Ironia, suspense e tanta buona fortuna

I libri si dividono in due categorie: quelli che non vedi l'ora che finiscano, e quelli da cui non riusciresti mai a staccarti. Non ha alcuna importanza quale sia lo stile, i personaggi, o i temi trattati: è una esame che tutti i libri sono costretti ad affrontare. Quello di Barbara Fiorio appartiene a questa seconda categoria: una volta iniziato non riesci a staccarti. Sarà perché è riuscita a mescolare l'ironia che l'ha fatta conoscere con «Chanel non fa scarpette di cristallo» a uno stile che strizza l'occhio al genere giallo, sorprendendoci inoltre con una riflessione inaspettata ma condivisibile su cosa, alla fine, sia davvero importante nella vita.
Margot ha 38 anni. Ha un gatto che la abbraccia. È una giornalista precaria, una delle tante verrebbe da pensare. Ha una sua corazza, una sua difesa, dentro, che la porta ad accettare con ironica rassegnazione quello che le capita: dalle missioni impossibili che il suo capo, Giovanna, le rifila, alle anomali follie di Tormento, il suo forse-quasi fidanzato, uno stimato professore universitario in perenne sindrome premestruale; da lui accetta, come quasi tutte le donne nate prima degli anni Novanta, ingiustificate piccole rivalse e umilianti scenate.
Sarà Caterina però a cambiarle la vita: una persona complessa, vivace, dolce e ingenua, una donna che è rimasta per anni confinata in un piccolo mondo, e che sa molto dei sogni e dei desideri delle persone, ma anche delle loro ossessioni e disperazioni. Caterina ha 85 anni e gestisce una ricevitoria. A farle incontrare saranno il capriccio di Giovanna, perennemente alla ricerca di un pezzo originale, e l'aggressione che Caterina subisce pochi giorni dopo.
Inizierà così un'amicizia che unirà le due donne in un'avventura sempre più misteriosa e che porterà Margot a decidere di rischiare tutto ciò che ha e combattere per ciò in cui crede.
È un peccato che non esista davvero la rubrica di Margot, quella «Vita e Caruggi» che vive delle storie dei tanti che ogni giorno vivono il capoluogo ligure e portano in loro un pezzetto della sua follia e della sua bellezza.
«Buona fortuna», il romanzo edito da Mondadori, consacra Barbara Fiorio come autrice moderna e divertente: sullo sfondo di questo romanzo una Genova vera, quotidiana, immediata, arrabbiata e irresistibile. Impossibile non versare qualche lacrima o lasciarsi andare a una fragorosa risata tra le pagine di questo libro, che davvero si lascia leggere nello spazio di un pomeriggio, ma ci lascia di buon umore, certi che valga ancora la pena combattere per ciò in cui davvero si crede, che la felicità passi anche attraverso le piccole grandi battaglie impossibili che ci sforziamo di vincere ogni giorno della nostra vita.