Olimpiadi invernali, Malagò: "Candidatura unitaria Cortina-Milano-Torino"

Il presidente del Coni Malagò: "Abbiamo ricevuto la disponibilità di Milano e di Cortina, aspettiamo di sapere se c’è anche quella del capoluogo piemontese. Una novità assoluta nella storia del processo delle candidature"

L'Italia intende presentare una candidatura unitaria per le Olimpiadi invernali del 2026. In ballo c'erano Milano, Torino e Cortina. Potrebbero correre insieme senza una città capofila. È questa l'indicazione che la commissione di valutazione, guidata da Carlo Mornati, ha dato al Coni alla vigilia della decisione finale della Giunta e del Consiglio nazionale sui Giochi invernali che si terranno tra otto anni. "La commissione - ha annunciato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, al termine della riunione della commissione di valutazione - indica in assoluto una strada da seguire: la possibilità di una candidatura congiunta con le tre città per far sì che ci sia una vera candidatura del Paese, una candidatura italiana. Questa è una novità assoluta nella storia del processo delle candidature. È stato ottenuto dal Cio la possibilità di avere un riscontro di pari dignità da parte delle tre città".

"Abbiamo acquisito la disponibilità delle città di Milano e Cortina, aspettiamo di sapere se c'è anche Torino. Ma questa è un'occasione più unica che rara", ha evidenziato Malagò. Ed ha spiegato che "il governo sa tutto da venerdì scorso". "L'obiettivo - ha aggiunto - è stata l'unitarietà della candidatura, poi l'aspetto dei costi-benefici: questa è in assoluto la candidatura che costa di meno, a detta della commissione di valutazione delle singole candidature. Si è cercato di prendere il meglio da ogni singolo dossier".

Alla vigilia mettere insieme le tre realtà non è stato facile. Milano, infatti, aveva ribadito la sua apertura al progetto unitario, ma con un ruolo da capofila. Cortina si era detta disposta al dialogo mentre Torino aveva escluso di voler fare "da stampella di altre città".

Giuseppe Sala, sindaco di Milano, commenta così le dichiarazioni di Malagò: "Leggo le dichiarazioni del presidente del Coni. Condividendone lo spirito, ribadisco la necessità di una chiara identificazione della governance della candidatura. L’esperienza in Expo mi ha insegnato quanto sia fondamentale per il rispetto dei tempi e perla qualità del progetto una precisa identificazione delle responsabilità della gestione del processo di candidatura e poi, auspicabilmente, della realizzazione. Milano vuole essere un’opportunità per le Olimpiadi italiane, nella consapevolezza che un’impresa del genere è gestibile solo con scelte precise".

In serata il sindaco di Torino, Chiara Appendino, dichiara che le decisioni sulla proposta del Coni "spettano non più alle singole amministrazioni locali, ma a tutti gli enti preposti e al governo nazionale, nei confronti del quale, con il dovuto rispetto, ci mettiamo a disposizione". In una lettera a Malagò la Appendino rimarca però che quella di un’unica città è ritenuta "la soluzione migliore e la più idonea", e si dice convinta "della bontà del lavoro da noi fin qui svolto e del fatto che la candidatura compatta di Torino con le sue montagne sia la migliore".

Commenti

steacanessa

Mar, 31/07/2018 - 20:01

Per combinare belinate siamo imbattibili.

Ritratto di sekhmet

sekhmet

Mer, 01/08/2018 - 06:53

Capisco la candidatura di Cortina, in mezzo alle montagne e già sede di olimpiadi. Capisco quella di Torino, che ha già fatto bella figura nel 2006. Cosa c'entra Milano, che per svolgere le olimpici italiane... andrebbe in Svizzera? Un po' di pudore, almeno. Certamente, da una candidatura unitaria, l'unica ad avvantaggiarsi sarebbe Milano che, ripeto, si è infilata di forza e di straforo nell'operazione olimpiadi. Per andare in Svizzera a gareggiare, tanto varrebbe proporre Cagliari. Sekhmet.