Si aggrava il bilancio del terremoto che ha devastato la Colombia. L’ultimo bilancio è di 132 morti e 570 feriti. La città più colpita è Cali, dove si registrano 188 dispersi e 5mila case colpite. Diversi Paesi, tra cui gli Stati Uniti, hanno annunciato l’invio di aiuti.
Usa, stanziati 15,5 milioni di dollari in aiuti per il terremoto in Colombia
Gli Stati Uniti annunciano lo stanziamento di aiuti per 15,5 milioni di dollari a favore della Colombia, colpita lunedì da un violento terremoto. Lo riferisce il Dipartimento di Stato in una nota.
A seguito del devastante terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito diverse regioni della Colombia, “l’Amministrazione Trump sta stanziando 15,5 milioni di dollari per alloggi di emergenza, generi alimentari, misure di protezione e valutazioni dei danni sismici”. Pertanto, “siamo uniti nella preghiera al popolo colombiano e pronti a sostenere il presidente Abelardo de la Espriella e il suo governo mentre valutano le necessità sul campo”, ha aggiunto il Dipartimento di Stato in una nota postata su X.
Colombia, aiuti a Pereira dopo il terremoto, in arrivo carburante e farmaci
Il governo colombiano ha annunciato l’invio di aiuti a Pereira e nel dipartimento di Risaralda, tra le aree più colpite dal terremoto di magnitudo 7,4. Il ministro dell’Interno Rodrigo Lara, da Pereira, ha annunciato l’invio immediato di carburante per garantire il funzionamento dei generatori della rete ospedaliera privata, oltre a un generatore da 250 cavalli per l’ospedale Santa Monica e altre autobotti. “Porteremo anche medicinali”, ha aggiunto Lara, precisando che gli interventi saranno coordinati dalla first lady Lucia Pineda. Il ministro ha quindi annunciato un sopralluogo a Pereira insieme al governatore di Risaralda e in coordinamento con il sindaco, per una valutazione più precisa dei danni provocati dal sisma. L’obiettivo, ha spiegato Lara, è garantire la continuità dei servizi essenziali e rafforzare l’assistenza alla popolazione colpita dall’emergenza.
Aggredito il sindaco di Cali durante i soccorsi dopo il sisma
Il sindaco di Cali, Alejandro Eder, è stato aggredito mentre era impegnato nelle operazioni di assistenza alla popolazione dopo il terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito la Colombia. Secondo la rivista Semana, il primo cittadino si trovava in strada con alcune persone quando ha iniziato a essere contestato e il suo servizio di sicurezza lo ha allontanato dalla zona. Durante l’uscita, una pietra è stata lanciata contro il sindaco, e lo ha colpito alla testa. Eder è stato immediatamente portato via dagli uomini della sicurezza. Le autorità stanno esaminando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per identificare i responsabili dell’aggressione. L’episodio è avvenuto mentre Cali affronta le conseguenze del sisma, con danni a edifici e infrastrutture e centinaia di persone ferite. Il sindaco ha successivamente disposto il coprifuoco e il rafforzamento della presenza militare in diversi punti della città per garantire la sicurezza e prevenire eventuali saccheggi.
A Cali coprifuoco e militari contro i saccheggi dopo il terremoto
Il sindaco di Cali, Alejandro Eder, ha decretato il coprifuoco e ordinato la militarizzazione di alcune aree a causa delle allerte per possibili saccheggi in seguito al terremoto che ha colpito la città. La restrizione è invigore dalle 20:00 di lunedì 10 agosto 2026 e si concluderà alle 6:00 di martedì. La misura è stata presa per tutelare la popolazione civile e permettere alle squadre di emergenza di concentrarsi sui soccorsi. Polizia ed esercito pattuglieranno i settori più danneggiati dal sisma, mentre per gli ospedali è stata dichiarata l’allerta rossa ed è stato proclamato lo stato di calamità pubblica. “Abbiamo allarmi e minacce di saccheggi in vari punti della città. In questo momento, la nostra priorità è proteggere i cittadini e garantire che i soccorritori possano continuare le operazioni di salvataggio dopo il sisma”, ha dichiarato Eder su X. Il primo cittadino ha ribadito la necessità di non ostacolare i soccorsi: “Cittadini di Cali: queste prime 48 ore sono critiche. Abbiamo bisogno che i soccorritori possano lavorare e che possiamo raggiungere le persone che sono ancora intrappolate”. Ha infine lanciato un appello alla solidarietà, confermando che le donazioni continuano a essere raccolte nella Plazoleta Jairo Varela e tramite la Croce Rossa.
Salvati madre e neonato a Cali
Un barlume di speranza emerge dalle macerie di Cali, in Colombia, dove i soccorritori hanno estratto vivi una madre e il suo bambino neonato. I due erano rimasti intrappolati in un edificio di cinque piani, crollato nel quartiere Ciudad Capri a seguito del terremoto di magnitudo 7.4. Trasferiti nei vicini centri di assistenza, sono stati dichiarati fuori pericolo. Le operazioni di ricerca proseguono senza sosta tra le rovine. Il soccorritore Carlos Ortiz ha raccontato alla stampa: “Per fortuna abbiamo trovato il bambino con la sua mamma, il che ci ha dato molta speranza per continuare a lavorare. Abbiamo già salvato sette persone e al momento stiamo cercando, ci danno segni di vita, una coppia di anziani e il loro nipotino di sette anni”. Riferendosi al neonato, Ortiz ha rassicurato: “Per fortuna è stabile, ha riportato piccole lacerazioni al momento di estrarlo, ma è stabile ed è stato assistito dai paramedici della zona”.
Bilancio terremoto sale a 132 vittime, 570 i feriti
È di almeno 132 morti e 570 feriti il bilancio del terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito la Colombia occidentale. Lo riferiscono i media locali. I soccorritori sono ancora impegnati nelle operazioni di ricerca tra le macerie, nel tentativo di individuare eventuali superstiti. Tra gli edifici crollati figurano anche le sezioni pediatriche e neonatali di un ospedale di Cali. Il governo ha dichiarato lo stato di disastro nazionale e ha disposto il dispiegamento di militari nelle aree maggiormente colpite.
Media, a Cali 188 dispersi, colpite dal terremoto 5mila case
Il presidente della Colombia Abelardo de la Espriella ha fornito un rapporto aggiornato da Cali, la terza città per popolazione del Paese, e tra le più colpite dal terremoto di ieri, dichiarando che “la priorità è localizzare le 188 persone disperse”. Lo riporta il quotidiano El Tiempo. Ha inoltre riferito che quasi 5.000 abitazioni in città sono state colpite. Il presidente De La Espriella ha incontrato il sindaco di Cali, Alejandro Eder, e la governatrice della Valle del Cauca, Dilian Francisca Toro, per valutare la situazione e stabilire le azioni successive. “Ci troviamo attualmente presso il Posto di Comando Unificato nella città di Cali - ha detto De LA Espriella - e vorrei fornire un aggiornamento sui danni e sull’impatto dell’evento. Si contano circa 5.000 abitazioni danneggiate o crollate, 35 vittime (distribuite su 40 comuni, escluse Cali e Buenaventura) e circa 700 feriti; tre ospedali sono crollati, 18 hanno riportato danni e 39 istituti scolastici sono stati colpiti, mentre l’aeroporto ha subito danni ed è operativo con limitazioni. Tuttavia, la nostra preoccupazione maggiore riguarda senza dubbio le 188 persone disperse; è proprio su questo aspetto che concentreremo gli sforzi dello Stato, in pieno coordinamento con le amministrazioni dipartimentali e comunali e, naturalmente, con il Governo nazionale”, ha aggiunto De La Espriella.
Segnalate 2.700 persone come disperse
Le famiglie colombiane hanno pubblicato informazioni sui propri cari scomparsi su siti web gestiti dai cittadini, a seguito del violento terremoto di magnitudo 7.4 che ha scosso il Paese. Fino a lunedì sera risultavano segnalate come disperse oltre 2.700 persone.
Presidente De la Espriella visita epicentro terremoto
Il presidente della Colombia Abelardo De la Espriella si è recato a Quibdo, capitale del Chocó, epicentro del potente sisma di magnitudo 7.4 che ha scosso il Paese, e ha affermato di aver mobilitato “l’intero apparato militare e di polizia” per intervenire, schierando ingegneri, soccorritori e cani da ricerca. Ha inoltre annunciato sussidi per l’affitto per chi ha visto la propria casa danneggiata, in attesa delle riparazioni. Il Chocó, la regione che circonda l’epicentro del terremoto, è una delle regioni più povere e trascurate della Colombia, spesso teatro di conflitti tra gruppi armati. Gran parte del dipartimento è accessibile solo in barca, attraverso la giungla o in aereo. “Il Chocó non sarà mai più l’isola dei dimenticati”, ha assicurato il presidente. Il terremoto rappresenta la prima grande prova per De la Espriella, che ha prestato giuramento venerdì.
Appello ai parlamentari in Colombia, donate un mese di stipendio
In Colombia, il presidente del Senato Honorio Henríquez ha chiesto ai membri del Congresso di donare lo stipendio di un mese per sostenere le famiglie colpite dal terremoto di magnitudo 7.4 che ieri si è abbattuto sul Paese, causando un bilancio preliminare di 132 morti e oltre 570 feriti. Secondo quanto riportato dal quotidiano El Tiempo, Henríquez ha lanciato l’appello tramite i suoi profili social, invitando i parlamentari ad aderire a un’iniziativa di solidarietà per aiutare le persone coinvolte nel disastro.
