L'indagine segreta sulla finanza rossa

Acquisizione di Antonveneta: caccia ad (almeno) un miliardo sparito. Nell'inchiesta indagato il presidente Abi Mussari

Qui ballano miliardi di euro, altro che Fiorito o Finmeccanica. A Siena procede in gran silenzio un'inchiesta delicatissima sul Monte dei Paschi a cui, stranamente, nessuno mostra interesse. Eppure il filone portato avanti da tre pubblici ministeri e dal nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza sull'acquisizione di Antonveneta nel 2007, a un prezzo assolutamente folle, rischia di stravolgere il sistema bancario e politico nazionale. Per cinque ordini di ragioni. Per l'iscrizione sul registro degli indagati del numero uno dei banchieri italiani, Giuseppe Mussari (che da presidente di Banca Mps curò l'operazione). Per la drammatica situazione in cui versa quella che fino a pochi anni fa era considerata la terza potentissima banca italiana. Per l'indiretto coinvolgimento di più esponenti di primo piano del giro del governo Monti - ascoltati in qualità di persone informate sui fatti - come il ministro dell'Economia Vittorio Grilli (ex direttore generale del Tesoro all'epoca) e la presidente Rai Anna Maria Tarantola (a quei tempi funzionario generale di Bankitalia). Per le ripercussioni inevitabili sul Pd nazionale, nato in contemporanea a quell'operazione, che da sempre, attraverso proconsoli toscani del Pci prima, Pds e Ds poi, «controlla» il Monte anche attraverso la sua Fondazione.

LA «CRESTA»

E infine per quel miliardo e passa di euro (forse più, forse due) che a detta degli inquirenti mancherebbe all'appello e a cui si starebbe dando la caccia dentro e fuori i confini tricolore, ipotizzando operazioni estero su estero con giganteschi ritorni illeciti. Ma di tutto questo nessuno parla. Con preoccupazione se ne discute invece nei Palazzi del potere da quando, a maggio, l'inchiesta per aggiotaggio, manipolazione del mercato sul titolo azionario di Banca Mps e ostacolo alle attività di vigilanza, è deflagrata con le perquisizioni a Mussari (nel frattempo diventato presidente dell'Abi) di alti vertici presenti e passati di Mps indagati, di istituti di credito nazionali e soprattutto delle sacre, e fin lì inviolate mura, della storica sede di Rocca Salimbeni. A quel punto la banca più antica del mondo, nata vent'anni prima l'approdo di Colombo nelle Americhe, nota per la sua storica solidità (e liquidità) e per quella «senesità» che un tempo univa dipendenti, funzionari e dirigenti, ha traballato più della certificazione di bilancio del 2011 con quel passivo impensabile solo pochi anni fa: quasi 5 miliardi di euro.

Con l'esplosione del bubbone giudiziario la città di Siena, la «banca rossa» e i referenti romani hanno preso atto che qualcosa era cambiato per sempre. E si sono resi conto che adesso, oltre a scandagliare nei segreti di Antonveneta, rischia di venire a galla anche la politica panem et circenses di distribuzione a pioggia del denaro secondo un diktat politico&bancario che non ha eguali al mondo: la generosa Fondazione Mps che controlla la Banca Mps essendone l'azionista di maggioranza, è infatti formata da più «deputati» espressi in numero di otto dal Comune, cinque dalla Provincia, uno dalla Regione. Tutti a guida Pd.

L'ENTUSIASMO DEMOCRATICO

Ma entriamo nell'inchiesta. Figlia della defunta Abn Amro, di proprietà della Santander di Emilio Botin, la banca del Nord Est viene acquistata nel novembre 2007 dal Monte dei Paschi spendendo 9 miliardi e rotti di euro che poi diventano 10,3 miliardi (a fronte di un aumento di capitale di cinque) quando appena due mesi prima gli spagnoli l'avevano comprata per 6,6 miliardi di euro. Una plusvalenza di quasi quattro miliardi, che potrebbe ulteriormente salire se si trovassero riscontri alle indiscrezioni, tutte da dimostrare, di un altro bonifico partito lo stesso giorno per la Spagna. L'operazione valse al Santander il plauso dei mercati finanziari, soprattutto perché tenne per sé la partecipazione «Interbanca», il corporate di Antonveneta che valeva un 1,6 miliardi. A Mps restò solo l'entusiasmo della stampa locale e tricolore, della triplice sindacale e dei maggiorenti Pd.

A nulla servirono le proteste di impiegati e piccoli azionisti increduli su un'operazione che aveva dilapidato la Banca e la sua Fondazione, fatta in assenza di un'approfondita due diligence, con l'apertura ad hoc di un fresh da un miliardo di euro, sottoscrivendo un contratto a oggi mai reso pubblico. In un'assemblea del 2008 questa operazione venne presa di petto da poche persone: «Si è comprata una banca – attaccò l'ex dipendente Romolo Semplici - pagandola molto più del suo reale valore, costringendo il Mps a svendere pezzi storici del proprio patrimonio e aziende con buona redditività e obbligando anche la controllante Fondazione a dissanguarsi con un esorbitante e imprevisto impegno finanziario».

VALEVA 2, PRESA A 9

A complicare le cose, tre anni dopo, arriverà la conferma del presidente uscente del collegio sindacale, Tommaso Di Tanno. Che ai soci rivelerà: «Il valore patrimoniale della banca era di 2,3 miliardi e fu acquistata per 9 miliardi. Non entro nel merito se il prezzo di 9 fosse appropriato...». Nel merito, oltre a Semplici (vicino al centrodestra) hanno provato a entrarci pochissimi altri. Uno è Pierluigi Piccini, storica espressione del vecchio Pci, già sindaco di Siena, dirigente di Mps France prossimo alla messa a riposo («La nostra lista civica – sbotta - più volte ha sollevato in consiglio comunale la questione Antonveneta, ma nessuno della maggioranza ci ha voluto ascoltare. Ecco il risultato»). Un altro è Nicola Scoca, direttore finanziario della Fondazione Mps, che a Report (la trasmissione della Gabanelli su Rai3) ha raccontato di esser stato licenziato dopo aver presentato uno studio che sollevava perplessità sulle copiose, insensate, uscite di denaro. Poi, in questa città ovattata nel silenzio, ci hanno provato alcuni blogger locali (L'eretico, il Cittadinonline, Fratello illuminato, il Gavinone), Raffaele Ascheri autore di un volume su Mussari, il battagliero leghista Maurizio Montigiani, un ex comunista verace come Mauro Aurigi, ora del Movimento Cinque Stelle, l'avvocato Luciano Peccianti passato nel'Idv di quell'Elio Lannutti firmatario di numerose interrogazioni. E infine Gabriele Corradi, papà del calciatore Bernardo, candidato di una lista civica sconfitto nella corsa a sindaco dall'ex parlamentare Pd Franco Ceccuzzi che definì l'operazione Antonveneta «un capolavoro di Mps». Rivela Corradi: «In una riunione dei capigruppo in consiglio comunale il presidente della Fondazione Mancini confessò che lui di Antonveneta era venuto a conoscenza solo dopo la sua acquisizione. Era gravissimo. Significava che la Fondazione era stata letteralmente bypassata dal presidente della Banca».

PROFUMO DI GUAI

Che in quel momento era giust'appunto Giuseppe Mussari, ex comunista dichiaratamente Pd, ex presidente della stessa Fondazione, diventato poi nel luglio del 2010 presidente dell'Abi grazie alle sue innegabili doti e a capacità relazionali assolutamente trasversali. Mussari, su cui pende la spada di Damocle del rinvio a giudizio per concorso morale in turbativa d'asta e falso in una vicenda collaterale legata all'ampliamento dell'aeroporto di Ampugnano (l'udienza davanti al gup è fissata per il 19 ottobre) ha sempre respinto ogni accusa e qualsivoglia insinuazione. E con lui il Monte, che non ha risparmiato querele e azioni civili. Il successore di Mussari, Alessandro Profumo, dopo aver ricordato che quand'era ad di Unicredit gli venne «offerto di acquistare Antonveneta a un prezzo più basso» e che rifiutò «perché il costo mi sembrava alto», pochi giorni fa è tornato su Antonveneta dopo l'assemblea straordinaria che ha visto protestare i dipendenti-soci: «Ad oggi non abbiamo elementi per avviare azioni di responsabilità sulle passate gestioni di Banca Mps. Se li avessimo – ha detto Profumo - faremmo ogni azione necessaria per tutelare gli interessi della Banca. Quando il quadro sarà chiaro decideremo cosa fare». Più chiaro di così si muore, anche se si è in vita da prima di Colombo. (1. Continua)

Commenti

de santis umberto

Sab, 13/10/2012 - 12:21

Gentilissimo sig. Gian Marco Chiocci, www.ilcittadinoonline.it di Siena è un quotidiano internet regolarmente iscritto e non un blog; è difficile accettare che esista una comunicazione locale libera e indipendente fatta da colleghi e non da privati cittadini?

Massimo

Sab, 13/10/2012 - 15:41

Ma qualcuno ci crede che i rossi verranno perseguiti come gli altri ?

giuseppe.galiano

Sab, 13/10/2012 - 15:49

Che i nostri politici, tutti o quasi, siano degli esemplari da galera lo avevamo capito da tempo ed avevamo capito pure che il più pulito ha una rogna degenerativa e defoliante. Solo i coglioni erano convinti che a sinistra c'erano solo anime belle.

Ritratto di I£ Male.

I£ Male.

Sab, 13/10/2012 - 15:55

contro il "SISTEMA" della CASTA NOSTRA...SCHIACCIAMO i PARASSITI perniciosi più ostinati(ed aggrappati alle poltrone)SENZA PIETAAAA' con l'unico disinfestante adatto allo scopo: antiparassitario,anticrittogamico, DISINFESTANTE M5S CONCENTRATO PLUS...al gradevole profumo di violetta di campo neutralizza TUTTI i CATTIVI ODORI di MARCIO così finalmente respiri senza turarti il naso quando voti!!!...

Ritratto di pacioccone

pacioccone

Sab, 13/10/2012 - 15:59

e sempre in attesa si decidano ad indagare quelle frasi di D'Alema e Fassino... "ma abbiamo una banca????!!!" il pistolotto Fassino.. "vai Consorte facci sognare??!!!" quello Dalema un pò più astuto... indagateli e metteteli in galera..

Ritratto di stenos

stenos

Sab, 13/10/2012 - 16:11

Sempre con questi titoli sparati. Ma la volete capire, ma non l'avete capito che questi ladri delinquenti comunisti sono intoccabili. Anche questa finira' in nulla, insabbiata. Se fosse capitato in un altra regione a gente vicina al pdl, sarebbero gia' tutti indagati, arrestati.

Il giusto

Sab, 13/10/2012 - 16:18

Valutata 2,comperata a 9...un affarone!!!Ma quando quaeste inchieste,e molte altre,le faceva la splendida Gabanelli voi gli davate addosso perchè sprecavano i soldi!!!Piccoli e arroganti...

scala A int. 7

Sab, 13/10/2012 - 17:13

mi ricorda un'altra Grande operazione targata sx : l' acquisizione di Telekom Serbia , pagata 11 e venduta a 2,5......non si volle andare a fondo della vicenda altrimenti veniva tirato in ballo l' allora SuperMinistro della economia che diventera' futuro capo dello stato ; anche adesso , secondo me , non si andra' a fondo perche' verrebbe tirato in ballo Tutto il potere finanziario dei comunisti , dalle coop alle assicurazioni e quantaltro..... quello e' un fiume carsico che difficilmente emerge ; emerge solo la fessaggine degli italiani quando pensano che bersani et soci rappresentino una speranza

eloi

Sab, 13/10/2012 - 17:21

Purtroppo ripeto, purtoppo. Dopo la dipartita di Cuccia, la borsa valori di Milano è un luogo dove si baratta, non dove si trattano valori.

Ernestino

Sab, 13/10/2012 - 17:50

Da encomiabili partigiani sono diventati ladri raccomandati di regime. Non succederà nulla anche qui. L'indgine conoscitiva finirà come sempre in mer........Eravamo nazione arretrata, oggi. con questi galantuomini, siamo ancora più arretrati.E scorrendo la storia non c'é rimedio che incoraggi.

Maura S.

Sab, 13/10/2012 - 18:08

considerando che si parla dei sinistroidi speriamo che l'indagine vada avanti,ma con la magistratura che abbiamo ora ne dubito. Immaginiamoci se si mettono di traverso al loro partito. Oramai nessumo ha piu' fiducia nella magistratua, chi lo dice e' perche' ce li ha addosso

laura.canu

Sab, 13/10/2012 - 18:17

vorrei lanciare un appello a quei tre PM...guardate che la forleo per aver osato indagare su d'alema fassino ecc.è stata trasferita d'ufficio per incompatibilità ambientale e quasi quasi dichiarata pazza....

MMARTILA

Sab, 13/10/2012 - 18:32

Un'operazione, quella di Antonveneta, costata il triplo di ciò che valeva. Il tutto senza neppure una garanzia "vera" a tutela dell'investimento. Gli "economisti" del PCI hanno fatto due danni in un colpo solo : strapagato senza tutele la Antonveneta,senza possibilità alcuna di rientrare dal pessimo affare concluso e messo sul lastrico il MPS. Dall'"abbiamo una banca" a ne abbiamo rovinate 2. Bravi, ed ora Mussari sta a far danni altrove.

Ritratto di hernando45

hernando45

Sab, 13/10/2012 - 19:00

L'AFFAIRE è troppo grande per dei "poveri" magistrati di provincia che verranno subito RIDIMENSIONATI. Non sono mica dei WOODCOK che può fare DI TUTTO e DI PIÙ. A proposito di WOODCOK dov'era ieri il suo amico ONNIPOTENTE Sindaco, con Napoli allagata??? Saludos

Ritratto di Izdubarino

Izdubarino

Sab, 13/10/2012 - 19:06

Non serve un genio della finanza per capire che la differenza di prezzo tra il valore reale di Antonveneta e il prezzo pagato dal Monte Paschi è data da: 1) maxitangenti; 2) costituzione di fondi neri; 3) finanziamento illecito a partiti della sinistra (quelli della superiorità morale, s'intende); 4)furto puro e semplice.

andrea monaco

Sab, 13/10/2012 - 19:40

Per i giornalisti -La notizia è stata data dalla trasmissione REPORT del 6-5.2012- La prima pagina del giornale del 7 -5 -2012 parlava di tutt'altro. Mi sa che siete un poco DISTRATTI. O non ritenevate la notizia degna di nota ? Il Corriere della sera la riportava lo stesso giorno che è stata mandata in onda da REPORT. Bisogna sempre leggere più giornali per farsi una opinione. Non trovate ?

andrea monaco

Sab, 13/10/2012 - 19:43

Dimenticavo. Il titolo " l'indagine segreta sulla finanza rossa " è oltraggioso per i lettori. Mi spigate che c'è di segreto su tutto era già stato pubblicato e trasmesso dalla televisione ?

Ritratto di paola29yes

paola29yes

Sab, 13/10/2012 - 19:46

Cosa credete che i comunisti siano una manica di ladri??? Loro sono angioletti, quelli che dicono "fate come dico, ma non come faccio". Tutto verrà insabbiato e loro continueranno a far credere al popolo bue che solo loro sono onesti. Se la magistratura va avanti non troverà documenti, quelli sono compromettenti sono già cenere.

FRANCO1

Sab, 13/10/2012 - 20:03

sono intoccabili quindi solo bolle di sapone, organizzazione perfetta e impenetrabile

Willy Mz

Sab, 13/10/2012 - 20:50

anche qui, quando ci sono di mezzo i rossi, la cosa si chiuderà con un niente di fatto. anzi, hanno fatto bene a buttare via tutti questi soldi!

Ritratto di scandalo

scandalo

Sab, 13/10/2012 - 20:55

METODO SERRAVALLE !! PENNATI MAESTRO O STUDENTE ??

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Dom, 14/10/2012 - 01:13

Come mai quando si tratta di indagini sui rossi non si viene a sapere niente? Cos'è questo segreto accampato solo per i trinariciuti? Siamo proprio un repubblica delle banane. Una repubblica di furbacchioni che gettano in pasto agli sprovveduti il capro espiatorio Berlusconi. Così loro possono continuare a fare le verginelle illibate.

st.it

Dom, 14/10/2012 - 06:51

E' chiaro che fra i banchieri,politici, e classe dirigente varia in italia,il più pulito ha la rogna,e ancora ci si stupisce.

gicchio38

Dom, 14/10/2012 - 08:23

E SIAMO ARRIVATI AL FAMOSO "TABU'" DOVE TUTTO E' NASCOSTO E GUAI A METTERE LINGUA. VI E' SEMPRE PRONTA "LA MUTA" DEI GIUDICHICCHI PRONTA AD AZZANNARE CHIUNQUE SI PERMETTE DI CRITICARE COSI' COME IL "TRATTORISTA ED EX MAGISTRATO" UN CERTO di pietro PER INTENDERCI NON E' MAI RIUSCITO (O FORSE NON HA VOLUTO) MAI SCOPRIRE CHE FINE FECE QUELLA "VALIGETTA" PIENA DI DENARO CHE SPARI' MISTERIOSAMENTE NEL NULLA E POI NEL DIMENTICATOIO. I "COMUNISTI" HANNO CAMBIATO, NEGLI ANNI, IL PELO MA IL VIZIO NON LO CAMBIERANNO MAI. A GALLIPOLI (LECCE) ABBIAMO COME "EMBLEMA" BAFFETTO DA SPARVIERO CHE E' UNA VERA FAINA DI RAZZA CHE SFUGGE E PRENDE PER IL CULO ANCHE IL ...............

civettone

Lun, 15/10/2012 - 10:51

Questo è il vostro articolo di quando MPS ha acquistato Antonveneta... Ma allora anche voi eravate d'accordo che era un buon affare?????? "Santander pensa al dopo Antonveneta Monte dei Paschi Redazione - Sab, 31/05/2008 - 02:05 Ieri Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, presidente e dg del Monte dei Paschi, hanno consegnato 9 miliardi di euro al presidente del Banco Santander, Emilio Botin per l’acquisizione di Antonveneta. Un’operazione che consente al Monte di consolidarsi come terzo gruppo bancario in Italia, chiudendo l’integrazione di Antonveneta, ma soprattutto apre prospettive di crescita comune con il socio spagnolo entrato nel capitale di Siena con l’1%, cifra che potrebbe ancora crescere. Ieri si è conclusa con successo anche l'’operazione di aumento di capitale a pagamento deliberato dal cda del Monte dei Paschi, pari a 5 miliardi di euro anch’esso legato all’ acquisizione di Antonveneta. E da martedì 3 giugno parte il restiling degli sportelli Antonveneta.

angelomaria

Lun, 27/10/2014 - 09:22

LA GALERA NON BASTA!!!