Il Papa anticipò le dimissioni in un'intervista al biografo: "Quello che ho fatto basta"

Pubblicata l'intervista rilasciata al biografo Peter Seewald dieci settimane fa. Il Pontefice: "Dopo Vatileaks né spaesato né stanco, ma le mie forze diminuiscono"

"Non è stato il caso Vatileaks a indurre Benedetto XVI a rassegnare le dimissioni". Ad affermarlo in una lunga intervista esclusiva al settimanale Focus Peter Seewald, il biografo del Santo Padre, che sta scrivendo un libro sulla vita di Ratzinger. Per stendere la nuova biografia, che segue al volume Luce nel mondo (pubblicato nel 2010), Seewald ha avuto con il Pontefice numerosi colloqui. L’ultimo è avvenuto dieci settimane fa, in Vaticano.

In una conversazione di un’ora e mezza svoltasi nello scorso mese di agosto a Castelgandolfo, papa Benedetto XVI dichiarò al giornalista di non essere rimasto sconvolto dalle rivelazioni di Vatileaks. "Non sono caduto in una specie di disperazione o di dolore indicibile, la cosa mi è semplicemente incomprensibile", affermò il Santo Padre che, nel corso delle conversazioni avute con Seewald, ammise di non riuscire a comprendere le ragioni che indussero il suo cameriere privato, Paolo Gabriele, a trafugare i documenti dalla Santa Sede. "Quando considero la sua persona - precisò il Papa - non riesco a capire cosa ci si possa attendere da lui. Non riesco a penetrare in questa psicologia". Conversando con Seewald, Benedetto XVI sottolineò invece che nel chiarimento della vicenda di Vatileaks per lui era importante che "in Vaticano venga rispettata l’indipendenza della giustizia, non che il monarca dica: adesso me ne occupo io".

Adesso Seewald rivela di non aver mai visto prima il Papa così stremato ed abbattuto, al punto che solo raccogliendo le sue ultime forze risucì a terminare il terzo volume sulla vita di Gesù. "Questo è il mio ultimo libro", confessò in un’occasione Benedetto XVI che alla domanda del giornalista tedesco su cosa ci si potesse ancora attendere dal suo Pontificato rispose: "Da me? Non molto. Sono un uomo vecchio e le forze stanno scemando. Penso che sia sufficiente ciò che ho fatto".

Commenti
Ritratto di perigo

perigo

Sab, 16/02/2013 - 10:50

Un pericolo precedente. Da oggi in poi chiunque verrà dopo potrà ragionare alla stessa maniera o, peggio, essere obbligato a farlo sotto influenza altrui. La stessa Chiesa Cattolica senza il baluardo di un papato inscalfibile, diventa fragile e poco credibile. Inquietante come il Papa ha esordito all'udienza del mercoledì dopo averlo annunciato ai cardinali qualche giorno prima. "Ho deciso di rinunciare alla missione affidatami dal Signore..." Ma come si può? Se il Signore affida una missione non si può rinunciare, non l'ha fatto Cristo, non lo può fare colui che per millenni è stato definito il Suo vicario sulla Terra. Il Papa, per l'appunto...

michele lascaro

Sab, 16/02/2013 - 11:48

Il fattore umano, parafrasando Greene, conta sempre, anche nella vita di un Papa. Per essere arrivato, però, a questo punto estremo, che nessuno di noi si aspettava,e che ha, in un certo modo, reso più fragile la Cattedra di Pietro, è segno che l'animo era stato proprio cotto a dovere, vero Curia romana?

brandoren

Sab, 16/02/2013 - 11:51

"Quello che ho fatto basta" Incredibile!!! ha esordito dicendo di essere stato eletto lui, umile servitore della vigna di cristo. Per 8 anni è stato seduto sul soglio di pietro arricchendolo attraverso le parole, meno attraverso i gesti. Ma anche questo non importa perchè quello che è entrato nel conscio collettivo è la atemporalità della funzione ministeriale papale. Un papa che afferma di aver fatto abbastanza è una persona che " laicizza" la sua funzione come qualunque altra carica iistituzionale del mondo moderno. Concezione ad personam dell' investitura avuta, relegando , per adottare il linguaggio di chiesa, la spirito santo in un angolo marginale e svilito. Nostro signore, sempre per usare un termine di chiesa , al getsemani è rimasto a sudare sangue tutta una notte ben sapendo che per lui si stava aprendo il sentiero del patibolo , dell' umiliazione della croce. Poteva fuggire, non lo fece e se ebbe un momento di scoramento umano pronunciando le parole " eli lama sabactani" " mio sifnore erchè mi hai sacrificato" chiuse tutto il resto rimanendo sulla croce. Ratzinger diranno i fedeli, gli umili, i dannati della terra perchè ci hai abbandonato e lui dirà " sono stanco" incredibile. Spero che questo hiatus delle dimissioni rimanga " fatto una sola volta" frutto di gran confusione tra persona e funzione.

brandoren

Sab, 16/02/2013 - 12:04

@ perigo "Ho deciso di rinunciare alla missione affidatami dal Signore..." Ma come si può? concordo con la sua opinione gentile signore. Il nostro caro papa non sembra rendersi conto della realtà effettuale del suo operato. Non si accorge che sta relativizzando il papato lui che si era proposto grande oppositore del relativismo occidentale. Non si rende conto che , abbandonando, lascia la curia in mano a gente che mercanteggia cristo da mane a sera dando loro un potere di veto o di circonvenzione che mai dovtrebbero avere , farisei mella mente e nella persona. Crepuscolo e grande confusione purtroppo.

brandoren

Sab, 16/02/2013 - 12:49

Mentre il vascello , sempre più fragile, di cristo è in procelloso mare di disorientamento totale, in vaticano ci si preoccupa del salvadanaio , nominando un nobile tedesco, certamente figlio del basso popolo, a capo del sempre chiacchierato istituto delle opere. E ratzinger cosa fa? benedice. Marginale appare poi il fatto che questo von.... sia presidente di un' industria che produce Yacht e navi da guerra cosicchè finalmente si potrà rispondere a stalin che anche noi abbiamo le nostre corazzate. Per un tedesco che va un altro ne arriva. Vergogna

brandoren

Sab, 16/02/2013 - 12:56

Caro santo padre non ha sentito la telefonata di giorgio la pira che le diceva che lo spirito santo in sogno aveva detto a lui (la pira) che Lei sarebbe rimasto dove lo spirito lo aveva innalzato ?

tzilighelta

Sab, 16/02/2013 - 13:16

Molto interessanti i commenti che mi hanno preceduto, da ateo osservo e considero le dimissioni del papa una svolta senza precedenti, un po' come il crollo del muro a Berlino, da li in poi tutto è cambiato, gli effetti non sono ancora finiti, quindi mi aspetto anche nella chiesa un cambiamento radicale per una istituzione che considero anacronistica e falsa, nei valori che trasmette e nelle opere che compie, non da oggi naturalmente, la banca IOR, lo stato Vaticano, i ministri di Dio, la conferenza episcopale, l'8 x mille, l'influenza diretta nella politica italiana sono un retaggio della storia, forse un refuso, 150 anni fa potevamo chiudere i conti e diventare finalmente un paese moderno come gli altri, e invece a colpi di concordati abbiamo cresciuto un mostro, Ratzinger non ci sta a condividere questa ipocrisia, l'età e la malattia non sono neanche da prendere in considerazione tra i motivi che hanno spinto il papa a questo gesto rivoluzionario!

blues188

Sab, 16/02/2013 - 13:16

Non è sceso dalla croce, ha solo cambiato posizione.

brandoren

Sab, 16/02/2013 - 14:15

Le cosiddette dimissioni definite da alcuni " rivoluzion arie del quasi ex papa tedesco di foriero non hanno nulla se non l' elezione di un ponrefice da un concistoro di prelati nella maggior parte nominati da lui i quali saranno ben sordi al flatus voci dello spitrito santo. In questi tempi ex ante ma anche ex post dimissioni non si de all' orizzonte altro se non un peggiore conservatorismo con trionfo ontologico cultualista della dottrina papale. Ratzinger ha parlato tanto ma gesti nulli. e quando ha visto che la barca affonda si è richiamato a schettino altro che rivoluzionario.

brandoren

Sab, 16/02/2013 - 14:18

sì per stare un pò piuù comodo

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 16/02/2013 - 14:19

Pur ammettendo che l’errore maggiore è stato commesso dal Conclave che lo ha eletto, Lui resta colpevole di aver in primis ‘ingannato’ la società tutta, con la sua parvenza di essere ‘il buono per tutte le stagioni’, ( e qui apro una parentesi, diffidate dei ‘monaci falsi’, diffidate di quanti ci salutano dicendoci -pace e bene- perchè nascondono un torbido occulto). Poi, lui sapeva, essendo stato l’ombra del Beato Giovanni PaoloII, quale era il percorso da fare. Sulla asprezza del quale aveva avuto tutto il tempo di ben riflettere e di filosofare. Malgrado la profonda conoscenza dei testi morali, teologici, di cui era provvisto, non si è lasciato minimamente coinvolgere nel superiore Spirito di abnegazione che il Mandato esigeva. Ha sbattuto la porta in faccia all’Olocausto di Sè. Ha puntato diritto al Villino Excellent immerso nel ‘Disneyano’ parco iperprotetto, con le affabili suorine che lo accudiscono come, più, che fosse un Faraone. Mentre a Corviale i pianerottoli tra le migliaia di famiglie che li calpestano per ficcarsi nei cinquanta metri quadri, gravidi di ogni sorta di sofferenza, sono testimoni della condizione umana più vicina alla Via Crucis. Certo, che non se la sentiva più di dipendere dal protocollo. Ma, consentitemi, ho più pietà di Silvio Berlusconi, che è stato bersaglio di omicidio, e violentato dalla moglie e dalla magistratura oltre a tutti i demoni del mondo politico e della stampa che ben conosciamo. Altro che, – pregate per me – Io prego sinceramente per Silvio e per tutto il restante Popolo Italiano, vittima di ingiustizie ed indifeso e disarmato davanti alle Istituzioni. Non lasciatevi abbindolare. La Chiesa non la si difende in questo modo. Ma, aprendo gli occhi.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 16/02/2013 - 14:28

Insomma, l'interrogativo si pone. Dobbiamo dire la verità scientifica? oppure dobbiamo parlar bene di Joseph Ratzinger, costi quel che costi? --- Amicus Plato sed magis amica veritas --- La VERITA' è tutta nei ''' GENI ''' che ogni essere umano possiede. Se, in un uomo o donna, manca il 'cromosoma' dell'IDEALE SUPERIORE, dell'Olocausto' di sè, è inutile cercare la Santità. Ora, io mi rivolgo ai Reverendissimi Cardinali Elettori. La scelta del candidato al Sommo Soglio, è la cosa più difficile che possa impegnare un Collegio Vaticano. Guai a sbagliare. E non si dia la 'colpa' allo Spirito Santo. Cautelativamente si leggano il seguente mio inserimento :----Dario Maggiulli scritto il: 11.2.2013 alle 22,00 Prego tutti soffermarsi con attenzione su quanto riporto qui. Trattasi di una lettera che indirizzai al Pontefice quattro mesi dopo la Sua nomina al Sacro Soglio. Sono riflessioni legittime e per nulla irriverenti. Joseph RATZINGER era e rimane un Grande Uomo della Chiesa ed un Grande Uomo fra gli Uomini. Dario MAGGIULLI Roma 24 Agosto 2005 SANTO PADRE Da Buon Credente (ed il Buon è tutto nell’appartenenza al Cattolicesimo) non posso starmene zitto e vedere scorrere ai miei piedi questo fiume di impotenza o peggio. E di cosa sto parlando? Ovviamente del Dopo WOITILA, il Papa che ha rappresentato la grande colonna di sostegno di una vòlta pericolante. E, non si può fare a meno di parlarne se si vuole intervenire sulla Chiesa oggi. D’accordo, la potenza del sistema mediatico è stata fondamentale, ma senza la dovuta ‘animazione’ sarebbe stato praticamente lettera morta. E dico subito che la Grandezza dell’-Uomo-, è consistita nella Sua metafisica, che ce Lo ha fatto pervenire quale Entità Superiore, non dipendente da amministrazione terrena, bensì, intensamente gestita dall’Alto, per illuminare i sofferti percorsi. E, l’Umanità si è corroborata con ‘tanta’ Presenza. Ma, la continuità… dov’è??? Se non è garantita, è lo sbando. E, tutto lo fa presupporre. Le ‘ragioni vili’ ne prendono il posto. E, cosa occorre per ‘corazzare’ la disponibilità dei Credenti, e non, a sorreggere la Chiesa? Una Regìa. Che non c’è. Occorre una ‘ i n t e l l i g e n c e ‘ che sappia sostituire il Maligno con la Sana Ragione. Intanto, occorre un ‘rompighiaccio’ in questa inaccessibile superficie. Ipotizziamo che il Papa, a Colonia, si sia presentato, ‘non circondato’ da saltibanchi o da Croci infrante, ma che, rivolgendosi al Mondo presente e lontano, (non brandendo o agitando) sospingendo in avanti l’Amata Croce, avesse detto semplicemente, ad alta voce, (o tramite una voce aggiuntiva altisonante che si fosse alla Sua sostituita) — IN HOC SIGNO VINCES —, ripetuta per ben tre volte, con calcolato distacco. Quindi, rivolto a tutte le Creature della Terra ::: “”” Mi rivolgo a tutte le Creature della Terra, bisognose, tutte, di un riferimento salvifico, Superiore. —IN HOC SIGNO VINCES —. Fatevi il Segno della Croce, socchiudendo gli occhi, e vi troverete l’agognato sostegno. Le debolezze, atroci, saranno vinte. Tutte le negatività saranno sconfitte col Segno della Croce. Sia reso omaggio a Costantino il Grande, fondatore della ufficialità del Cristianesimo, che ha saputo ben comprendere che la Croce apparsagli era l’unica risorsa salvifica per l’UOMO. Non ci sono ricchezze materiali o forme più o meno estreme di potere che possano dare ristoro alla sofferta condizione umana. Liberatevi dalla manipolazione dei vostri animi praticata dai perversi feticci consumistici. Siate semplici e puliti, in tutto. Mi rivolgo a tutti indistintamente, ai peccatori, a quanti sono sprovvisti della Fede, a quanti sono stati deprivati del Verbo, alla grande famiglia dell’Uomo, tutta. Fatevi il segno della Croce e vincerete sul Male.— “”” Ora, va detto che il Pontefice necessita di erigersi come figura carismatica ed è indispensabile che la Sua voce sia acusticamente penetrabile. E, non possiamo fare a meno di osservare che l’attuale amabilissimo Santo Padre, purtroppo, ha una voce terribilmente afona. Vale a dire, inadatta a sensibilizzare l’ascoltatore. Il valore di Joseph Ratzinger è fuori discussione, ma, onestamente, era molto più adatto prima, come figura nobile di granitica cultura Cattolica. Il candidato Papa deve essere provvisto di un particolarissimo effetto speciale. Per il resto (i contenuti) può essere benissimo pilotato. Ecco perché la Chiesa, manca della giusta regìa. Questo ultimo è stato un Conclave dalla anacronistica intelligenza. Nessuno che avesse avvisato gli ‘Elettori’ dell’importanza di tener conto dell’applicabilità dell’immagine del Pontefice al faraonico strumento mediatico. Timbro sonoro, inflessione vocale, fisiognomica facciale. Sono queste le cifre da spendere nel ruolo di Sommo Pontefice. Nell’odierna società planetaria. Rammentiamoci di come Papa Pacelli avesse perfettamente compreso questa esigenza e come si preparava ‘dietro le quinte’ per essere accettabile al meglio nel ruolo ricoperto. Ora però, Benedetto XVI non si può dimettere, ma può continuare ugualmente con intelligenza, innovando la ‘regola’, con l’inserimento del -comunicatore sonoro del Papa-, spiegando apertamente, con sincerità, che si rende necessaria l’adozione di almeno cinque comunicatori delle più importanti lingue parlate nel mondo, nel rispetto dell’oceanica attenzione che i sempre più sofisticati mezzi di propagazione mediatica costringono ad attuare e maggiormente per una più corretta terminologìa linguistica. Ed anche per sottrarre il Papa a quell’enorme travaglio (di cui abbiamo avuto prova atroce) che parlare improvvisando comportava. Sarebbe, questa, la grande –innovazione-, apprezzata per la sua palese coerenza con il passo del Progresso della Comunicazione. Ratzinger, risponde appieno, quale autore di questa originale -innovazione- La Sua voce soffusa, dovrebbe ogni volta essere coperta da quella di particolari recitatori, come nelle televisive ‘Via Crucis’. Ora, torniamo al —rompighiaccio— “”” IN HOC SIGNO VINCES “”” Immaginando quindi che a Colonia, Papa Benedetto avesse esordito così, possiamo essere certi che avrebbe fatto centro. I dibattiti si sarebbero propagati nelle ‘famiglie’ di tutto il Pianeta. Gente umile, intellettuali, aristocratici, politici di ogni risma, tutti indistintamente, avrebbero ‘sperimentato’ il “Segno della Croce”. In tal modo si sarebbe spento quel pericoloso principio d’incendio costituito maggiormente dalle aggressive donne che detestano il Crocefisso sui muri o sui tavoli. Il movimento di opinione a favore sarebbe stato travolgente al punto da inibire l’avanzata del Male Assoluto. In un altro ‘passaggio’ del Pontificato, rilanciare l’imperioso grido a Lazzaro — ALZATI E CAMMINA — Tutti noi, nella pesantezza dei nostri affanni, dovremmo sentire questo sprone di Gesù che ci esorta così come aveva resuscitato Lazzaro. — Dario, alzati e cammina — Gli uomini, le donne, tutti hanno bisogno di questo aiuto. Occorre una regìa ad hoc. E perché io possa ancora rendermi utile ho bisogno di avere un cenno scritto di riscontro dell’avvenuta ricezione di questa lettera. Nel caso non la ricevessi sarei portato a credere di non essere stato apprezzato. Con tutto il Bene dell’Anima Dario Maggiulli

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 16/02/2013 - 14:37

PRENDETEMI SUL SERIO!!! --- Al fine di combattere la generale sprovvedutezza degli ‘aventi titolo decisionale’, come l’elettorato della società, aperto in ogni direzione, laica, laicista o religiosa, si impone la necessità di far luce sull’UOMO. L’inevitabile riflessione va tutta sulla eterogenea natura degli uomini. Woitila, chino sotto il fardello del Mandato. Intensamente concentrato nel respingimento di ogni tentazione evasiva. Vita come Olocausto Supremo. Il peso della Croce che tramortisce, trova nel Suo lunghissimo, ultimo, martoriato cammino, il senso purissimo del messianico lascito di Gesù Cristo all’umanità tutta. Recupero insuperabile del Sacro Originario. Ratzinger. Il classico carrierista istituzionale, curatissimo nell’estetica esteriore, dal sorriso e dal passo stereotipato, dipendente non dall’Anima, ma dalla mente. Dal calcolo che imprime in lui decisioni di tornaconto terreno. Tradito dall’intrattenibile, furtivo ghigno di una coscienza codina. Che non riesce a nascondere. Ecco le Due Facce della medaglia. Il primo, Papa inattaccabile. Il secondo Papa per sbaglio. Dopo averGli sentito dire (dal TG) rivolto alla folla degli adoranti ---- Continuate a pregare per me --- ho proprio sbottato. Ma come si fa?! Il Paese tutto sta vivendo un momento di disperazione. I suicidi non si contano più. Le famiglie che non arrivano alla fine del mese sono milioni. Le carceri scoppiano, specialmente dopo l'ultima rimpinguata. Famiglie di personaggi, stramazzate al suolo da una feroce magistratura. Ovunque è sofferenza e vergogna. E, questo pensionato di platino, d'oro, accudito dalle suorine, col vezzo dei colori della ricchezza, che è così tanto generoso con i pesciolini nella piscinetta, ai quali somministra le mollichine, ci chiede di -continuare a pregare per lui- Non per gli afflitti ed i tormentati da Monti. Non volge il suo sguardo ai diseredati. Ma, si autocommisera. Figlio di una cuoca e di un soldatino di periferia, deprivato dalla natura, di risorse nobili, svuotato di pulsioni altruistiche. Speculatore sommo di letterature morali suggestive, esistenti nelle biblioteche dei Sacri Palazzi, si paluda di superiorità sapienziale, ingannando le ingenue menti, usando il moralistico nozionismo carpito a bella posta. E, scaricando tutte le sue responsabilità sullo Spirito Santo. Che più blasfemo non si può. Ma credo che Dan Brown (Angeli e Demoni, dal 14.2 Inferno) stia lavorando alacremente in queste ore. Meglio di me.

tzilighelta

Sab, 16/02/2013 - 15:05

Altroché rivoluzionario, e gli effetti si vedono già adesso, c'è chi prega per Berlusconi, chi lo scambia per Schettino, ma non è stato Ratzinger a portare la chiesa sugli scogli, e li adagiata da decenni con buona pace dei fedeli che non se ne sono mai accorti, per forza, stare sempre con il naso all'insù aspettando qualche segno divino li ha distratti dalla realtà e giù a terra le cose sono andate in modo diverso, liquidare questa faccenda scaricando le colpe sul quasi ex papa non è solo da sciocchi ma anche da vigliacchi, via i prosciutti dagli occhi, la polvere non può finire sempre sotto il tappeto, è tempo di fare i conti con la storia!

Kierkegaard

Sab, 16/02/2013 - 17:20

Il Papa si è dimesso! La giustificazione fornita : “non si sentirebbe più in grado di dirigere la Chiesa, poiché è ormai vecchio, stanco e indebolito”. Molti fedeli hanno accettato la sua decisione sulla base del fatto che il Papa “sarebbe un uomo come tutti noi”. Ma, se da un lato il Papa è certamente un uomo come gli altri, un uomo in carne ed ossa, dall'altro non lo è affatto. Il Papa, in quanto "maestro di tutti i cristiani", dovrebbe avere il dovere, più di ogni altro uomo, di rispettare e incarnare i valori di Cristo. Se Cristo avesse deciso di scendere dalla croce, non avremmo avuto il cristianesimo! Se i ‘martiri’ avessero evitato il martirio non sarebbero stati martiri e neanche santi. Se non erro, il simbolo della Croce ci insegna che ogni cristiano ha il dovere di non sottrarsi alla sofferenza, così come Cristo ha sopportato la crocifissione per salvare l’umanità. Benissimo, il Papa si comporta invece come un responsabile dirigente d’azienda che si dimette perché non più in grado di gestire con efficienza la propria impresa. Ma il Papa è stato fatto Papa per garantire l’efficienza aziendale della Chiesa o piuttosto per sostenere in tutti i modi, in quanto simbolo della cristianità, i fondamenti morali e spirituali del cattolicesimo? Non sembra che i valori cristiani abbiano bisogno di un aitante e giovane manager per essere adeguatamente sostenuti. Altrimenti non si spiegherebbe come mai Giovanni Paolo II, malgrado l’età avanzata e uno stato di salute evidentemente molto più problematico di quello che sembra affliggere il nostro Papa dimissionario, abbia scelto di andare avanti fino all'ultimo giorno, testimoniando la propria fede attraverso la sofferenza!

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 16/02/2013 - 17:46

Riprendo un mio antico assunto. ----- LA CROCE E' IL PRINCIPIO METAFISICO COSTITUENTE L'ORDINE RAZIONALE DEL MONDO, CHE CI CONSEGNA ALLA DIMENSIONE SOPRANATURALE DI DIO .

Ritratto di lectiones

lectiones

Sab, 16/02/2013 - 21:50

Il Papa in prorogatio imperii Questa delle dimissioni del Papa immediatamente operanti, mi lascia molto perplesso. Non c'è una normativa che regoli la straordinarietà. Il Papa è Papa per carisma e le dimissioni sono una toppa che non ha pratica applicazione procedurale. C'è la volontà del soggetto Papa che ritiene di non essere più Papa a decorrere dal 28 febbraio 2013. E' sufficiente? Certo, non credo che si possa obbligare Ratzinger a restare Papa, se vuole andarsene mica possiamo punirlo per abbandono di posto. Resta che, secondo me si sarebbe dovuto già convocare il Conclave per provvedere alla sostituzione. Per il momento, il Papa dimissionario dovrebbe adempiere a tutte le necessità occorrenti alla cristianità. Lo sta già facendo, ma allora è superfluo pretendere che lo Spirito Santo anticipi la sua calata. CF

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 16/02/2013 - 21:52

Mi viene in mente l’affresco con la predicazione dell’Anticristo di Luca Signorelli ad Orvieto: si vede l’Anticristo che predica col diavolo alle spalle; ma, a guardare bene, in primo piano c’è un giovane ben vestito, con le mani sui fianchi, che si guarda intorno, come per controllare l'effetto dei discorsi dell’Anticristo. E’ elegante, seducente e dall’inappuntabile “contegno”: è forse lui il vero Anticristo, mentre quello che parla è solo messo lì per essere individuato e far, in un certo senso, da “capro espiatorio”? Ratzinger ha forse "visto" la presenza diabolica nella Chiesa e nel mondo sotto la forma di uomini pacati, presentabili, ma sotto sotto, malvagi e spietati? Ha forse visto un mondo presuntuoso, ipocrita e inattaccabile e ha preferito lasciare ad altri più temprati il compito di affrontarli? E’ stato un gesto di resa oppure ha in mente un piano?

cgf

Sab, 16/02/2013 - 22:26

sono incredulo! Spero in un ravvedimento, nessuno, tanto meno il papa che deve dare l'esempio a tutti, fa mai abbastanza ed è richiesto ogni sforzo fino alla fine. Moltissimi mistici hanno avuto i loro dubbi, persino Madre Teresa ha avuto i suoi dubbi, ma fino alla fine non ha mollato. O lui conosce esattamente il giorno del proprio dies Natalis da non voler lasciare vacante soglio di Pietro oppure non penso che creerà beneficio alla Chiesa come egli stesso ha detto annunciando le proprie dimissioni, non è così che si celebra l'anno della Fede, molti troveranno il pretesto per perderla. Non capisce la psicologia del suo ex-maggiordomo? imo non è leggendo/scrivendo/interrogandosi che si trova, ma solo pregando con l'abbandono della fede lasciando a Lui fare il proprio mestiere, noi siamo solo 'servi inutili', lo dice Gesù stesso nel Vangelo. Ci è chiesto di donarci e di farlo fino in fondo.

Cesare Arquato

Dom, 17/02/2013 - 00:20

Maggiulli, grafomane!

Ritratto di abraxasso

abraxasso

Dom, 17/02/2013 - 06:56

Comunque lo si giri, appare come un gesto di viltà: sia che sia stato fatto in modo spontaneo che costretto. Inoltre il Papa dopo le dimissioni avrebbe dovuto sparire immediatamente dalla circolazione, come se fosse davvero morto per il mondo! Invece, come un dipendente qualsiasi, ha dato gli otto giorni di preavviso! A chi si è ispirato? Allo Spirito Santo o ai Santi Sindacati? Chi comanda lì? Dio o la "vergine" Camusso?

Ritratto di abraxasso

abraxasso

Dom, 17/02/2013 - 07:00

Dante, se dovesse descrivere Benedetto XVI all'Inferno, lo descriverebbe tale e quale come ha fatto con Celestino V: "...che fece per viltade il gran rifiuto!". Per fortuna che Benedetto XVI si era scagliato contro il relativismo! Mah!

Ritratto di abraxasso

abraxasso

Dom, 17/02/2013 - 07:05

La butto in vacca. A - Senza contare che d'ora innanzi, oltre alla formula "A ogni morte di Papa", che indica un avvenimento rarissimo, potremo anche dire: "A ogni dimissione di Papa!" che servirà a indicare un avvenimento che si ripete raramente, ma con maggiore frequenza del primo. B - Io ci vedo lo zampino di Berlusconi. Voi no?

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 17/02/2013 - 11:25

Per buttarla in vacca, io ci vedo il culone della Merkel, nemica di Roma, che ha irretito il suo 'paesano' convincendolo a demolire la Chiesa, quindi L'Italia, nel 'sacro' spirito di Martin Lutero, la cui influenza è ancora viva nelle decisioni europeiste del popolo germanico.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 17/02/2013 - 12:51

#Cesare Arquato, dimostri di non saper comprendere l'importanza storica di questo fenomeno. Non sei invece stato capace di commentarlo, e di rilevare quanto sia scarna la generale riflessione, per 'paura' di 'tradire' la Chiesa. Invito tutti di uscire allo scoperto, armati di intelligenza, più che del facile romanticismo retorico. E, se non vi siete mai impegnati a leggere qualcosa di veramente saggio, per la sua lunghezza prosaica, credetemi, questa volta ne vale la pena. Ovunque vedrete il nome Dario Maggiulli, fermatevi, fate un sacrificio e sorbitevi tutti i pistolotti che produce. Rinascerete, così, a nuova vita. Come se a farlo fosse stato lo Spirito Santo.