De Gregori si iscrive al club degli artisti delusi dalla sinistra

Il cantante volta le spalle al Pd "perso tra slow food e No Tav", ma raccoglie solo critiche: "Incredibile, sei invecchiato così male"

Avete presente la storiella del corvo che si lamenta di quant'è nero il merlo? A tanti è venuta in mente ieri leggendo le dichiarazioni di tanti esponenti del Pd dopo che Francesco De Gregori, un'icona storica della sinistra, aveva detto al Corriere: «Non voto più, la mia sinistra si è persa tra slow food e No Tav». Irritati, gli hanno mandato a dire: «Non possiamo credere che tu sia invecchiato così male». E poi lo hanno rassicurato (minacciosamente): «Conserveremo l'intervista, la ricorderemo come un errore e una critica eccessiva, tenendo a mente che non è da un calcio di rigore sbagliato che si giudica un giocatore». Mamma mia.

In realtà il «calcio di rigore» è forse una delle più lucide e dolorose interviste di Francesco De Gregori negli ultimi anni, quello che con Il generale e La storia siamo noi si è conquistato nei decenni il rispetto di un'intera area politica. Parlando con Cazzullo, ha snocciolato tutti i mal di pancia di chi votava a sinistra e ora anche no. La sinistra? «È un arco cangiante che va dall'idolatria per le piste ciclabili a un sindacalismo vecchio stampo a tratti incompatibile con la modernità». Berlusconi? Oltre alle solite precisazioni anti Cav, ha sottolineato che «pensare di eliminarlo per via giudiziaria credo sia stato il più grande errore di questa sinistra». La quale, per intenderci, avrebbe fatto meglio a porsi «qualche domanda in meno su Noemi e qualcuna di più sull'Ilva di Taranto». Probabile che a far rabbrividire i piddini duri e puri siano state frasi come «sono stato berlusconiano solo per trenta secondi in vita mia: quando ho visto i sorrisi di scherno di Merkel e Sarkozy», oppure «trovo ridicolo che si sia appiccicata una lettera scarlatta a Renzi per un suo incontro con Berlusconi» o, infine quel gelido «ho trovato inquietante la campagna di Grillo» proprio poco dopo che il Pd di Bersani ha fatto di tutto per portarselo al governo. Insomma, dopo aver fatto suonare La storia siamo noi a tutti i congressi sin dai tempi della «gioiosa macchina da guerra», ora è la sinistra a farsele suonare dalla propria icona. Oltretutto la base Pd deve pure trangugiare quello che quasi tutti pensano: «Se il Pd avesse candidato Renzi, probabilmente avrebbe vinto».
Insomma, la caporetto della salamella.

Sarà per questo che ieri le reazioni, specialmente quelle sui social network, sono arrivate al bivio: da una parte gli increduli, dall'altra (più numerosi) quelli che approvavano le parole di un artista nel quale si riconoscono sin dagli anni '70. Di certo, l'enfasi dei commenti legittima lo status di De Gregori ma non la novità delle sue parole. In realtà, seppur autorevolissima, è l'ultima di una sfilza di j'accuse di maestri della musica che parte da quel disco (e spettacolo) Polli d'allevamento di Giorgio Gaber che nel 1978 segnò la sua frattura con il movimento giovanile. Da allora è stato uno stillicidio di cannibalismo: artisti storicamente identificati con la sinistra che ne prendevano drasticamente le distanze, trasformando spesso con il senno del poi il sonno del prima. Nanni Moretti ad esempio. Oppure Francesco Guccini (La locomotiva è un must da lacrimoni di nostalgia per vetero comunisti) che non ha fatto giri di parole quando Prodi è stato trombato nell'ultima corsa al Quirinale. Dopotutto, sul sottile filo che dal disilluso Gino Paoli arriva al De Gregori di oggi, stanno in equilibrio della contestazione a sinistra anche Antonello Venditti («Il Pd è chiuso nel proprio apparato»), Pino Daniele quello che cantava «Questa Lega è una vergogna» e ora dice di «esser deluso dalla sinistra», Giovanni Lindo Ferretti (un genietto nato con un gruppo che si chiamava nientemeno che CCCP) e anche Lorenzo Jovanotti che ha semplicemente detto: «L'opposizione a un vuoto finisce per essere un altro vuoto». Molto bipartisan. Ma molto più doloroso per chi non accetta la cosiddetta autocritica perché, come diceva il pioniere Gaber, è sempre «più comunista degli altri».

Commenti

Nadia Vouch

Gio, 01/08/2013 - 15:12

Hanno lavato per decenni i merletti della nonna assieme ai jeans strappati nella stessa lavatrice. Ora, il calcare ha preso il sopravvento e nulla funziona più. Non resta che gettare i jeans fuori moda e regalare i merletti, ormai irriconoscibili, a chi se li prende. A chi?

Carmine Pirozzi

Gio, 01/08/2013 - 15:28

Questo è un'altro comportamento stalinista della sinistra! Il grande De Gregori NON DEVE CAMBIARE IDEA! ... anche se è una cosa che iniziano a fare in molti!

angelomaria

Gio, 01/08/2013 - 16:08

cose' le feste dell'unita non pagano piu'ho che se' ne' sia accorto!?

Ritratto di lucianaza

lucianaza

Gio, 01/08/2013 - 19:09

artista certo, mi ha fatto schifo, certo, facile fare i sinistri intascando quattrini, ma che differenza c'è tra un capitalista comunista e uno liberale? Sono solo delle puttane che non sanno nemmeno quello che vanno dicendo, sinistra, già gli operai soltanto possono essere di sinistra, la gente che vive senza accumulare guadagni e capitali può essere di sinistra, gli altri sono opportunisti che cavalcano un'onda, magari un'onda idealista che li ispira e che permette di arricchirsi, ma da qui ad "essere" di sinistra ci passa la differenza come tra mangiare e stare a guardare

Ritratto di Ignazio.Picardi

Ignazio.Picardi

Gio, 01/08/2013 - 19:35

Quando si è giovani, molti animi possono essere trascinati a pensieri e condizioni di vita diverse. Però, tanti soggetti, dopo nel corso degli anni per maturazione e contemplazione (per i ragionevoli) hanno il coraggio di dire onestamente e correttamente il loro pensiero. Viviamo in piena libertà di opinione e nessuno ha il dovere di criticare il proprio pensiero; altrimenti dovremmo dire di essere sotto dittatura. Al sottoscritto è bastato leggere queste poche righe del suo pensiero per capire il suo vero stato d'animo e libera coscienza: "" La sinistra? «È un arco cangiante che va dall'idolatria per le piste ciclabili a un sindacalismo vecchio stampo a tratti incompatibile con la modernità». Berlusconi? Oltre alle solite precisazioni anti Cav, ha sottolineato che «pensare di eliminarlo per via giudiziaria credo sia stato il più grande errore di questa sinistra». Auguri per la tua scelta. Solo Dio può giudicare il nostro operato.

Ritratto di Baliano

Baliano

Gio, 01/08/2013 - 19:37

"Deluso dalla sinistra"? Sese, come no, intanto c'ha magnato e si strafoga ancora. Intanto! Poi chissà come la vuole la sinistra, ancora più sinistra, magari "barricadera" e completamente sinistrata!? Aspetta non essere impaziente, fa pure l'"intellettuale", ma sei invecchiato anche te insieme a loro!