Bach e i virtuosi olandesi Una sfida a suon di tastiere

A «Milano Arte Musica» il clavicembalista van Asperen che propone il confronto tra il Kantor e i predecessori

Bach con le sue musiche di nuovo protagonista oggi nella Sala Capitolare del Bergognone, in via Conservatorio 16, alle ore 18 e 20,30, con il clavicembalista Bob van Asperen.

Un appuntamento nell'ambito del festival «Milano Arte Musica» alla tredicesima edizione, artisticamente diretto dal Maurizio Salerno. Confronto tra il Kantor e i maggiori esponenti della scuola olandese (Sweelinck, Scheidemann) e tedesca (Froberger e Reincken), a cura del musicista di Amsterdam, in occasione della riapertura della Sala, chiusa per oltre un anno causa interventi di restauro delle «tavole» lignee dipinte dal Bergognone; inoltre entrambi gli appuntamenti saranno accompagnati da una visita guidata a cura di Aster. Con il recital odierno si torna alle radici secentesche dell'arte bachiana di comporre per le tastiere. Un capolavoro celeberrimo come la «Toccata» (con fuga) in re minore Bwv 565: scritta probabilmente nel 1702/03, non spuntò infatti dal nulla. Secondo gli esperti implica l'esistenza d'una tradizione in grado di attrezzare il compositore in erba con strumenti tecnici declinati secondo il gusto e il talento individuale. Il concerto ricostruisce la sequenza di quattro generazioni di musicisti che conduce, di maestro in maestro, fino al sommo Bach. Sweelinck, Scheidemann e Reincken furono ciascuno mentore del successivo; mentre l'ultimo, lo si vedrà, costituirà un riferimento imprescindibile per lo stesso Bach. Questi nomi coprono un arco temporale vastissimo di 160 anni, che arrivano quasi a due secoli se s'include il Kantore. Che conobbe personalmente Reincken quando, adolescente, da Lüneburg, dove studiò dalla primavera del 1700 a quella del 1702, poté recarsi ad ascoltarlo nella vicina Amburgo, in cui il musicista, autorità venerata dalla cultura musicale sterminata, era titolare del magnifico organo di S. Caterina. L'avrebbe incontrato nuovamente nel 1720, con alle spalle l'esperienza fondamentale accumulata a Weimar (e prima ancora ad Arnstadt e Mühlhausen), quando avrebbe lasciato attonito il maestro ormai quasi ottuagenario e altrimenti avaro di complimenti, che sembra abbia esclamato al termine dell'esecuzione di una partita corale da parte di Bach: «Credevo che quest'arte fosse ormai morta, ma vedo invece che vive ancora in lei». Il profilo del virtuoso.

Bob van Asperen ha studiato al Conservatorio della sua città, clavicembalo con Gustav Leonhardt e organo con Albert de Klerk. Considerato un esperto di questi repertori, si esibisce nel mondo come solista al clavicembalo, al clavicordo e all'organo, nonché come solista di clavicembalo con orchestra.