi alle stelle”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. “Insistere su politiche fallimentari non farà altro che portare a ulteriori sconfitte e all’inimicizia degli iraniani. Il terrorismo economico statunitense minaccia l’economia globale e la sovranità mondiale”, ha aggiunto.
Trump: "Oggi iniziano guerra economica e isolamento senza precedenti"
“Nessuno ha offerto alla Repubblica Islamica dell’Iran un’opportunità maggiore della mia per raggiungere un accordo. Purtroppo per loro, non sono riusciti a coglierla. Pertanto, oggi annuncio l’operazione economica più devastante mai intrapresa contro un Paese! Si tratterà di una guerra economica e di un isolamento su scala senza precedenti”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su Truth Social. “La loro marina è stata annientata, la loro aviazione è distrutta, le loro fabbriche militari sono ormai ridotte in macerie, la loro valuta è priva di valore e il loro Paese pende da un filo. Oggi annuncio inoltre che qualsiasi paese che consenta alle proprie istituzioni finanziarie, imprese, aeroporti o enti governativi di fornire qualsiasi tipo di sostegno vitale all’Iran dovrà affrontare a sua volta conseguenze economiche tremende”, ha sottolineato. “Contrabbando di petrolio, linee di swap, trasferimenti di contanti, agenzie di cambio, registri navali, società di copertura: tutto questo deve cessare immediatamente. Sapete bene chi siete. Questo sarà un ‘D-Day’ economico, e abbiamo bisogno che tutti i nostri alleati si schierino al fianco degli Stati Uniti d’America per isolare e sconfiggere la minaccia iraniana. Questi maniaci sono alle corde, e queste misure storiche li paralizzeranno, impedendo loro di diffondere il terrore in tutto il mondo. L’Iran non avrà mai un’arma nucleare”, ha aggiunto
Media iraniani: "Da Trump parole deliranti"
I media statali e filogovernativi iraniani hanno respinto le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha annunciato una nuova offensiva economica contro Teheran definendola la piu’ “devastante” della storia e sostenendo che le capacita’ militari iraniane siano state gravemente compromesse in sei mesi di combattimenti e che l’economia del Paese sia vicina al collasso. L’agenzia semiufficiale “Tasnim” ha definito la guerra economica annunciata da Trump una prosecuzione della “fallimentare campagna di massima pressione” di Washington, giudicando le dichiarazioni di Trump “enfatiche ed esagerate”. Secondo l’agenzia, le precedenti sanzioni non sono riuscite a modificare la politica iraniana e Teheran ha sviluppato da tempo sistemi per aggirare le restrizioni commerciali e finanziarie. L’agenzia d’informazione “Fars” ha liquidato le affermazioni di Trump come “deliranti”, sostenendo che le ripetute previsioni statunitensi di un imminente collasso dell’Iran e della distruzione delle sue capacita’ militari non abbiano finora prodotto risultati concreti e siano soprattutto parte di una guerra psicologica.
Trump annuncia: "Da oggi guerra economica contro l'Iran"
Nessuno ha offerto alla Repubblica Islamica dell’Iran un’opportunità migliore della mia per raggiungere un accordo. Tragicamente per loro, non l’hanno colta. Pertanto, oggi annuncio l’operazione economica più devastante mai intrapresa contro un Paese! Si tratterà di una guerra economica e di un isolamento senza precedenti". Lo annuncia Donald Trump su Truth avvertendo inoltre che “qualsiasi Paese consenta alle proprie istituzioni finanziarie, imprese, aeroporti o enti governativi di offrire all’Iran un’ancora di salvezza dovrà affrontare a sua volta conseguenze economiche tremende”.
“Contrabbando di petrolio, trasferimenti di denaro, uffici di cambio, registri navali, società di facciata: tutto questo deve cessare ora”, sottolinea ancora Trump. “Sapete bene chi siete. Sarà un ‘D-Day economico’ e abbiamo bisogno che tutti i nostri alleati si schierino al fianco degli Stati Uniti per isolare e sconfiggere la minaccia rappresentata dall’Iran - insiste il presidente americano - Questi fanatici sono alle corde; queste misure storiche li metteranno in ginocchio, paralizzando la loro capacità di diffondere il terrore nel mondo. l’iran non avrà mai un’arma nucleare”
Axios, operazione segreta Usa per corridoio petrolio da Hormuz
Secondo quanto riporta Axios, che cita due funzionari statunitensi, “l’esercito americano ha segretamente istituito un corridoio di navigazione in entrata e in uscita dallo Stretto di Hormuz per trasportare milioni di barili di petrolio al giorno: un successo notevole, nonostante la guerra nel suo complesso rimanga in una fase di stallo”.
“Nell’ambito dell’operazione, in corso da diverse settimane -sottolinea Axios- da 15 a 20 petroliere sono entrate e uscite dallo stretto attraverso un canale meridionale lungo la costa dell’Oman. Secondo quanto riferito dalle autorità, circa 10 milioni di barili di petrolio al giorno, ovvero circa la metà del volume prebellico, vengono trasportati fuori dallo stretto e immessi nel mercato energetico globale”.
