I binari fantasma nella capitale della cultura 2019

La premessa alla storia della linea ferroviaria Ferrandina-Matera è doverosa: Matera nel 2019 sarà la capitale europea della cultura. Ma il finale rischia di essere tutt'altro che lieto: Matera sarà una capitale della cultura che potrebbe restare senza treni. Al momento l'unico accesso ferroviario è una linea a scartamento ridotto che collega la città a Bari. La fermata delle Ferrovie dello Stato più vicina è Ferrandina, che però dista 40 chilometri. Per essere precisi, la stazione nuova c'è, ma mancano una galleria, l'armamento (cioè la posa dei binari), l'intero impianto per il comando e controllo della circolazione dei treni e l'elettrificazione della linea. Praticamente tutto.

In corner, per evitare di fare la figura del terzo mondo davanti agli occhi dell'Europa, nel 2016 la commissione Bilancio della Camera approva lo stanziamento di 210 milioni di euro per il completamento della ferrovia. Volendo ce la si può ancora fare, con una corsa contro il tempo impegnativa. E pensare che i lavori per la linea ferroviaria cominciano nel 1989. Per poi rallentare ed essere definitivamente abbandonati. Risultato attuale: le strutture edificate si sono deteriorate, erose dagli agenti atmosferici e da qualche atto vandalico. Nel 2007 la ferrovia morta sembra risorgere: la Regione Basilicata e il ministero delle Infrastrutture concludono un accordo per completarla, «entro il dicembre 2008» con i fondi delle aree sottosviluppate. Ma non si muove ruspa, troppo costoso far ripartire i cantieri. Questa però sembra la volta buona. Ora o mai più.

Commenti

cgf

Mer, 31/05/2017 - 10:12

di solito prima si fanno passere i binari, poi si costruiscono le stazione, spesso usando i binari come via per il trasporto di materiali.